Verso le provinciali
20.02.2026 - 09:00
Il punto di partenza per ogni strategia ed ambizione è quello dell’ultimo precedente del dicembre 2023. Centrodestra e centrosinistra pareggiarono a livello di eletti: 6-6. Da una parte Fratelli d’Italia (3), Lega (2), Forza Italia (1). Dall’altra La Provincia dei Cittadini (5) e Provincia in Comune (1). I risultati furono questi: La Provincia dei Cittadini al 35,26%, Fratelli d’Italia al 24,13%, Lega al 19,04%, Forza Italia al 14,04%, Provincia in Comune al 7,53%. Vale la pena ricordare che La Provincia dei Cittadini era una lista di centrosinistra, nella quale, oltre ai Democrat, c’erano pure Azione, Italia Viva, Possibile e Demos. Stavolta non sarà così. Fratelli d’Italia (che ha presentato una lista nella quale c’è pure un candidato di Noi Moderati) ha come obiettivo il sorpasso nei confronti del Pd anche a livello di amministratori locali. Dal canto suo il Partito Democratico cercherà di mantenere una leadership che non si è mai interrotta, dal 2014 ad oggi, in questo tipo di votazione.
La posta in palio è altissima. D’altronde Massimo Ruspandini, due volte parlamentare e presidente provinciale di Fratelli d’Italia, non si è nascosto. Nel giorno della presentazione della lista, ha detto: «Abbiamo scelto di essere una delle pochissime, se non l’unica federazione provinciale in Italia, ad utilizzare il simbolo del nostro partito. In una provincia come la nostra lo abbiamo ritenuto giusto. Lo chiedono i numeri di un tesseramento grandissimo e le adesioni quotidiane di tanti consiglieri ed ex amministratori». L’obiettivo minimo è la conferma di 3 consiglieri, ma in realtà si punta ad arrivare a quota 4. Traguardo che potrebbe portare al pareggio o perfino al sorpasso sui Democrat. Tra i candidati di punta due uscenti: Alessandro Cardinali (Anagni) e Andrea Velardo (Castrocielo). Su entrambi sta puntando molto Massimo Ruspandini. Alessandro Cardinali è politicamente vicino a Fabio De Angelis (presidente della Saf), Andrea Velardo al consigliere regionale Daniele Maura.
Per quanto riguarda il Partito Democratico, la situazione interna non aiuta. Specialmente per quanto riguarda il “derby” (già durissimo) tra il sindaco di Cassino Enzo Salera e il consigliere Luca Fardelli. Il risultato finale è destinato a pesare moltissimo in ogni tipo di equilibrio. Salera fa riferimento alla componente di Francesco De Angelis, Fardelli a quella di Sara Battisti. E ha anche il sostegno di Antonio Pompeo. Nella lista dei Democrat ci sono altresì gli uscenti Luigi Vittori (Ferentino) e Antonella Di Pucchio (Isola del Liri), entrambi di AreaDem di De Angelis. E Vittori può arrivare primo nella lista. Dicevamo che le tensioni interne rappresentano un problema. Al tempo stesso però c’è chi ritiene che alla fine proprio questo aspetto potrebbe rappresentare un elemento di competizione in grado di aumentare i voti ponderati. C’è un altro fattore da considerare. Nella lista del Pd non ci sono candidati del gruppo del Comune di Frosinone, che ha 3 consiglieri: Angelo Pizzutelli, Fabrizio Cristofari e Norberto Venturi. Da capire come si orienteranno. Non è candidata neppure Emanuela Piroli, presidente del consiglio comunale di Ceccano ed esponente di spicco di Parte da Noi, l’area che fa diretto riferimento ad Elly Schlein. Nei mesi scorsi si è molto parlato dell’ipotesi che Emanuela Piroli potesse scendere in campo, con il sostegno anche di AreaDem. Con l’obiettivo di essere eletta, non certo per partecipare e basta. Venuta meno questa possibilità, la Piroli ha optato per il “no grazie”. Ma questo non vuol dire che non ci saranno effetti all’interno del partito. Il testa a testa per la leadership tra Fratelli d’Italia e Partito Democratico catalizzerà l’attenzione. Però non va dimenticato che ci sono altre 4 liste in corsa, tutte assai agguerrite: dalla Lega a Forza Italia, da Provincia in Comune a Progetto Futuro.
I grandi numeri: 62 candidati (35 uomini e 27 donne) per i 12 seggi da consigliere provinciale. I Comuni che hanno almeno un candidato sono 46 su 90 (ricordiamo infatti che Boville Ernica non può partecipare a questa consultazione perché l’ente è commissariato). Vuol dire che 44 centri resteranno senza un consigliere provinciale. Tra i quali Veroli, Ceccano, Pontecorvo. Si voterà l’8 marzo, dalle otto alle venti.
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