Caso Tac Ecologica
22.01.2026 - 10:00
Caso Tac Ecologica, arriva la condanna della Corte dei conti. La sezione giurisdizionale per il Lazio condanna l’ex responsabile dell’ufficio tecnico di Sgurgola Giovanni Luciano Bellardini al pagamento in favore del Comune di 118.618,70 euro, l’ex dipendente dell’Asl di Frosinone Domenico Spaziani a 6.968 euro e rigetta la domanda nei confronti di Vincenzo Rocchi della città metropolitana di Roma. La sentenza sarà impugnata in appello. La procura regionale della Corte dei conti chiedeva la condanna a risarcire il danno erariale per 118.618,70 euro a carico di Bellardini, per 427.202,70 euro a carico di Spaziani e di 2.500 euro a carico di Rocchi. La vicenda - come ricordato dalla Corte dei Conti - trae origine dall’inchiesta denominata “Urban Waste” condotta dai carabinieri forestali di Frosinone sull’attività svolta dalla Tac ecologica per la raccolta dei rifiuti a Sgurgola, su quella della Biemme srl per la manutenzione del verde nelle sedi Asl nonché sui lavori di risanamento dell’edificio scolastico Itas Garibaldi di Roma. La Corte dei Conti dà atto delle condanne intervenute in abbreviato per Spaziani (la cui posizione è stata poi definita in appello) e, in primo grado, per Bellardini e Rocchi. Il primo dopo la condanna a 5 anni e 8 mesi è in attesa di appello, mentre per il secondo la stessa Corte dà atto che non è stato indicato l’esito dell’appello.
Le richieste della procura contabile a Bellardini erano per il «danno da mancato pagamento penali» azionate nei con fronti della Tac Ecologica e per «illecito smaltimento di rifiuti ingombranti» e a Spaziani per il danno da «ingiustificata erogazione di denaro pubblico». L’accusa si riferiva al pagamento di fatture alla Tac Ecologica per il servizio di raccolta dei rifiuti a Sgurgola senza operare lo scorporo delle sanzioni irrogate tra il 2015 e il 2018 a fronte di disservizi contestati dall’ente per 118.200 euro e al mancato avvio della procedura di risoluzione contrattuale. In cambio - è l’ipotesi investigativa - Bellardini avrebbe ricevuto «utilità relative a lavori e servizi affidati alla società Biemme srl» di cui «era amministratore di fatto», scrivono i giudici.
Spaziani e Rocchi hanno sostenuto l’insussistenza del danno erariale. Mentre Bellardini ha chiesto di sospendere il procedimento contabile avendo proposto appello contro la sentenza di condanna del tribunale frusinate, chiedendone l’integrale riforma.
Il collegio, dal canto suo, ha scelto di accogliere «integralmente la domanda nei confronti di Bellardini». Per i giudici «Bellardini avrebbe dovuto completare il procedimento relativo alle contestazioni e provare che le penali... non dovevano essere applicate». Quanto a Spaziani, la domanda è stata accolta solo parzialmente perché «non vi è prova che le lavorazioni effettuate siano state pagate oltre il dovuto». Solo per un episodio la Corte ritiene liquidata due volte una fattura del 2015 per 6.968,55 euro.
Rigettata, infine, la domanda nei confronti di Rocchi in quanto il fatto «non risulta provato in via definitiva neppure in sede penale».
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