L'editoriale
23.04.2026 - 09:30
La trappola è qualcosa in cui si cade prigionieri. Di solito involontariamente ma, qualche volta, anche volontariamente. C’è, insomma, chi preferisce trasformarsi in prigioniero per i motivi più svariati.
In questo contesto già teso, fa notizia l’individuazione della donna (presunta responsabile) della decapitazione di statue cittadine: quella di Padre Pio e quella della Madonna di Lourdes. Episodi che hanno colpito l’opinione pubblica, non solo per il gesto in sé, ma per il clima di crescente disagio che sembra attraversare la città. Anche in questo caso, la vicenda si chiude con un’immagine che richiama quella vissuta ogni giorno da tanti residenti: quella di qualcuno finito in una trappola, stavolta non di traffico, ma di responsabilità. Anche se le modalità con cui la donna avrebbe compiuto le decapitazioni farebbero pensare a un “finire in trappola” volontario: basta guardare le immagini e la calma con cui la donna si allontana dal luogo del misfatto. Capiremo meglio nei prossimi giorni.
A Cassino, invece, sembrano finiti in trappola anche gli operai Stellantis e quelli dell’indotto. Circa cinquemila persone che, dopo la manifestazione di piazza, non hanno più avuto notizie sul loro destino. Tutti tremano in attesa del 21 maggio prossimo quando il Ceo Filosa dovrebbe svelare il nuovo piano industriale dagli Usa. Intanto in Italia si cerca di correre ai ripari assicurando almeno gli ammortizzatori sociali. Il tutto per cercare di contenere l’effetto di quello che sarà sicuramente un piano di tagli. Stentano a finire in trappola, infine, i responsabili dell’inquinamento del fiume Sacco che in questi giorni, nei pressi di Anagni, hanno di nuovo provocato una morìa di pesci con gli scarichi fuorilegge. Sarebbero stati pure individuati . Cosa si aspetta ora a bloccarli del tutto?
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