La stanza della domenica
25.01.2026 - 10:00
Il Palazzo dell’Amministrazione Provinciale di Frosinone
Non ci restano che le provinciali. Il paradosso è che un’elezione per addetti ai lavori (alle urne sindaci e consiglieri con il sistema del voto ponderato) rappresenta l’appuntamento più atteso dalla politica locale. Perché misura perlomeno il “peso” degli amministratori. Sul versante dell’attendibilità, però, vanno tenuti in considerazione fattori non secondari: i tanti cambi di casacca da un gruppo all’altro, le strategie pensate e disegnate non soltanto con riferimento ai partiti ma pure nei rispettivi Comuni, la voglia di contarsi e far capire (senza però lasciare “tracce”) chi possono essere stati gli eventuali “franchi tiratori”. D’altronde i tempi politici che viviamo sono scanditi da fattori evidenti e immutabili.
I congressi dei partiti vengono decisi “prima”: non c’è incertezza su chi può vincere e chi può perdere. Dunque, perfino il dibattito interno viene ridimensionato. Le leggi elettorali in vigore per Camera, Senato e Regione danno il pallino nelle mani delle segreterie nazionali dei partiti . Sono loro a stabilire chi sarà sicuramente eletto, chi dovrà confidare nella vittoria della coalizione e chi non potrà andare oltre la fase della partecipazione. Una volta si sarebbe detto chi accetterà di “riempire la lista”. Ci sono quindi altri due elementi da sottolineare. Il primo è la caduta verticale dell’affluenza. Ad ogni livello. Il secondo è il traino delle leadership nazionali in ogni tipo di contesto. Alle provinciali, da quando c’è la Delrio, il popolo sovrano resta a casa. Senza neppure guardare. Gli addetti ai lavori, sindaci e consiglieri, elaborano tutte le strategie possibili. Non tanto per battere gli avversari, quanto per superare gli alleati. Nessuno si sottrae a questo gioco. Anzi, si sgomita per salire sul carro.
Frosinone e Cassino. Il futuro dei sindaci passa dalle provinciali
Enzo Salera ha deciso una mossa da “lascia o raddoppia”. Si è candidato al consiglio provinciale, chiedendo un passo indietro ad alcuni dei “suoi”. Consapevole che dovrà affrontare il derby con Luca Fardelli, consigliere comunale a Cassino. Salera fa parte di AreaDem di Francesco De Angelis, Fardelli sarà sostenuto da Rete Democratica di Sara Battisti. Enzo Salera sa che non gli basta essere eletto, ma deve arrivare primo nel Pd. In primis a Cassino. Sia per la eventuale corsa alla presidenza della Provincia, sia per tutto il resto. Sente indubbiamente il “peso” del favorito. Condizione psicologica diametralmente opposta per Luca Fardelli. Però Salera è voluto uscire allo scoperto per portare tutti allo scoperto: specialmente le componenti dei Democrat che dovranno sostenerlo. Una sorta di “meglio sapere in anticipo come stanno le cose e regolarsi”. Dal canto suo Riccardo Mastrangeli è consapevole che le provinciali sono una sorta di “polizza sulla vita”. Politica naturalmente. Nicola Ottaviani, coordinatore provinciale della Lega (partito al quale anche Mastrangeli fa parte), punta sulla conferma di Andrea Amata. Confida su 9-10 voti ponderati di Frosinone, ognuno dei quali vale 306 punti.
Per un seggio alla Provincia concorre anche Pasquale Cirillo, segretario cittadino di Forza Italia, che è all’opposizione nel capoluogo. Ma è evidente che gli “azzurri” ed altri esponenti orientati a votare per Cirillo, non faranno cadere l’Amministrazione in questo momento. Più articolata la posizione di Fratelli d’Italia. I potenziali candidati alle provinciali sono due: Sergio Crescenzi (uscente) e Franco Carfagna, capogruppo del partito nel capoluogo. Ma che succede se a Frosinone FdI dovesse mettere in fila più voti ponderati della Lega? Si aprirebbe uno scenario inedito. Per un motivo. Vero che le candidature a sindaco nei Comuni capoluogo vengono definite al tavolo regionale, ma nel centrodestra in questo momento ci sono diverse situazioni aperte nel Lazio. E soprattutto, nell’ambito di una crisi che da mesi sta lacerando la maggioranza a Frosinone, il documento sulla blindatura del Mastrangeli bis non è stato sottoscritto da tutti. Ecco perché i voti ponderati delle provinciali rappresenteranno un test.
Quel collegamento veloce con Roma che sta solo nei sogni
Da qualche settimana è tornato di attualità il tema del collegamento veloce con Roma. Soltanto a chiacchiere però. Perché poi sul fronte della Stazione Tav a Ferentino siamo tornati al punto di partenza. Cioè zero novità sul fronte dei fatti concreti. Ma in ogni caso l’Alta Velocità non c’entra nulla con i viaggi della speranza che ogni giorno, da decenni e decenni, i pendolari di questa provincia affrontano. Tra ritardi, attese ed effetti devastanti sulla qualità della vita. Perfino delle rispettive famiglie. Gli impegni da letterina a Babbo Natale (“prometto che sarò più buono”) non servono davvero a nulla. Il discorso è più ampio. Sembra davvero che in Ciociaria l’unica strategia sia quella del “butta la palla avanti e prega”, come dicono i telecronisti sportivi bravi e ironici. Il fatto è che la logica della disperazione (confidando nel miracolo) in politica non fa neppure sorridere. Anzi, è perfino irritante.
Edizione digitale
I più recenti
Ultime dalla sezione