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Centrodestra, nulla è scontato

Il risultato delle elezioni provinciali conferma che la coalizione è maggioritaria. Ma non basta. La frattura nel capoluogo e la sfiducia a Lavalle (San Giorgio a Liri) pesano sui rapporti tra FI e Lega

Centrodestra, nulla è scontato

Una partita doppia. Da un lato le dinamiche politiche alla Provincia in vista delle elezioni per la presidenza, che si svolgeranno tra un anno. Dall’altro la situazione al Comune di Frosinone, dove il centrodestra è spaccato da tempo. Perché Forza Italia è all’opposizione dell’Amministrazione Mastrangeli. E siccome parliamo del capoluogo, non si tratta di un dettaglio di poco conto. Finora i tentativi di una ricomposizione sono andati tutti a vuoto.

Pasquale Cirillo, coordinatore cittadino degli “azzurri”, è stato eletto consigliere provinciale. Per questo ruolo è necessario mantenere la carica di consigliere comunale: quindi è obiettivamente complicato pensare che Cirillo possa partecipare ad iniziative finalizzate ad interrompere la consiliatura. Tipo dimissioni di massa o mozioni di sfiducia. Ma da qui ad un rientro in maggioranza degli “azzurri” ce ne corre. Peraltro pure sul piano provinciale bisognerà fare i conti con i rapporti tutt’altro che idilliaci (è un eufemismo) tra Forza Italia e Lega. Le dimissioni di massa con le quali è stato sfiduciato il sindaco di San Giorgio a Liri Francesco Lavalle pesano come un macigno nelle relazioni tra i due partiti. Lavalle era candidato alle provinciali nella lista di FI.

Non è un mistero che San Giorgio a Liri sia un Comune strategicamente importante. Perché su quel Comune gravitano politicamente il segretario provinciale del Pd Achille Migliorelli e l’assessore regionale della Lega Pasquale Ciacciarelli. E per Forza Italia c’è la regia di entrambi i partiti nella situazione di San Giorgio a Liri. La pensa in questo modo il senatore Claudio Fazzone, coordinatore regionale degli “azzurri”. Non è stato un caso il riferimento di Cirillo appena eletto consigliere provinciale.
Per quanto riguarda il Comune di Frosinone, non è soltanto una questione di equilibri regionali che sicuramente verranno tenuti in considerazione. Il punto vero è che lo strappo di due anni fa non è stato mai ricucito. Ed è uno strappo che inevitabilmente investe i rapporti tra Forza Italia e Lega. Riccardo Mastrangeli è un sindaco in quota Carroccio. Peraltro il coordinatore provinciale della Lega è il parlamentare Nicola Ottaviani, due volte primo cittadino del capoluogo. È stato lui a volere fortemente la candidatura di Mastrangeli. Gli “azzurri” in consiglio comunale specificano in ogni intervento di non essere in sintonia con l’Amministrazione Mastrangeli. È un messaggio pure alla Lega. Ecco perché il percorso per un eventuale riavvicinamento politico rimane in salita. Peraltro ripida. Come conferma il silenzio assordante (e prolungato) di Claudio Fazzone sulla questione politica del Comune di Frosinone.

C’è un ulteriore aspetto da considerare. A Frosinone Pasquale Cirillo ha ottenuto 7 voti ponderati: 2 di FI (il suo e quello del capogruppo Maurizio Scaccia), 2 di FutuRa (Giovambattista Martino e Teresa Petricca). Ce ne sono stati altri 3: secondo alcuni potrebbero essere arrivati perfino da esponenti del Pd. Al di là di ogni retroscena, però, c’è un fatto: diversi esponenti delle opposizioni e dei cosiddetti “dissidenti” hanno fatto squadra in questi anni. In più di un’occasione. Per esempio sul “no” agli ultimi due bilanci di previsione. Per esempio sulle sedute consecutive del consiglio comunale andate sciolte per mancanza del numero legale. In entrambi i casi Forza Italia è stata protagonista “contro” l’Amministrazione Mastrangeli. Non si tratta di un dettaglio.

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