Comune
23.03.2026 - 08:30
Domenica prossima il congresso cittadino del Pd, tappa importante anche per le strategie in vista delle elezioni comunali del 2027. Come segretario verrà eletto Stefano Pizzutelli, che vuole capire il “sentiment” della base su temi come la candidatura a sindaco e le alleanze. Considerando pure che i Socialisti hanno già varcato il Rubicone, annunciando la candidatura a sindaco di Vincenzo Iacovissi, sostenuto da una coalizione di quattro liste. In questo quadro il Comitato provinciale di Possibile, in un post sui social, dice la sua, sulla recente intervista rilasciata da Domenico Marzi a Ciociaria Oggi. Rileva Possibile, che ha in Gianmarco Capogna uno dei principali referenti: «Ha detto (ndr: il soggetto è Domenico Marzi) che la Lista Marzi ci sarà anche alle comunali del 2027. Ha detto che intende costruire una “coalizione civica”. Ha detto che non ha pregiudizi verso nessuno. E ha detto, e questo è il punto su cui vale la pena soffermarsi, che garantire il numero legale all’Amministrazione Mastrangeli lo rifarebbe. Anzi: lo rifarà, se si dovessero ripresentare le stesse condizioni. Prendiamo quindi atto che tenere in vita l’Amministrazione di centrodestra di Frosinone non era una concessione tattica legata a circostanze eccezionali. Era, ed è, una scelta politica consapevole e dichiaratamente ripetibile. Scelta di cui non si è mai discusso, in nessuna sede».
Poi Possibile aggiunge: «Nella stessa intervista, però, Marzi descrive quella stessa Amministrazione con parole molto dure. Quattordici anni e l’impianto di risalita non riparte. Nessuna visione sul traffico. Il Bus Rapid Transit naufragato tra cordoli spostati e sensi unici cambiati continuamente. Il nodo di piazza VI Dicembre ridotto a un ingorgo cronico. “Non possono esserci giustificazioni”, dice Marzi a proposito di Mastrangeli. E su questo ha ragione. La contraddizione, però, è per noi evidente. Ogni volta che Marzi si è presentato in consiglio comunale per garantire il numero legale, ha di fatto consentito a quell’Amministrazione, che lui stesso giudica priva di visione e incapace di risolvere i problemi reali della città, di continuare a governare. Tutto questo ci porta a una domanda che non possiamo continuare a rimandare: la coalizione di centrosinistra che si è presentata alle ultime elezioni amministrative di Frosinone è ancora una cornice politica praticabile? Riteniamo di no, e crediamo che dirlo con chiarezza sia più giusto che lasciare aperta un’ambiguità che non giova a nessuno.
Il Partito Democratico, che ci propose Marzi come candidato comune convincendoci che fosse la scelta giusta, non ha ancora preso una posizione pubblica su quanto sta emergendo. Lo registriamo senza acrimonia, ma con la convinzione che il silenzio non sia la risposta adeguata. Serve tracciare una linea. Noi la tracciamo non per purismo né per il gusto della distinzione fine a se stessa, ma perché crediamo che Frosinone nel 2027 meriti una proposta di centrosinistra che sia riconoscibile, coerente e politicamente solida. Una proposta che sappia dire ai cittadini con chiarezza da che parte sta, cosa vuole cambiare, con chi intende farlo, e con chi no». Una presa di posizione netta. Mai come adesso il Partito Democratico è chiamato a decisioni nette e perfino rapide. La domanda è: sarà possibile tenere insieme l’orizzonte di una coalizione di centrosinistra con la necessità di intese anche con delle liste civiche? Poi c’è la questione dei rapporti con il Psi, che probabilmente Stefano Pizzutelli affronterà subito dopo l’elezione a segretario. Infine, il tema probabilmente decisivo: la candidatura a sindaco. Alle elezioni mancano quindici mesi. Non è tantissimo. Anzi.
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