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Referendum

Cresce l’affluenza, ha votato il 43,36%

Rispetto alle precedenti consultazioni numeri in crescita. Le urne si chiuderanno oggi alle 15. Poi subito lo spoglio

Cresce l’affluenza, ha votato il 43,36%

Affluenza in salita rispetto all’ultimo referendum costituzionale. Anche in Ciociaria (43,36%) si conferma il trend del rialzo del numero dei votanti per la consultazione sulla riforma della giustizia. La riforma, se approvata, prevede la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e pm, con conseguente istituzione di due Consigli superiori della magistratura e di un’Alta corte disciplinare. Se alla vigilia i dubbi maggiori riguardavano la partecipazione al voto, i dati affluiti nella giornata di ieri dimostrano un certo interesse dell’elettorato che si è recato in discreto numero ai seggi. In provincia di Frosinone sono 504 per 375.558 elettori. Alle 12 si era recato alle urne il 12,40% degli aventi diritto, percentuale cresciuta poi al 36,23% alle ore 19 fino al 43,36% delle 22. Nei 48 seggi del capoluogo l’affluenza si è attestata al 15% alle 12, al 40,09% alle 19 e al 46,92% alle 22.

Tra i grandi comuni Isola del Liri era 15,37% alle ore 12, al 42,67% alle ore 19 e al 49,19% delle 22, Anagni al 13,35%, al 37,30% e al 45,27%, Monte San Giovanni Campano al 10,28%, al 36,68% e al 45,08%, Pontecorvo al 12,71%, al 37,21% e al 44,47%, Sora al 12,41%, al 37,21% e al 44,38%, Fiuggi al 13,67%, al 38,79% e al 44,27% delle 22, Cassino al 14,58%, al 37,44% e al 44,19%, Alatri all’11,59%, al 35,98% e al 43,37%, Ferentino all’11,05%, al 35,26% e al 42,48%, Veroli al 10,45%, al 34,13% e al 42,13% e Ceccano al 10,45% e al 40,41%.

I comuni con la partecipazione maggiore al voto sono stati: Pescosolido con il 55,43%, Posta Fibreno con il 53,36%, Isola del Liri con il 49,59%, Filettino con il 49,58%, Broccostella con il 48,08%, Coreno Ausonio con il 47,89%, San Donato Val di Comino con il 47,77%, Trevi nel Lazio con il 47,50%, Paliano con il 47,33% e Strangolagalli con il 47,30% per restare tra i primi dieci. In coda Morolo con il 35,84%, Colle San Magno con il 35,12%, Pignataro Interamna con il 35,04%, Rocca d’Arce con il 35,03%, Belmonte Castello con il 34,39%, Sant’Andrea del Garigliano con il 33,68%, Viticuso con il 32,20%, Terelle con il 31,30%, Casalattico con il 31,05% e San Biagio Saracinisco con il 28,46%. Il dato della provincia di Frosinone è il più basso del Lazio dove la percentuale dei votanti si è posizionata al 48,23%. Latina è poco sopra la Ciociaria con il 43,92%, Rieti al 45,63%, Viterbo al 48,10%, infine a Roma la percentuale più alta con il 49,50%. Il dato nazionale, invece, vede un’affluenza del 14,92% alle 12, del 38,90% alle 19 e del 46% alle 22.

Il confronto

L’ultima volta che si è votato per un referendum confermativo è stato nel 2020 per la riduzione del numero dei parlamentari, proposta dai 5 Stelle. All’epoca in Ciociaria si votava anche per nove comuni (il più grande Ceccano) e l’affluenza fu inferiore rispetto all’attuale. All’epoca fu del 9,80% alle 12, del 25,02% alle 19 e del 34,28% alle 23 per poi chiudersi l’indomani al 48,18%. In quel caso vinsero i favorevoli alla riforma con il 75,20% con i contrari fermi al 24,80%. Nel 2016, invece, la riforma costituzionale voluta dall’allora governo Renzi fu respinta (in Ciociaria questo il dato: 68,09% contro il 31,91%). L’affluenza si chiuse al 67,20% (16,82% e 56,18% i parziali, ma si votava su un giorno solo).

La protesta

Barriere architettoniche, al seggio di piazza VI dicembre nell’edificio del Comune di Frosinone: fuori uso l’elevatore. Sono stati i volontari a sollevare i disabili in carrozzina e a consentire loro di poter votare alle sezioni numero 3 e 5.

La riforma

La riforma proposta dal governo Meloni andrà a modificare gli articoli 87, 102, 104, 105, 106, 107 e 110 della Costituzione. E poiché in sede di approvazione del provvedimento, in Parlamento non è stata raggiunta la maggioranza dei due terzi in seconda lettura, come previsto dall’articolo 138 della Costituzione, la legge è stata sottoposta a referendum confermativo. Un referendum quindi valido qualunque sia il quorum. Ciò spiega la grande affluenza al voto rispetto ai tradizionali referendum abrogativi dove la partita si gioca pure sul mancato raggiungimento del quorum. La riforma prevede per i magistrati due carriere separate: ciò comporta che giudici e pubblici ministeri, che facevano parte di un unico corpo e che condividevano il medesimo Consiglio superiore della magistratura, con la riforma, avranno propri organi di autogoverno, autonomi e indipendenti: il Consiglio superiore della magistratura giudicante, competente per i giudici, e il Consiglio superiore della magistratura requirente, competente per i pubblici ministeri. Ognuno sarà presieduto dal presidente della Repubblica e avrà una composizione mista: due terzi dei membri saranno magistrati estratti a sorte della rispettiva carriera, mentre un terzo sarà formato da professori universitari e avvocati con almeno quindici anni di esperienza, scelti tramite sorteggio da un elenco predisposto dal Parlamento. Ogni Consiglio, poi, eleggerà un suo vicepresidente tra i componenti designati, mediante sorteggio, dal Parlamento in seduta comune. Ai due Csm spetteranno le assunzioni, le assegnazioni, i trasferimenti, le valutazioni di professionalità e i conferimenti di funzione dei magistrati.

Prevista l’istituzione di un’Alta corte disciplinare, chiamata a valutare le questioni disciplinari dei magistrati. Sarà composta da quindici giudici, scelti tra magistrati e giuristi di comprovata esperienza. Tre saranno nominati dal presidente della Repubblica tra professori universitari in materie giuridiche e avvocati con almeno vent’anni di esercizio; tre saranno sorteggiati da un elenco di professionisti con i medesimi requisiti, compilato dal Parlamento; ci saranno nove magistrati, sei giudicanti e tre pubblici ministeri, sorteggiati tra coloro che abbiano almeno vent’anni di servizio e svolgano o abbiano svolto funzioni di legittimità.

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