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Il grande intreccio della crisi

Nella maggioranza nessuno può davvero permettersi di votare “no” al bilancio di previsione. E le provinciali alle porte (8 marzo) rendono impossibili iniziative per interrompere la consiliatura

Il grande intreccio della crisi

Il bilancio diventa il bivio. E la domanda è: chi si assumerebbe la responsabilità politica di bocciarlo, creando quindi le premesse per l’interruzione della consiliatura e le elezioni anticipate? Saranno settimane complesse e complicate, su questo non c’è dubbio. Sullo sfondo il tema del riassetto della giunta, che però potrebbe essere affrontato dopo il via libera al documento contabile. Anche perché chi si sfila sul bilancio, automaticamente si mette fuori dalla maggioranza. Il presidente del consiglio comunale Massimiliano Tagliaferri ha fissato la conferenza dei capigruppo per lunedì 26 gennaio. Il che vuol dire che, tra prima e seconda convocazione, la seduta sul bilancio si terrà entro la prima settimana di febbraio. Tempi stretti quindi. La maggioranza può contare sulla carta su 18 voti su 33: Fratelli d’Italia (5 esponenti), Lista per Frosinone (4), Lista Ottaviani (2), Polo Civico (2), Lega (1), Lista Vicano (1), Identità Frusinate (1). Più il sindaco Riccardo Mastrangeli e il presidente del consiglio comunale Massimiliano Tagliaferri (indipendente). All’opposizione attualmente ci sono 12 consiglieri: Pd (3), Psi (1), Forza Italia (2), Futura (2). Quindi vanno considerati Anselmo Pizzutelli, Maria Antonietta Mirabella (eletti nella Lista Mastrangeli) e Giovanni Bortone (eletto nella Lega). Oltre ad Armando Papetti (Lista Marzi).

Un discorso a parte per gli altri 3 consiglieri della Lista Marzi: Domenico Marzi, Carlo Gagliardi e Alessandra Mandarelli. Non fanno parte della maggioranza, negli ultimi tredici mesi in alcune occasioni sono stati determinanti per il mantenimento del numero legale nelle sedute ordinarie di prima convocazione (Gagliardi anche all’ultima). Hanno avanzato delle precise richieste programmatiche, sulle quali attendono risposte. Sotto questo punto di vista il bilancio sarà una vera e propria prova del nove. Marzi ha più volte ribadito che non ha intenzione di partecipare ad iniziative finalizzate a interrompere la consiliatura. Tipo dimissioni di massa o mozione di sfiducia. Da considerare poi le elezioni provinciali del prossimo 8 marzo. Le liste dovranno essere presentate il 15 e 16 febbraio. Premessa necessaria: sia per votare che per concorrere ad uno dei 12 seggi da consigliere provinciale, è necessario ricoprire il ruolo di sindaco o consigliere comunale. Il che vuol dire che l’interruzione della consiliatura farebbe venir meno il requisito fondamentale. Al Comune di Frosinone le provinciali sono un appuntamento importante per molti. Intanto per Nicola Ottaviani, parlamentare e coordinatore provinciale della Lega. Il quale fa affidamento su 9-10 voti ponderati del Comune di Frosinone, ognuno dei quali conta 306 punti. L’obiettivo è la conferma di Andrea Amata (Vicalvi) come consigliere provinciale. Sempre alle provinciali potrebbero concorrere Franco Carfagna e Sergio Crescenzi, rispettivamente capogruppo e consigliere di Fratelli d’Italia nel capoluogo. In campo ci sarà altresì Pasquale Cirillo (Forza Italia), intenzionato a conquistare un seggio all’interno dell’emiciclo dell’ente di piazza Gramsci.

Dunque, è complicato (è un eufemismo) pensare a operazioni per interrompere la consiliatura. Un elemento che naturalmente Riccardo Mastrangeli tiene in considerazione moltissimo. Anche se filtrano indiscrezioni sul fatto che il primo cittadino avrebbe commissionato un sondaggio sia sul proprio gradimento che sul confronto con altri ipotetici candidati. Un’opzione, quella del ricorso anticipato alle urne, che Mastrangeli non ha archiviato. Ai fedelissimi continua a ripetere che se il consiglio comunale dovesse essere sciolto entro il 24 febbraio, le elezioni ci sarebbero in primavera. Scenario “estremo”, che per come stanno le cose oggi si verificherebbe esclusivamente con le dimissioni dello stesso Sindaco. Non semplicissimo. Tornando alla maggioranza, resta da sciogliere il nodo del riassetto di giunta. La linea di Fratelli d’Italia è stata tracciata nettamente dal parlamentare e coordinatore regionale Paolo Trancassini: la questione è politica, non di poltrone. La restituzione delle deleghe ai due assessori Alessia Turriziani e Simona Geralico ha ristabilito gli assetti. D’altronde FdI non aveva mai rivendicato il terzo assessorato. Rimane la questione della richiesta di rappresentanza in giunta (richiamandosi ad accordi raggiunti in sede di congresso cittadino) dell’area del deputato Aldo Mattia, alla quale fanno riferimento i consiglieri Sergio Crescenzi e Marco Ferrara.

A questo punto la vicenda verrà affrontata dopo il bilancio. Sempre Trancassini ha invitato il gruppo a concentrarsi sul tema del cosiddetto “arricchimento programmatico” (definizione di Mastrangeli). Gli emendamenti al documento contabile potrebbero essere determinanti in questa fase. Poi c’è la Lista per Frosinone del vicesindaco Antonio Scaccia, che ha rivendicato il secondo assessorato in virtù del fatto che il gruppo, grazie all’adesione di Francesco Pallone, è passato da 3 a 4 consiglieri. La sensazione è che pure tale tematica potrebbe essere affrontata dopo il bilancio. Vero che da mesi fibrillazioni e spaccature stanno lacerando la maggioranza, ma la domanda è: al netto dei malumori e delle variabili, i “malpancisti” voterebbero no al bilancio? Fra l’altro, con l’approvazione del documento contabile il percorso per la fine della consiliatura sarebbe (quasi) in discesa. Lo scenario semmai è un altro: quanti sarebbero i candidati a sindaco? E chi sosterrebbe chi? Questo è il dilemma.

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