Frosinone
22.03.2026 - 11:00
L’immagine di una seduta recente del consiglio comunale di Frosinone
Dopo l’approvazione del bilancio (e il riassetto della giunta), al Comune di Frosinone si è entrati in modalità “calma piatta”. Almeno apparentemente. Dopo mesi di colpi di scena senza tregua: quattro sedute consecutive “saltate” per mancanza del numero legale, revoca delle deleghe agli assessori di Fratelli d’Italia (poi restituite), perfino un vertice a Roma tra le delegazioni di FdI e Lega. Alla presenza del sindaco Riccardo Mastrangeli.
Il dopo provinciali
Per mesi, soprattutto dalla maggioranza, si è guardato alle elezioni provinciali come un possibile punto di snodo decisivo. In realtà, a differenza del 2023, gli effetti sul Comune non ci sono stati. Non finora perlomeno. Alla fine è stato eletto consigliere Pasquale Cirillo (Forza Italia). Il quale però nell’aula di Palazzo Munari sta all’opposizione. Peraltro, siccome per mantenere il seggio provinciale è fondamentale restare consigliere comunale, difficilmente Cirillo assumerà iniziative finalizzate all’interruzione della consiliatura. Per il resto Andrea Amata (Vicalvi) è stato confermato consigliere provinciale della Lega. Era l’obiettivo di Nicola Ottaviani, parlamentare e coordinatore provinciale del Carroccio. Nel capoluogo Amata ha ottenuto 7 voti ponderati. Di meno rispetto alla volta scorsa, ma comunque sufficienti. Per il resto, Marco Ferrara (Identità Frusinate) non è stato eletto. Concorreva nella lista Progetto Futuro. Ma era oggettivamente complicato che potesse scattare il seggio.
Le questioni rimaste aperte
La prima riguarda quello che a gennaio venne definito “l’arricchimento programmatico”. Concetto ribadito più volte dal parlamentare e coordinatore regionale di Fratelli d’Italia Paolo Trancassini. Va ricordato un particolare di non poco conto: nel momento in cui si parlò espressamente dell’attribuzione di un terzo assessorato per FdI, Trancassini sottolineò che la questione era politica. Non di poltrone. Sollecitando il gruppo consiliare ad avviare un confronto sul programma. E non è un mistero che Fratelli d’Italia in più di un’occasione ha chiesto al Sindaco di rivedere alcune posizioni riguardanti la mobilità urbana e la viabilità. Dal Brt alla piazza dello Scalo, passando per parcheggi e sensi unici. Si tratta di un tema, quello del confronto programmatico tra il Sindaco e Fratelli d’Italia, che prima o poi dovrà essere affrontato. Non è un argomento di secondo piano. Perché nella prospettiva delle elezioni comunali di giugno 2027 nulla può essere dato per scontato: dalle primarie alle alleanze. Fino alle candidature.
Poi c’è la Lista per Frosinone, che ora ha 4 consiglieri (il gruppo più numeroso in maggioranza) e 2 assessori, il vicesindaco Antonio Scaccia e Maria Teresa Spaziani Testa. La questione è quella relativa al fatto che Scaccia è uno dei fedelissimi della prima ora dell’ex generale e ora europarlamentare Roberto Vannacci, uscito dalla Lega e adesso leader di Futuro Nazionale. Non è un mistero che per anni la “galassia della Lega” si è retta lungo la triangolazione tra Nicola Ottaviani, Riccardo Mastrangeli e Antonio Scaccia. Quei “numeri” e quel “peso” non sono più gli stessi, ma la domanda è: la contrapposizione tra Salvini e Vannacci peserà pure nelle dimensioni locali? Sicuramente al Comune resterà la Lista per Frosinone, che alle provinciali molto probabilmente ha diviso i voti ponderati tra Amata e Ferrara.
Le opposizioni
Il Psi ha già definito il quadro: candidato a sindaco il capogruppo Vincenzo Iacovissi, sostenuto da una coalizione di quattro liste. Composta dai Socialisti, da Frosinone Aperta (che sarà guidata da Armando Papetti), Provincia in Comune di Luigi Vacana, Area Vasta (capolista Katia Casinelli). Tra una settimana il congresso cittadino del Pd, che porterà all’elezione di Stefano Pizzutelli segretario. Poi i Democrat dovranno decidere strategie, alleanze e candidatura a sindaco. Sicuramente il primo faccia a faccia sarà con i Socialisti. Gian Franco Schietroma, segretario regionale del partito, ha ribadito in ogni occasione che la candidatura di Iacovissi non è di trattativa. Ragione per la quale la strada del Pd appare stretta, perfino obbligata: o converge su Iacovissi o mette in campo una sua proposta, guardando sia al Campo Largo che alle civiche. A meno di clamorosi colpi di scena in grado di determinare la ricomposizione del centrosinistra al Comune di Frosinone.
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