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Pd a nervi scoperti su tutto

La questione di Cassino per le provinciali fa riemergere le tensioni. Anche in chiave congressuale. Riflettori puntati sull’assemblea del 1° marzo, sempre che non ci sia un ulteriore slittamento

Pd a nervi scoperti su tutto

La convocazione ufficiale ancora non c’è stata, ma la data individuata (e condivisa) è domenica 1° marzo: il giorno dell’assemblea provinciale del Pd, chiamata a chiudere una stagione congressuale lunghissima e ricca di colpi di scena. Location: la sala congressi delle Terme di Pompeo, a Ferentino. L’appuntamento peraltro è già stato rinviato, visto che doveva inizialmente tenersi il 15 febbraio. A determinare lo slittamento gli appuntamenti del Carnevale. Ufficialmente. In realtà, dopo tredici mesi di contrapposizioni, ricorsi e controricorsi, è complicato mettere la parola fine. Nonostante in calce all’intesa ci siano le firme politiche del segretario e consigliere regionale del Pd Daniele Leodori (esponente di spicco di AreaDem) e del parlamentare Claudio Mancini (leader di Rete Democratica). L’accordo raggiunto prevede l’elezione di Achille Migliorelli nel ruolo di segretario della Federazione e di Sara Battisti come presidente provinciale del partito. La prospettiva unitaria è stata definita dalle correnti. AreaDem di Francesco De Angelis e Parte da Noi di Danilo Grossi avevano indicato Achille Migliorelli, mentre Rete Democratica di Sara Battisti e i Riformisti di Antonio Pompeo avevano deciso di sostenere Luca Fantini. Il quale, peraltro segretario uscente, ha effettuato un passo indietro. Dopo la celebrazione dei 63 congressi di circolo, ora dovranno essere i 175 delegati a effettuare l’ultimo passaggio in assemblea.

Nelle scorse settimane un’intervista di Achille Migliorelli a Ciociaria Oggi aveva determinato una levata di scudi da parte di Rete Democratica e dei Riformisti. Aveva detto tra l’altro Migliorelli: «Lo stato di salute politica dei circoli non mi soddisfa». A guidare il Pd provinciale in questi anni è stato Luca Fantini. Poi ha aggiunto: «Per questo la mozione che abbiamo presentato si intitola “Per un cambio di passo”: al centro c’è una visione rinnovata del partito e dei circoli». “Per un cambio di passo” è lo slogan della mozione con la quale Migliorelli si è candidato alla segreteria. Prima dell’accordo unitario. Infatti Enrico Pittiglio (fedelissimo di Sara Battisti) ha affermato: «Un accordo unitario presuppone che si superino le divisioni, questo è il primo obiettivo a cui un segretario dovrebbe lavorare. Pertanto non bisogna continuare a pensare di essere di parte, sarebbe inaccettabile».

Poi è arrivato il “terremoto” politico a Cassino. Dove ci sono 2 candidati alle provinciali: il sindaco Enzo Salera (che fa riferimento ad AreaDem di De Angelis) e il consigliere Luca Fardelli (fortemente voluto da Battisti e sostenuto anche da Pompeo). I capigruppo della maggioranza che sostiene Salera hanno criticato l’assenza di Fardelli all’ultima riunione. Definendola «difforme e isolata dal resto della maggioranza... la cui candidatura nella stessa lista del sindaco, quella del Pd, di fatto, lo porta ad autoescludersi». La replica non si è fatta attendere: «Fardelli non ha mai assunto posizioni contrarie alla maggioranza e non si è mai posto fuori dalla coalizione. Il consigliere Fardelli ha sempre sostenuto e votato il Pd, a differenza di alcuni che hanno sottoscritto quel comunicato».

È stata Sara Battisti ad affondare il colpo. Così: «Va inoltre chiarito che, sul piano provinciale, anche le scelte relative alle candidature del Pd alle elezioni provinciali sono frutto di un accordo tra Rete Democratica e Area Dem, Base Riformista e Parte da Noi. In questo contesto, il Sindaco dovrebbe chiarire se ancora fa riferimento ad AreaDem, visto che la lista è stata condivisa, in assenza del gruppo dirigente provinciale, con il segretario regionale, Daniele Leodori, il presidente Francesco De Angelis, il responsabile enti locali, onorevole Claudio Mancini. La maggioranza di Cassino dovrebbe essere orgogliosa di avere due rappresentanti provinciali».

A questo punto bisognerà capire i possibili effetti sul congresso provinciale. Ricordiamo che l’assemblea del 1° marzo si aprirà con la proposta di elezione di Sara Battisti alla presidenza del partito. Sarà quello il test decisivo per capire se l’accordo regge. Saranno fondamentali pure i numeri. Perché il secondo “step” sarà proprio l’intervento di Sara Battisti, che in ogni caso rappresenterà un bivio e un punto di non ritorno. Le domande sullo sfondo sono tante. Una in particolare: Enzo Salera ha una strategia autonoma o va considerato come un esponente di AreaDem? La risposta farà tutta la differenza del mondo, perché l’intesa sul congresso è stata raggiunta tra le componenti politiche. E vanno assegnate tutte le altre cariche. A partire dalla vicesegreteria, dal ruolo di tesoriere e da quello di responsabile degli enti locali. Inoltre non è un mistero che Enzo Salera vorrebbe candidarsi alla presidenza della Provincia e nelle scorse settimane ha chiesto ai vertici del partito chiarimenti sul ruolo avuto da Luca Di Stefano (attuale presidente della Provincia) nelle dinamiche congressuali. Il punto interrogativo è: ma se un esponente del calibro di Salera vuole concorrere per la poltrona più ambita dell’ente di piazza Gramsci, lo fa spaccando il partito? Oppure l’obiettivo vero è quello di provare a mettere in discussione l’accordo congressuale? A proposito: il 1° marzo ci saranno Daniele Leodori, Claudio Mancini e anche Federico Gianassi, parlamentare e commissario per il tesseramento della federazione di Frosinone. In altri termini: sono tutti consapevoli che se l’intesa dovesse saltare, sarebbe impossibile tornare indietro. C’è chi è disposto ad assumersi una responsabilità politica del genere? Trattandosi del Pd della provincia di Frosinone, beh... mai dire mai.

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