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I dati della DCSA

Droga, sequestri in crescita

Nei primi tre trimestri del 2025 aumentano i quantitativi, soprattutto cocaina. In calo gli arresti. Se si considera l’intero anno le forze dell’ordine hanno recuperato 74 chili nel 2024 e ben 351 nel 2023

Droga, sequestri in crescita

Crescono i sequestri di droga in provincia di Frosinone. Ma, al tempo stesso, a fronte di un incremento del numero di operazioni condotte dalle forze dell’ordine calano i numeri di arrestati e denunciati. È quanto emerge dai numeri dei primi tre trimestri del 2025 secondo i dati pubblicati dalla Direzione centrale per i servizi antidroga. Nel 2025 il periodo più prolifico per i sequestri operati dalle forze di polizia è stato il secondo con 46 chilogrammi. In termini assoluti, da gennaio a settembre 2025, in provincia di Frosinone sono stati intercettati 68,88 chilogrammi contro i 63,47 nell’analogo periodo dell’anno precedente e i 57,41 del 2023. In crescita ci sono soprattutto i numeri della cocaina. Nel 2023 venivano sequestrati, sempre in nove mesi, quasi 14 chilogrammi, nel 2024 il dato è sceso poco sopra i 5 chili, mentre nell’anno appena concluso il dato si è attestato a 42,6 chilogrammi. Un “bottino” ottenuto da aprile in poi con 22,44 chili sequestrati nel secondo trimestre 2025 e 19,36 nel terzo.

Su buoni numeri si mantengono anche i “recuperi” di hashish, pur se con un andamento decrescente, almeno tra il 2024 e il 2025. Nei primi tre trimestri del 2023 sono stati intercettati 38,35 chili di hashish, un dato poi salito a 43,57 l’anno dopo salvo poi ridiscendere, nel 2025, a 25,73. In questo caso spiccano i 23,34 chilogrammi recuperati dalle forze dell’ordine nel secondo trimestre.

Nei primi nove mesi del 2025 la marijuana sequestrata ammonta appena a mezzo chilo contro i 14,74 del 2024 e i 5,12 del 2023. Sul fronte delle piantine sequestrate, l’anno migliore dei tre analizzati è stato il 2023 con 40 sequestri a fronte dei 6 e 3 dei due anni seguenti. Nel corso del triennio varia anche il numero delle operazioni antidroga condotte sul territorio: erano 65 nel 2023 (31 delle quali nel primo trimestre), quindi 55 nel 2024 (22 nel primo trimestre), mentre da gennaio a settembre 2025 sono risalite a quota 74 (28 delle quali nel secondo trimestre).

Queste hanno “fruttato” 65 arresti nel 2023 (27 nel primo e 26 nel secondo trimestre), 55 nel 2024 (22 nel primo trimestre) e 52 nel 2025 (20 nel primo e 21 nel secondo trimestre). I denunciati sono stati 43 nel 2023, 101 nel 2024, di cui 83 nel solo secondo trimestre, e 38 nel 2025 (14 sia nel primo che nel secondo trimestre). Nell’intero periodo in esame risultano esser stati denunciati anche 13 minorenni, uno dei quali nel 2025. Gli stranieri denunciati sono stati 30 nel 2023, di cui 11 nel primo trimestre, 52 nel 2024, quasi tutti (49) nel secondo trimestre e 14 nel 2025, di cui 8 nel secondo trimestre. Nel 2025, per i dati dei sequestri di droga, il Frusinate si colloca al trentunesimo posto in Italia. Nella relazione annuale 2025 (con dati 2024) della Direzione centrale per i servizi antidroga, la provincia di Frosinone è citata per i sequestri di crack con un ammontare totale di 0,213 chilogrammi. In Italia, nello stesso periodo, solo in tredici province ne sono stati sequestrati di più. E si tratta principalmente di grandi centri o realtà portuali con l’eccezione di Cuneo che precede proprio Frosinone.

In tutto il 2024 risultano esser stati sequestrati nel Frusinate 74,44 chili di droga, di cui 45,35 di hashish, 15,07 di marijuana e 13,98 di cocaina. I denunciati sono 133 italiani, 62 stranieri (tra cui 43 albanesi e 8 romeni), mentre i maggiorenni sono 189 e i minorenni 6. Gli uomini sono 180 e le donne 15. I denunciati per associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti sono 70 più altri 125 solo per lo spaccio. L’anno prima, invece, i sequestri totali ammontavano a 351 chili, di cui 331 di hashish, 14,31 di cocaina e 5,54 di marijuana. I denunciati erano stati 154, di cui 10 per associazione. Gli italiani erano 100 e gli stranieri 44 (26 i marocchini e 6 i nigeriani). I maggiorenni 145 e gli uomini 137 (17 le donne). «Lo spaccio di crack avviene tendenzialmente in particolari aree del Paese - si legge nella relazione - ossia nelle periferie cittadine e nei quartieri più popolari, dove è elevato il tasso di disoccupazione, ci sono situazioni di degrado ambientale e sociale e i pusher possono operare indisturbati perché protetti da fitte reti di vedette, quand’anche vigilati da sistemi di videosorveglianza abusivamente installati dalle organizzazioni stesse. In questi contesti la criminalità organizzata, nel gestire lo spaccio di cocaina, hashish e marijuana, è già in grado di produrre il crack all’interno di appartamenti o pertinenze di cui può facilmente disporre».

Nello studio si evidenzia che «in linea generale, il mercato della cocaina, che tocca livelli di offerta ogni anno sempre maggiori, si conferma il principale interesse dei gruppi criminali, per gli elevati margini di guadagno, atteso un bacino di consumatori sempre più vasto». Inoltre, «altro mercato fortemente sotto i riflettori, per la celerità di espansione nel mondo, con annessi significativi profitti, e l’estrema pericolosità degli effetti nocivi per la salute, è quello delle droghe sintetiche, rispetto alle quali le organizzazioni criminali, in passato poco coinvolte nella loro gestione, mostrano, invece, una sempre maggiore attenzione. I siti di loro produzione individuati variano da laboratori “tipo cucina” relativamente piccoli a strutture in grado di produrre grandi quantità di sostanze sintetiche».

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