Comune di Frosinone
12.01.2026 - 08:13
Stamattina il sindaco Riccardo Mastrangeli restituirà le deleghe ai due assessori di Fratelli d’Italia: i servizi sociali ad Alessia Turriziani e la cultura a Simona Geralico. E contestualmente definirà alcuni “arricchimenti” del programma amministrativo. Andando incontro quindi alle richieste del parlamentare Paolo Trancassini, coordinatore regionale del partito. Il quale nel vertice di Roma del 5 gennaio scorso aveva chiaramente detto che FdI non aveva richieste di deleghe da fare. Perché non era una questione di poltrone, ma di politica: togliere le deleghe ai due assessori di Fratelli d’Italia era stato “inaccettabile” per il partito di Giorgia Meloni. Mastrangeli aveva proceduto in tal senso al termine della seduta consiliare del trenta dicembre scorso, sciolta per mancanza del numero legale. Nel momento di massima contrapposizione all’interno della maggioranza. Nell’ora più buia di una crisi politica complessa e complicata. Per la quale non c’è ancora una soluzione. Paolo Trancassini aveva scritto il giorno dopo: «Fratelli d’Italia ha una sua dignità e il gruppo che ha partecipato al governo della città non meritava quanto accaduto.
La decisione di Mastrangeli risulta ancora più inaccettabile perché, a quanto mi risulta, non vi è stato alcun confronto né con il nostro capogruppo in consiglio comunale né con il coordinatore provinciale del partito, l’onorevole Massimo Ruspandini. Se Mastrangeli ritiene di poter governare da solo, faccia pure. FdI continuerà a difendere con serietà e coerenza il proprio ruolo e i propri rappresentanti, nel rispetto degli elettori e degli accordi politici che stanno alla base dell’unità del centrodestra, valore di fondamentale rilevanza per il nostro partito». Ieri c’è stato un lungo confronto telefonico tra i due, nel corso del quale Trancassini ha ribadito a Mastrangeli che per Fratelli d’Italia la questione è politica. Non di poltrone. E la restituzione delle deleghe ai due assessori va a ricomporre il quadro. Sempre ieri c’è stato un incontro tra il Sindaco e Massimo Ruspandini, deputato e presidente provinciale di Fratelli d’Italia, il quale è sintonizzato sulla medesima lunghezza d’onda di Trancassini. Dopo la riunione di Roma Riccardo Mastrangeli ha avanzato una proposta di riassetto della giunta per superare completamente la crisi. Il primo punto è l’attribuzione del terzo assessorato a FdI, il gruppo più numeroso in aula con 5 consiglieri (cresciuto di un’unità rispetto a giugno 2022). L’ipotesi sulla quale si è lavorato è quella di assegnare le deleghe alla Polizia Locale a Sergio Crescenzi, consigliere comunale e provinciale che fa riferimento al deputato Aldo Mattia. Quest’ultimo da tempo sollecita una rappresentanza in giunta per la sua componente, richiamandosi ad intese raggiunte in sede di congresso cittadino.
Sabato mattina c’è stato un incontro, al quale hanno partecipato i consiglieri Franco Carfagna, Sergio Crescenzi, Marco Ferrara e Francesca Campagiorni, gli assessori Alessia Turriziani e Simona Geralico, Franco Napoli (il quale subentrerebbe come consigliere in caso di nomina in giunta di Crescenzi). Presente pure Michele Meloni, esponente del direttivo cittadino del partito. E c’era Fabio Tagliaferri, attuale presidente e ad di Ales ma anche esponente di riferimento di Fratelli d’Italia nel capoluogo.
Sul tavolo del confronto ci sono pure le strategie per le provinciali del prossimo 8 marzo. Il capogruppo Franco Carfagna (fedelissimo di Fabio Tagliaferri) è in pole position per una candidatura. E dunque si voleva ragionare sull’opzione di un patto di ferro dell’intero gruppo per sostenerlo. Una sintesi però non c’è stata e la situazione è precipitata quando Marco Ferrara (anche lui politicamente vicino a Mattia) ha chiesto di poter ricoprire in tempi rapidi il ruolo di capogruppo al Comune. A quel punto il summit è “saltato”. Difficile prevedere cosa potrà succedere adesso. E quali potranno essere le decisioni di Ferrara e Crescenzi qualora quest’ultimo non dovesse essere indicato come assessore. Potrebbe anche consumarsi uno “strappo”? Vedremo.
Poi ci sono gli altri nodi da sciogliere. A cominciare dal secondo assessorato per la Lista per Frosinone del vicesindaco Antonio Scaccia. Il punto è che alla civica è stato chiesto di indicare una donna, per la questione del rispetto delle “quote rosa”. Ipotesi sulla quale non è d’accordo il consigliere Corrado Renzi. Scaccia tornerà a Frosinone alla fine della settimana e si confronterà sia con il gruppo consiliare che con l’esecutivo della Lista per Frosinone. Nessuno scenario è escluso.
Intanto resta in giunta Laura Vicano, assessore della Lista Vicano. Con ogni probabilità le sarebbe chiesto un passo indietro nel caso di nomina di 2 nuovi assessori. Comunque nell’ambito di una exit strategy che prevederebbe un altro ruolo. Però le difficoltà di Fratelli d’Italia (terzo assessorato) e Lista per Frosinone (secondo assessorato) stanno in ogni caso rallentando i tempi di un’operazione politica difficile. Infine Riccardo Mastrangeli. Il Sindaco mantiene altissima la guardia. E rimane concentrato sul bilancio di previsione, ben sapendo che la mancata approvazione porterebbe allo scioglimento della consiliatura. La maggioranza sulla carta conta 18 voti su 33. Ma indubbiamente le fibrillazioni in atto non consentono alcun tipo di previsione. Così come le possibili spaccature nei gruppi consiliari aprirebbero la strada a nuove richieste di rappresentanza in giunta. Ecco perché Mastrangeli continua a non escludere l’opzione del ricorso al voto anticipato. Se si dimette entro la fine di gennaio alle urne si andrebbe in primavera.
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