Economia
06.02.2026 - 13:51
Il segretario generale della Cisl Lazio Enrico Coppotelli
La Zona Franca Doganale rappresenta un’occasione straordinaria per le province di Latina e Frosinone. Ma perché produca effetti concreti, è necessario un impegno collettivo e niente va dato per scontato. È questa, in estrema sintesi, l'analisi del segretario della Cisl Lazio Enrico Coppotelli su questo strumento strategico e sulle sue potenzialità per lo sviluppo economico e occupazionale del Basso Lazio.
«È una grande opportunità per i territori delle province di Latina e Frosinone – ha sottolineato Coppotelli – A patto che ci si rimbocchi le maniche, tutti, senza dare nulla per scontato. E senza cullarsi sugli allori. I vantaggi sono molteplici». Dal punto di vista fiscale, infatti, le imprese possono beneficiare di riduzioni o esenzioni dall’iva, mentre dal punto di vista doganale, le merci extra-UE introdotte nella Zona Franca non pagano dazi finché non entrano nel territorio dell’Unione Europea. Inoltre, non ci sono limiti temporali allo stoccaggio, consentendo strategie logistiche flessibili e più competitive. «Significa che consente di ragionare su più zone funzionali tra loro – ha spiegato il segretario della Cisl Lazio – magazzini, aree di stoccaggio, varchi doganali e strutture di controllo».
Indubbiamente le potenzialità sono enormi, considerando pure i numeri dell’export del Basso Lazio.
«Con un gioco di squadra intelligente e programmato – ha proseguito il sindacalista – si possono e si devono attrarre investimenti, sostenere le imprese, potenziare le filiere produttive e logistiche, mettendo al centro i posti di lavoro e le persone. È evidente che il porto di Gaeta potrà essere strategico e centrale come principale porta di accesso ai mercati – ha argomentato – Ma allo stesso tempo è fondamentale che interagisca con i sistemi industriali e logistici delle province di Frosinone e di Latina».
Per Coppotelli, dunque, mai come in questo momento, per cogliere questa irrinunciabile opportunità, il Basso Lazio deve dimostrare di essere molto di più di una espressione geografica. «La Zona franca doganale ha bisogno che i porti e le infrastrutture “dialoghino” tra loro – ha rimarcato – e che le aree produttive abbiano la possibilità di mettere in moto un moltiplicatore in grado di alimentare sia la competitività dei territori che l’occupazione.
Si può fare – ha chiosato – lo dobbiamo fare. Tutti insieme».
Coppotelli ha ricordato, dunque, come anche il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca abbia sottolineato che la Zona franca doganale non rappresenta una promessa futura perché è già normativa.
«Uno strumento – ha aggiunto – che va pensato e declinato tenendo conto anche della Zona logistica semplificata. Un provvedimento, fortemente voluto e sostenuto pure dalla Cisl del Lazio, che ha presentato diversi studi al riguardo, che non solo rafforza la competitività della Regione e dei suoi lavoratori, ma offre altresì nuove opportunità di crescita e occupazione. L’imperativo categorico è attrarre investimenti e stimolare l’innovazione, in particolare nei settori logistici e manifatturieri, che sono vitali per l’economia regionale. La Zls si caratterizza per il fatto di rendere più attrattivi e competitivi alcuni territori, prevedendo sia delle semplificazioni burocratiche che della agevolazioni fiscali, oltre al credito di imposta.
Adesso c’è anche la Zona franca doganale, definita per sostenere l’export e lo sviluppo industriale dell’area che comprende le province di Latina e Frosinone». Uno strumento che il senatore Nicola Calandrini ha definito «stabile, senza scadenza e senza utilizzo di risorse da parte dello Stato, pensato per sostenere la vocazione all’export e rafforzare la competitività delle imprese. Ora si apre la fase operativa – ha sottolineato – la sfida è renderla concreta e accessibile a chi vuole investire».
Resta chiaro, come sottolinea la Cisl, che è il lavoro il vero motore dello sviluppo. «Sarà fondamentale, e su questo punto la Cisl non allenterà la concentrazione neppure per un secondo – ha evidenziato Coppotelli – che vengano considerate prioritarie anche le politiche occupazionali. Il rilancio passa dal lavoro. Come sempre.
Un’ultima considerazione – ha concluso – Zona logistica semplificate e Zona franca doganale. Due risposte concrete. Aspettiamo la terza: la Stazione Tav di Ferentino, a servizio del Basso Lazio. L’effetto filiera sarebbe completo».
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