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L'appuntamento

Il 15 marzo l'inaugurazione della mostra "Le città di Calvino"

L'evento nella splendida cornice del Palazzo della Cultura

Il 15 marzo l'inaugurazione della mostra "Le città di Calvino"

Nella splendida cornice del Palazzo della Cultura, con il patrocinio del Comune di Anagni, è stata aperta il 7 marzo la mostra di pittura "Le città di Calvino", che si terrà fino al 21 marzo, liberamente tratta dal libro "Le città invisibili", dell’artista Liberata Mizzoni. Ma perché, ieri come oggi, tanti uomini vogliono vivere all’interno della città? Le città sono un insieme di tante cose: di memoria, di desideri… sono luoghi di scambio, ma non si tratta solo di scambi di merci, sono scambi di parole, desideri, ricordi. Italo Calvino raggruppa le città in 11 sezioni: Le città e la memoria; le città e il desiderio; le città e i segni; le città sottili; le città e gli scambi; le città e gli occhi; le città e il nome; le città e i morti; le città e il cielo; le città continue; le città nascoste. Nelle città invisibili si susseguono brevi descrizioni di 55 città, visitate da Marco Polo, dai nomi femminili che rimandano al mondo classico o esotici, come Diomira dalle sessanta cupole d’argento, Zaira dagli alti bastioni, Fedora con sfere di vetro in ogni stanza. Nelle città invisibili non si trovano città riconoscibili. Sono città inventate da Marco Polo per alleviare la malinconia dell’imperatore dei Tartari, Kublai Khan. Alcune narrazioni urbane si riferiscono molto probabilmente a Venezia, città natale di Marco Polo, ma ognuno di noi potrà rintracciare palazzi, strade, scorci, che possono riferirsi ad altri luoghi. Il percorso espositivo della mostra d’arte prevede una serie di oli su tela, in cui predomina il colore blu. Da segnalare Fedora racchiusa in un’immensa sfera di vetro, al cui interno è contenuta una megalopoli di pietra grigia con al centro un palazzo di metallo; Zenobia, costruita su alti e sottili pali che sorreggono casette, terrazzi e con grandi eliche marcavento. Degni di nota anche i quadri che descrivono le grandi metropoli di oggi. Protagonista di più opere di Liberata Mizzoni è New York, città in cui Calvino soggiornò a lungo, con i suoi grattaceli che svettano altissimi, i tramonti che sanno di cartolina e la nebbia che la avvolge come in un abbraccio, come 5th Avenue, Tramonti, Nebbia e la città dei morti, omaggio a Ground Zero, alla tragedia delle Torri Gemelle. L’altra metropoli presente nell’esposizione è una città giapponese, Osaka, su cui volteggiano come in una danza delle farfalle blu, che rappresentano la libertà, la trasformazione, il cambiamento, i desideri esauditi, ma anche la vita umana, con le sue scelte e il suo futuro, interamente nelle nostre mani. Il vernissage, a cura della relatrice prof.ssa Anna Natalia, si svolgerà domenica 15 marzo alle ore 16.00 con ingresso libero. Un evento reso possibile anche dalla curatrice Vanessa Palmigiani. 

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