Il suo habitat naturale è lo spettacolo. È uno show man a tutto tondo. Spazia tra radio, serate live e video comici sul web. Insomma è una forza della natura. In una calda serata romana incontriamo Lele Sarallo.

Nelle scorse settimane ha aperto il concerto di Vasco Rossi al Circo Massimo di Roma.
«Mi devo ancora riprendere da un'emozione grande. Veramente indescrivibile. Non ce l'aspettavamo che ci scegliessero e non ci aspettavamo che il pubblico di Vasco rispondesse così alla grande al nostro show».

In cosa è consistito il suo spettacolo?
«Con Lory Voice e DJ Kubik abbiamo fatto un set di 20-25 minuti. Lory Voice, Lorena, è una tra le più grandi artiste che abbia conosciuto in questi anni. Lei è di Roma e abbiamo fatto un po' coppia artistica anche in radio, a Radio Roma, e spesso facciamo le serate insieme. DJ Kubik è un dj bravissimo sulla dance e ha la particolarità di suonare col Cubo di Rubik in testa, proprio in omaggio agli anni '90, sulla scia artistica di quel genere che si vede in tivù da parte di alcuni cantanti».

Come siete arrivati su quel palco?
«La settimana prima, noi tre abbiamo realizzato un evento di piazza a Turi, vicino Bari, e siamo piaciuti al manager di Kubik, che è Willy Marano e che è l'assistente personale di Vasco Rossi. Lui ci ha proposto di aprire il concerto di Vasco. Abbiamo detto subito sì!».

Ci racconta la giornata?
«È stato un giorno magico, da quando siamo arrivati fino alla fine. Tra i tanti, ti dico che abbiamo conosciuto la band di Vasco e in particolare il bassista Claudio Golinelli, uno dei suoi migliori amici. Poi abbiamo conosciuto Gaetano Curreri degli Stadio. Alle 19 è arrivato il nostro momento. Siamo entrati sul palco, dopo la stupenda presentazione di Diego Spagnoli, lo storico assistente di palco di Vasco. Eravamo i primi a esibirci. Si percepiva che pubblico aveva bisogno di una scossa, di una scarica. Appena entrati io ho urlato semplicemente ‘Ciao Roma!'. A quel punto le migliaia di persone presenti sono esplose in un boato! E lì il primo brivido. A quel punto finisce l'agitazione e parte l'adrenalina. Abbiamo fatto un percorso anni '90-2000 con punte anni '80, fatto di canzoni sia italiane che straniere, però rifatte da noi. Pensa abbiamo iniziato con Tu di Umberto Tozzi. Noi cantavamo insieme alla base e al pubblico. Lory è la vera cantante, io mi occupo più dell'intrattenimento. La performance è durata circa 25 minuti ma sembrava un'eternità, perché su quel palco è un'emozione troppo forte. Eravamo talmente carichi di adrenalina che avremmo potuto fare altre tre ore sul palco!».

Impegni per la prossima stagione?
«Sarò sempre in radio con Sarallo Famosi su Radio Roma con una grande novità, nella prossima stagione saremo anche visibili in televisione al canale 14 del digitale terrestre in tutto il Lazio, e poi ci saranno i vari eventi a cui parteciperò e i miei nuovi video comici sul web»

Un suo luogo del cuore?
«Forse sono due. Il primo la casa dove viveva mia nonna a Pontinia. Lì chiacchieravo con lei, venivano i parenti e gli amichetti. L'altro a Roma. Più che un luogo direi un quartiere, l'Eur, perché è stato il primo quartiere dove ho avuto successo nelle serate».

E una persona del cuore?
«Anche in questo caso sono due. Sicuramente mia madre, che ha sempre creduto in me, anche quando le cose andavano male. È stata lei che mi ha insegnato a ridere sempre e a rimboccarmi le maniche. Poi Gianluca Lucas Guidi, che è il regista del mio programma radiofonico, ma è soprattutto un fratello per me. Pure lui è cresciuto a Pontinia. Considera che senza di lui il programma non si potrebbe fare, perché, oltre a essere bravissimo, è l'unico con cui ho una sintonia al cento per cento».