Cerca

Aggressione al liceo

Una scena mai vista «È stato bruttissimo»

Abbiamo raccolto il parere dei ragazzi che hanno assistito al brutto episodio davanti al "Valente"

Una scena mai vista «È stato bruttissimo»

Un coltello alla gola «per uno sguardo di troppo». È solo l’ultimo di una lunga serie di episodi assurdi quello accaduto tra due ragazzi all’uscita del liceo artistico “Antonio Valente”, nel centro di Sora, lo scorso venerdì. Tra i giovani che hanno assistito alla scena o che l’hanno appresa dai racconti, prevalgono sentimenti di turbamento, paura e incredulità. C’è chi fatica a trovare le parole per descrivere quanto accaduto.  Altri ragazzi provano a interrogarsi sulle cause, ipotizzando che il gesto possa essere nato da una percezione di minaccia o da una reazione istintiva, forse senza una reale consapevolezza delle conseguenze. «È stato un bruttissimo episodio – ci dice una ragazza fuori dall’istituto – Sono molto turbata, soprattutto al pensiero che una cosa del genere potrebbe capitare a me la prossima volta». Dalle testimonianze emerge anche una riflessione più ampia: la violenza, tra giovani, viene percepita come un fenomeno sempre più frequente, alimentato da notizie quotidiane che arrivano da ogni parte del mondo: «In questi casi – prosegue la studentessa – il dialogo è la cosa più importante. Basterebbe parlarsi per risolvere queste cose, dialogare con calma. Ormai invece se ne sentono di ogni. Non è la prima volta che per qualche sguardo si finisce alle mani. Sono i fatti».

In questo contesto c’è chi ritiene difficile immaginare controlli efficaci e chi ammette di sentirsi vulnerabile, temendo che episodi simili possano colpire chiunque, in qualsiasi momento: «È difficile immaginare che maggiori controlli possano risolvere la situazione. Spesso le persone nascono con questa indole, sono fatte così. E se una persona è fatta così agirebbe comunque in questo modo, con controlli o senza». Chi ha ascoltato direttamente il racconto della vittima parla di una scena rapida ma cruda: l’uscita da scuola, uno sguardo interpretato come provocatorio, l’allontanamento per chiarirsi e poi il coltello puntato alla gola, prima dell’intervento di altri studenti e dei carabinieri. Per molti è stata la prima volta a contatto con una situazione di questo tipo, un momento che ha fatto emergere una percezione del pericolo mai avvertita prima. Un episodio che, pur conclusosi senza conseguenze serie, ha lasciato un segno profondo tra i ragazzi. Non solo per la gravità del gesto, ma per il senso di insicurezza e smarrimento che ha generato all’interno di un luogo che dovrebbe rappresentare quotidianità e protezione. E che per un attimo sarebbe potuto diventare il teatro di una tragedia.

Edizione digitale

Sfoglia il giornale

Acquista l'edizione