Sanità e prospettive
22.01.2026 - 09:00
Il ruolo strategico della formazione accademica per rispondere alle nuove esigenze del sistema sanitario e valorizzare la professione del fisioterapista, sempre più centrale nei percorsi di cura. Si è svolto ieri a Roma, nella Sala Tirreno della giunta regionale, l’evento “L’importanza della formazione universitaria per le professioni sanitarie della riabilitazione – Focus sulla fisioterapia”, promosso dall’assessore all’Università della Regione Lazio Luisa Regimenti. Il convegno ha rappresentato un momento di confronto tra istituzioni nazionali e regionali, mondo universitario e ordini professionali, con l’obiettivo di rafforzare e qualificare i percorsi universitari dedicati ai fisioterapisti. Tra i temi affrontati, il potenziamento dell’offerta formativa, la promozione della ricerca in fisioterapia e la creazione di un coordinamento stabile tra Regione Lazio, Ordine dei Fisioterapisti e Atenei.
All’iniziativa hanno preso parte autorevoli rappresentanti delle istituzioni, tra cui il vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani, il ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e numerosi rettori degli Atenei del territorio. A rappresentare la professione c’erano Piero Ferrante, presidente della Federazione Nazionale Ordini dei Fisioterapisti, e Annamaria Servadio, presidente dell’Ordine dei Fisioterapisti del Lazio. Il vicepremier Antonio Tajani ha sottolineato come «chi si occupa di salute costruisce libertà, perché restituire salute significa restituire autonomia e qualità della vita, richiamando la necessità di rafforzare il sistema sanitario».
Dal ministro Bernini è arrivato un forte richiamo alla dimensione territoriale della professione: servono «fisioterapisti di prossimità, di comunità: ne hanno bisogno i giovani, le persone in età adulta e soprattutto quelle più anziane». Un ruolo fondamentale di fronte alle nuove sfide sanitarie, perché «il fisioterapista di oggi deve affrontare le sfide della quarta e della quinta età, delle malattie degenerative che si riescono a contenere, delle patologie metaboliche compatibili con una vita attiva e delle malattie oncologiche che, grazie anche alla fisioterapia, possono essere normalizzate nella quotidianità. Il nostro compito è lavorare con i fisioterapisti, non per i fisioterapisti, creando percorsi di cura sartoriali», ha concluso il ministro, ribadendo la centralità di professionisti capaci di garantire continuità assistenziale e terapie personalizzate. Un messaggio condiviso dal convegno, che ha posto le basi per una strategia comune. Come ribadito proprio dal presidente Rocca: «È un momento di confronto molto interessante, il fisioterapista oggi ha un ruolo essenziale, una popolazione che invecchia ha necessità ovviamente di un sopporto per sostenere la propria qualità della vita e fare in modo che sulla medicina territoriale entri a pieno titolo anche il ruolo del fisioterapista nell’interazione con le nostre comunità, con le persone più fragili, con le famiglie, è sicuramente una rivoluzione che è culturale ma anche qualcosa che risponde ai bisogni del Paese».
Nel suo intervento, l’assessore Regimenti ha sottolineato come «L’evoluzione delle professioni sanitarie e la loro crescita richiede un sistema universitario con percorsi accademici allineati alle nuove esigenze del sistema sanitario e alle sempre più complesse esigenze di cura dei cittadini». L’assessore Regimenti ha evidenziato la volontà della Regione di sostenere un dialogo strutturato tra istituzioni, università e ordini professionali, ribadendo che «la Regione Lazio è pronta a fare la sua parte affinché le Università possano offrire corsi di laurea aggiornati».
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