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Crisi, il fattore “colpi di coda”

La situazione della maggioranza non è stabilizzata, sul tavolo restano nodi da sciogliere e variabili. Lista per Frosinone pronta a indicare il nome del secondo assessore. Ma è da capire il contesto

Crisi, il fattore “colpi di coda”

L'immagine di una seduta del consiglio comunale di Frosinone

La crisi non è alle spalle. Ne sono tutti perfettamente consapevoli. Nonostante il numero legale ritrovato in consiglio comunale dopo 4 ko consecutivi. Nonostante l’approvazione di tutte le delibere all’ordine del giorno. Anche se su una, però, si è registrata l’astensione (compatta) del gruppo di Fratelli d’Italia. Riccardo Mastrangeli non smette di consultare il calendario, con la fine di gennaio e l’inizio di febbraio cerchiati in rosso. Perché il Sindaco (e non solo lui) all’opzione di elezioni anticipate nella prossima primavera continua a pensare seriamente. E siccome si è convinto che nessuno lo manderà a casa attraverso l’approvazione di una mozione di sfiducia o la sottoscrizione delle dimissioni di massa (in entrambi i casi la quota da raggiungere è 17 su 33), non ha alternative: dovrà dimettersi lui qualora la situazione dovesse diventare insostenibile. Non solo: dovrà farlo entro la fine di gennaio o i primi febbraio per evitare il commissariamento di oltre un anno del Comune.

Ma cosa può succedere in questi giorni? Intanto che la Lista per Frosinone del vicesindaco Antonio Scaccia confermi la rivendicazione del secondo assessorato. Alla civica era stato chiesto di indicare una donna. Con lo schema originario. Vale a dire terzo assessorato a FdI e secondo alla Lista per Frosinone. In uno scenario del genere sarebbe stato necessario chiedere un “sacrificio” a uno degli attuali assessori. L’ipotesi che circolava era quella di un passo indietro di Laura Vicano (Lista Vicano), nell’ambito di una exit strategy concordata e condivisa. Prevedendo cioè un ruolo diverso per Laura Vicano. Se però l’opzione del terzo assessorato per FdI non c’è più, allora la Lista per Frosinone potrebbe designare un uomo. In pole position ci sono Giuseppe Scaccia e Massimo Renzi, fratello del consigliere Corrado Renzi. Vedremo cosa succederà nelle prossime ore.

Torniamo a Fratelli d’Italia. Secondo alcuni “rumors” i consiglieri Marco Ferrara e Sergio Crescenzi potrebbero presto tornare a porre il tema della rappresentanza in giunta dell’area che fa riferimento al deputato Aldo Mattia. Non nella prospettiva di un terzo assessorato ma restando nell’ambito dei due che già il partito esprime. Vorrebbe dire che una tra Alessia Turriziani (peraltro segretaria della sezione del partito a Frosinone) e Simona Geralico dovrebbe uscire dall’esecutivo.

Il nome del possibile nuovo assessore rimane quello di Sergio Crescenzi. C’è però da tenere in considerazione il perimetro politico delimitato (con l’evidenziatore) dal parlamentare Paolo Trancassini, coordinatore regionale del partito di Giorgia Meloni. Il quale ha detto nella riunione a Roma del 5 gennaio scorso: «Non siamo qui per chiedere nulla». Specificando che per Fratelli d’Italia la questione era politica, non di poltrone. Aggiungendo di non aver mai rivendicato il terzo assessorato. Di conseguenza la restituzione delle deleghe ai due assessori di FdI, da parte di Mastrangeli, ha chiuso la partita. La domanda è: se Trancassini ha specificato che la questione è politica e non di poltrone, la eventuale richiesta del cambio di un assessore a distanza di pochi giorni dalla linea indicata, come verrebbe percepita? In primis dallo stesso coordinatore regionale del partito? In realtà la risposta appare scontata.

A questo punto però non resta che attendere. Considerando che all’orizzonte ci sono due appuntamenti di una certa valenza. Il primo è il bilancio di previsione del Comune, che andrà all’attenzione del consiglio comunale entro il 28 febbraio. Se approvato, allora per Mastrangeli ci sarebbe la strada (quasi) spianata per arrivare a fine consiliatura (giugno 2027). Se invece il documento contabile dovesse essere bocciato, la conseguenza sarebbe l’interruzione della consiliatura. Con la prospettiva di oltre un anno di commissariamento del Comune. Ecco perché il Sindaco tiene la guardia alta, guarda continuamente il calendario, studia le date e attende risposte definitive da gruppi, partiti e liste civiche. Poi ci sono le elezioni provinciali in programma l’8 marzo. Con le relative candidature a consigliere, che potrebbero rappresentare una “stanza di compensazione”. La maggioranza sulla carta conta 18 consiglieri su 33. Riccardo Mastrangeli però sa che potrebbero esserci degli “scossoni”. Ragione per la quale tiene in considerazione lo scenario delle elezioni anticipate. Ma anche possibili ulteriori “sponde” in consiglio comunale.

Lo scorso 8 gennaio c’è stato un confronto tra Mastrangeli e 3 dei 4 consiglieri della Lista Marzi, vale a dire Domenico Marzi, Carlo Gagliardi e Alessandra Mandarelli. Al termine del quale è stato redatto un documento parametrato esclusivamente su alcuni punti programmatici. Tra i quali la riattivazione dell’ascensore inclinato. La posizione, più volte esplicitata da Marzi, è chiara: la civica non fa parte della maggioranza, ma chiede risposte su tematiche specifiche. E sarà questo l’elemento di valutazione. Inoltre, c’è l’impegno a non prendere parte ad eventuali iniziative finalizzate all’interruzione della consiliatura. Nell’ultima seduta consiliare i 3 hanno votato no su una delibera urbanistica. Poi, sull’ultimo punto all’odg, Carlo Gagliardi è stato decisivo per assicurare il numero legale alla maggioranza. Previsioni? Impossibile. Ha detto un certo Abraham Lincoln: «La miglior cosa del futuro è che arriva un giorno alla volta».

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