Come lui, nessuno mai. Daniel Rossi è l'uomo dei record, l'uomo della provvidenza in maglia a strisce bianconere. Daniel Rossi è l'uomo che ha preso per mano il Sora Calcio, l'ha abbracciato forte a sé e con 35 reti in campionato lo ha trascinato fino ai play off. E lo ha fatto distruggendo ogni risultato massimo di qualsiasi altro attaccante in Eccellenza. Quei 35, meravigliosi gol, lo assurgono a 're' incontrastato delle marcature. Un bomber di razza, dal talento puro e cristallino, di cui già se ne aveva conoscenza prima che approdasse alla corte del presidente Palma, ma adesso è incontestabile, è acclarato, clamorosamente più vero e tangibile. Nessuno aveva mai segnato così tanto in questa serie. E Daniel il 'puma', romano classe 1996, festeggia fiero ed emozionato un altro traguardo dopo quello dei 100 centri in carriera. Con lui festeggiano i suoi compagni, e festeggia il popolo sorano, pazzo del suo cecchino infallibile. Rossi entra a gamba tesa nella storia del calcio laziale, superando Diego Tornatore, il detentore del 'titolo' di capocannoniere assoluto della categoria dal 2016 e quello di miglior marcatore di sempre del Sora Calcio, valicando il tracciato di De Carolis.

Una stagione da protagonista: cosa hai pensato nel momento in cui hai raggiunto il record assoluto?
"E' stato un altro traguardo importante raggiunto quest'anno, in una stagione fantastica dove sono riuscito a dare, fino ad ora, il meglio di me insieme a tutto il gruppo, raggiungendo anche il nostro primo obiettivo! E' una soddisfazione unica sapere di entrare nella storia del calcio laziale".

Quanto impegno, quanti sacrifici ci sono dietro questa enorme soddisfazione?
"Ce ne sono tanti, a partire da quelli squisitamente 'atletici' – tra allenamento, riposo, alimentazione ecc – a quelli familiari, come stare un po' più lontani dagli affetti quotidiani. Ma è la vita che abbiamo scelto noi calciatori, sappiamo che ci sono pro e contro e ogni giorno cerchiamo di affrontarli con la massima serietà".

Conosciamoci meglio: come è nata la passione per il calcio e come l'hai trasformata in professione?
La routine di un atleta come te?
"Ho iniziato all'età di 5anni, come tutti i bambini, al campo sotto casa nella tua zona di borgata. Poi con il passare degli anni sono arrivato ad Ostia dove ho potuto respirare un aria diversa. La mia fortuna è stata quella di incontrare allenatori forti, che mi hanno fatto capire che bastava credere in se stessi per farlo diventare un lavoro vero è proprio. E mi hanno fatto comprendere subito il significato dell'impegno produttivo e quotidiano. Per quanto riguarda la mia routine, è fatta di training con la squadra e singolarmente, mentre fuori dal campo vivo una vita normalissima e dedico tutto ciò che posso allo scopo di dare il massimo la domenica quando sono sul terreno da gioco".

Adesso è lecito sognare - e neppure troppo -, speri in un futuro nel professionismo?
"Si, non voglio negarlo, sarei bugiardo, spero che questo sia l'anno giusto per sognare e sperare in una chiamata importante e che mi porti in una realtà diversa, con sfide ancor più ostiche e stimolanti".

Restando al presente, invece, adesso vi aspetta ancora l'ultima di campionato e poi un post season tortuoso. Dove può arrivare questo Sora? E come vi state preparando?
"Questa settimana la stiamo vivendo in maniera più serena. Comunque gli obbiettivi sono stati raggiunti ed è giusto anche staccare un po' la spina. Stiamo però già vedendo qualcosa delle nostre avversarie per preparare al meglio le partite. E' ancora presto per parlare, ma sicuramente abbiamo dimostrato da almeno 5mesi di che pasta siamo fatti e che gruppo di uomini veri siamo. Io sono strasicuro che arriveremo in fondo perché siamo forti! E voglio chiudere con un grandissimo grazie ai miei compagni: il record lo abbiamo agguantato insieme!".