Frosinone
10.02.2026 - 12:00
Un'immagine della seduta del consiglio comunale di ieri sera
Maratona e inevitabile baraonda politica in consiglio comunale sul bilancio. Il motivo è semplice: si è deciso di discutere uno per uno i trentasei emendamenti presentati (con tanto di successive dichiarazioni di voto), molti dei quali dagli esponenti delle opposizioni e dai “dissidenti”. La maggioranza li ha respinti, ma con votazioni “variabili”, che hanno evidenziato sia uno “scollamento” politico che l’assoluta mancanza di una strategia preventiva e studiata a tavolino. Oltre che condivisa naturalmente.
Dopo sei ore di dibattito si è passati alla votazione. Il Dup è stato approvato con 18 voti favorevoli (la maggioranza) e 11 contrari (opposizioni e “dissidenti”). Evidente che nessuno dei gruppi che sostiene Mastrangeli si è voluto “sfilare” prima di un riassetto di giunta che rappresenterà a tutti gli effetti un bivio decisivo. Una sorta di esame per la fine consiliatura. Senza appello. Per nessuno.
Si sono notate le assenze dei consiglieri Domenico Marzi, Carlo Gagliardi e Alessandra Mandarelli (Lista Marzi). I tre nell’ultimo anno avevano aperto un ragionamento programmatico con il Sindaco, garantendo in diverse occasioni il numero legale. Difficile dire se si è chiusa una fase o se invece siamo in un momento di riflessione.
Subito dopo l’inizio dei lavori un “boato” scuote l’aula: era caduto il Gonfalone posizionato dietro i banchi riservati alla giunta. Il dibattito si fa immediatamente incandescente proprio su come affrontare l’esame degli emendamenti. Botta e risposta al vetriolo tra il presidente dell’aula Massimiliano Tagliaferri (indipendente) e Anselmo Pizzutelli (eletto nella Lista Mastrangeli). Ma anche tra l’assessore al bilancio Adriano Piacentini e Giovambattista Martino (FutuRa). Particolare “tecnico” ma non secondario: l’esame degli emendamenti avviene nell’ambito dell’esame del Documento Unico di Programmazione, propedeutico al bilancio di previsione.
Si entra nel vivo del dibattito. Con i primi due emendamenti, entrambi di Vincenzo Iacovissi (Psi), riguardanti la possibilità di ampliare l’offerta universitaria e l’opzione di borse di studio per gli studenti. Sul primo Paolo Fanelli (FdI) ha votato sì, mentre il resto della maggioranza ha detto no. Fanelli è andato a sedersi nei banchi delle opposizioni. Poi è intervenuta Alessia Turriziani (assessore ma pure segretaria del circolo cittadino di Fratelli d’Italia): la situazione è stata chiarita e Fanelli è tornato nei seggi della maggioranza.
Il secondo emendamento di Iacovissi è stato respinto con 12 no e 11 sì. E 6 astenuti: gli esponenti di FdI e Identità Frusinate, entrambi gruppi di maggioranza. Il sindaco Riccardo Mastrangeli l’ha presa malissimo. E ha inviato due messaggi. Il primo (a tutti) è che se andava avanti così si sarebbe dimesso immediatamente. Il secondo (si è rivolto ad Alessia Turriziani) è che sarebbe stato costretto a togliere nuovamente le deleghe agli assessori di FdI. La narrazione successiva è stata quella di una “battuta”, ma la sensazione del momento non è apparsa tale.
Su diversi emendamenti Marco Ferrara (Identità Frusinate) si è astenuto. In ogni dichiarazione di voto Giovanni Bortone ha voluto sottolineare di parlare come capogruppo della Lega (aveva anche un cartello che faceva riferimento ad un articolo del regolamento). Mentre Dino Iannarilli ha ribattuto che il voto della Lega sarebbe stato diverso.
Il maggior numero di emendamenti è stato a firma di Pizzutelli. Ad un certo punto c’è stata una polemica accesa con Mastrangeli, che si era avvicinato ai banchi dei consiglieri. Poi c’è stata una nuova polemica quando Tagliaferri ha dichiarato “irricevibile” un emendamento di Norberto Venturi (Pd). Respinte due richieste di sospendere i lavori: la prima proposta era di un’ora, la seconda di quindici minuti.
A dimostrazione del nervosismo e del caos di una seduta caratterizzata da strategie di ostruzionismo (da parte delle opposizioni e dei “dissidenti”) e dalle “pause” di una maggioranza che non condivide nulla sul piano della tenuta politica. Da sottolineare una sorta di “mozione d’ordine” di Andrea Turriziani (Polo Civico), che ha detto «che le dichiarazioni di voto erano dei veri e propri comizi». Botta e risposta con Pizzutelli e Martino.
Edizione digitale
I più recenti
Ultime dalla sezione