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L'analisi

Mutui, il Lazio accelera

A gennaio l’importo medio richiesto nella regione è pari a 166.300 euro, contro i 151.400 euro del dato italiano. La durata media dei finanziamenti è di 24 anni e 9 mesi, leggermente inferiore alla media nazionale

Mutui, il Lazio accelera

Il 2026 del mercato dei mutui si apre nel segno della continuità con la fine del 2025, ma con un divario sempre più evidente tra tasso fisso e variabile. Secondo i dati dell’Osservatorio di MutuiOnline.it, a gennaio il Tan medio dei mutui a venti e trent’anni a tasso fisso si attesta al 3,43% (media tra offerte standard e green), confermando una lieve crescita. Il variabile, invece, resta stabile al 2,65% e si consolida come opzione più conveniente nell’immediato.

La differenza tra le due soluzioni raggiunge i 78 punti base. In termini concreti, su un mutuo ventennale da 140.000 euro, la rata media con tasso variabile è di 752 euro contro gli 807 euro del fisso. Significa 55 euro in meno al mese e oltre 13.100 euro risparmiati sull’intera durata del finanziamento. Un vantaggio significativo, che però va valutato alla luce dell’andamento futuro dei mercati.

A determinare le diverse dinamiche sono gli indici di riferimento. Gli Euribor, parametro dei mutui variabili, dopo la conclusione del ciclo di tagli della Bce a metà 2025, sono rimasti stabili attorno al 2%. Diverso l’andamento degli Irs, utilizzati per calcolare i tassi fissi e collegati ai Bund tedeschi trentennali. Negli ultimi mesi questi indicatori hanno risentito dell’incertezza geopolitica internazionale, con una crescita graduale ma costante a partire dalla primavera scorsa. Oggi le scadenze a venti e trent’anni superano il 3% e si collocano intorno al 3,16%, quasi un punto percentuale in più rispetto a dodici mesi fa.

Il risultato è che il Tan medio dei mutui a tasso fisso è superiore di 60 punti base rispetto a gennaio dello scorso anno, quando era al 2,83%. La rata del mutuo tipo considerato risulta oggi più cara di 42 euro al mese rispetto a un anno fa (807 euro contro 765), con un aggravio complessivo di oltre 10.000 euro sui vent’anni.

«Nonostante il rialzo del tasso fisso, che resta su livelli storicamente buoni, il mercato offre un’ampia gamma di soluzioni – commenta Matteo Favaro, Coo & managing director financial products di MutuiOnline.it – Il variabile, per chi ha una maggiore propensione al rischio e una visione chiara dell’evoluzione dei tassi, può rappresentare un’opportunità di risparmio immediato».
Centrale anche il tema dell’efficienza energetica: i mutui green, destinati a immobili ad alta classe energetica, consentono condizioni più vantaggiose, con tassi medi inferiori di 30-40 punti base rispetto alla media delle offerte. E se in futuro i tassi dovessero scendere, resta sempre percorribile la strada della surroga, che permette di trasferire gratuitamente il mutuo presso un altro istituto per ottenere condizioni migliori.

Guardando al Lazio, emergono dati superiori alla media nazionale. A gennaio 2026 l’importo medio richiesto nella regione è pari a 166.300 euro, contro i 151.400 euro del dato italiano. Anche il valore medio degli immobili è più elevato: 266.000 euro rispetto ai 234.200 nazionali. La durata media dei finanziamenti nel Lazio è di 24 anni e 9 mesi, leggermente inferiore alla media italiana di 24 anni e 10 mesi. Il profilo dei richiedenti laziali mostra un’età media di 40 anni e 8 mesi, superiore a quella nazionale (39 anni e 3 mesi). Nel mix delle richieste domina nettamente il tasso fisso, che assorbe il 93,6% del totale, mentre il variabile si ferma al 4,1%, segnale di una preferenza marcata per la stabilità della rata nonostante la maggiore convenienza attuale del variabile.

A livello provinciale le differenze sono evidenti. A Latina si registra l’età media più bassa tra i richiedenti (39 anni e 11 mesi), mentre a Frosinone si tocca quella più alta (41 anni e 8 mesi). Nella provincia di Roma si osservano le durate più lunghe, con mutui che arrivano in media a 25 anni; le più brevi si registrano a Frosinone, con 23 anni e 4 mesi.

Per quanto riguarda gli importi richiesti, Roma guida la classifica con 274.972 euro medi, mentre Rieti chiude con 103.984 euro. Anche sul fronte del valore degli immobili Roma è in testa con 274.972 euro medi, mentre Viterbo presenta i prezzi più contenuti, pari a 155.383 euro. Un quadro che restituisce l’immagine di un mercato regionale dinamico ma prudente, dove la ricerca di stabilità continua a prevalere sulle opportunità offerte dal risparmio immediato.

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