Frosinone
09.03.2026 - 10:00
La mattina di un giorno qualsiasi, Frosinone, centro storico. Davanti alla chiesa dell’Annunziata si sente un tonfo. È un rumore che si ripete a ogni passaggio d’auto. L’asfalto, proprio dove via Angeloni confluisce in via Garibaldi, è sprofondato e si è creato un gradino. E dopo ogni passaggio si sente un colpo sordo.
È un’immagine emblematica di ciò che resta del centro storico di Frosinone. Chi ha potuto è andato via. Chi resta cerca di andarsene. Passeggiando tra via Angeloni, via Ricciotti, via Garibaldi, via Moccia, via Tiravanti, via Amendola o via del Carbonaro la situazione non cambia. Saracinesche abbassate, vetrine ormai consunte dalla polvere, cartelli con “vendesi” o “affittasi” che si ripetono, graffiti, palizzate di legno a reggere mura prossime a cedere, scritte dedicate alla fidanzata (chissà se sarà ancora lei) o alla squadra del cuore. Almeno quest’ultima non cambia. Come non cambia, da anni, la situazione nella parte alta. I residenti denunciano totale disinteresse, una pavimentazione in alcuni tratti sprofondata e pericolosa per i passanti, la paura di uscire di casa dopo una certa ora, le auto che sfrecciano, specie ora che largo Turriziani è chiuso al traffico, sporcizia, rifiuti abbandonati dopo la movida. Ognuno, in base alla zona di residenza, ha qualcosa da lamentare: da chi non dorme di notte per il frastuono, soprattutto d’estate, per la musica a tutto volume (e non a caso sono fioccati gli esposti in procura e le richieste di intervento dell’Arpa). Chi protesta per la mancanza di parcheggi, per i ruderi, la luminaria a penzoloni da chissà quanti anni, la sparizione dei giardinetti e dell’area giochi di largo Turriziani dedicata ai piccoli. E, infatti, al centro storico sono sempre meno le famiglie come le botteghe di una volta, ormai sparite. L’archivio notarile distrettuale si è trasferito da via Moccia per il rischio crolli. E poi l’ascensore inclinato fermo da anni e ora anche il multipiano chiuso da ottobre.
Domenico Marzi, consigliere comunale ed ex sindaco, commenta: «Il centro storico è stato abbandonato, ritengo in maniera irreversibile. E penso che la città lo sappia, a meno che non si ubriachi di social...». C’è speranza di invertire il trend? «Non mi pare. E non credo che possa cambiare cambiando il sindaco. Sono 15 anni che sul centro storico sento solo chiacchiere».
Secondo il report dell’Osservatorio sul mercato immobiliare dell’Agenzia delle entrate, diffuso lo scorso giungo, nel centro storico le compravendite immobiliari nel 2024, rispetto al 2023, sono calate del 39% (l’anno prima ancora -16%) con i prezzi cresciuti del 4,3%. Nello stesso periodo il capoluogo ha registrato una contrazione del 5% e del 9%.
«Da quando il traffico è stato dirottato verso via Angeloni, le strade sono in condizioni pietose, prima o poi si dovrà chiudere il centro storico per rifarle», commenta Paolo Spinetti, un residente. Che aggiunge: «Tutte le iniziative sono sul corso e in piazza Turriziani. L’assessore al centro storico è l’assessore di piazza Turriziani e di corso della Repubblica. Non ci sono programmazione né investimenti, né attenzione solo a pulirlo e a mantenerlo in ordine. Il cantiere del museo è fermo da mesi e occupa mezza piazza. Gli assessori al commercio e ai lavori pubblici dove sono? Scaricano tutto sull’assessore al centro storico che non ha la struttura né i mezzi per fare tutto. I lavori sono infiniti. Da giugno passano, rompono, aggiustano e ri rompono: non c’è programmazione».
Altro nodo i parcheggi: «La gente gira la sera per cercare un posto che non si trova. E poi ci sono le macchine parcheggiate sui marciapiedi. Mancano i controlli. Ogni tanto danneggiano le macchine per rubare, è un continuo. Da piazza Valchera a piazza Garibaldi le auto fanno le corse con la musica a tutto volume. Abbiamo chiesto i dossi. Ci sono motorini e bici elettriche contromano. Si possono fare le multe con le telecamere. La scorsa estate nessuno ha rimosso topi e serpente morti. Poi si dice che la gente se ne va. Serve investire in tempo, in iniziative coinvolgendo però residenti e commercianti».
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