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La stanza della domenica

Sulla giostra del capoluogo la ricreazione non finisce mai

La situazione della maggioranza (si fa per dire) al Comune di Frosinone ricorda quella favola del topolino nella foresta

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Il Comune di Frosinone

La situazione della maggioranza (si fa per dire) al Comune di Frosinone ricorda quella favola del topolino nella foresta. Il piccolo roditore vede tutti gli animali che si precipitano verso un punto imprecisato. Rigorosamente in ordine sparso. E sgomitando. Dunque chiede: «Ma cosa sta succedendo?». Riceve questa riposta: «Non lo sappiamo, ma dicono che lì c’è un caos infinito». Il topolino si pone in modalità fumetto. E nella “sua” nuvola parlante si legge: «Allora tanto vale che partecipi anche io al caos». Lo stravolgimento dei gruppi consiliari è senza precedenti. Il voto degli elettori è stato snaturato, capovolto, distorto. La coalizione uscita dalle urne era di centrodestra: Lista Ottaviani (5 consiglieri), Fratelli d’Italia (4), Lista Mastrangeli (3), Lista per Frosinone (3), Forza Italia (2), Lega (2), Frosinone Capoluogo (1). Più Mastrangeli. E Mauro Vicano, che al primo turno si era candidato a sindaco per conto proprio e al ballottaggio aveva raggiunto un accordo con Riccardo Mastrangeli. In totale 22 consiglieri su 33.

L’assetto attuale (che però potrebbe essersi ulteriormente modificato nella notte appena trascorsa) è il seguente: Lista per Frosinone (4), Fratelli d’Italia (3) Identità Frusinate (3), Lista Ottaviani (2), Lega (2), Polo Civico (2). Più Mastrangeli e il presidente del consiglio comunale Massimiliano Tagliaferri (indipendente). Ma attenzione: i numeri raccontano soltanto una parte delle trasmigrazioni che hanno caratterizzato (e continueranno a farlo) la consiliatura. Tra gli elementi che sorprendono maggiormente però c’è il clima. Sì, il clima che si respira. Da ricreazione. O da gita scolastica. Manca la consapevolezza della gravità del momento.

Il contrappasso dell'instabilità che aumenta 

Non si è trattato di fulmini a ciel sereno. Lo sapevano tutti che Marco Ferrara e Sergio Crescenzi avrebbero lasciato Fratelli d’Italia per aderire a Identità Frusinate. Così come si sapeva che Marco Sordi avrebbe salutato la Lista Vicano per andare nella Lega, dove verrà eletto capogruppo. Eppure il paradosso è che il processo di scomposizione e ricomposizione dei gruppi consiliari in questi quattro anni non ha prodotto... stabilità. Anzi, ha prodotto l’effetto contrario, aumentando i solchi. La contraddizione in realtà è soltanto apparente. Perché la maggioranza manca di condivisione politica. Mentre emergono la volontà di indebolire gli alleati e logiche che hanno a che fare con i “dispetti”. Soffermandosi sul dito, senza vedere la luna. Pensando che una candidatura alle provinciali oppure un assessorato si possono ottenere più facilmente se si passa da un partito all’altro, da una civica all’altra, da un gruppo all’altro. La storia dimostra che non è così. Peraltro al Comune di Frosinone la coperta resta corta, anche se in questa fase i numeri sono (ri)saliti a 18 (su 33). Resta corta perché la maggioranza non esiste sul piano politico. I diversi gruppi si fanno la “guerra”. Quotidianamente. Non esiste una piattaforma programmatica condivisa, non esiste un comune sentire politico. Non c’è nulla. E siccome Frosinone è un Comune capoluogo (attenzionato dai leader regionali del centrodestra), ci sono dei punti che sorprendono non poco. Tutto si è fatto meno che provare seriamente a ricostruire la maggioranza originaria di centrodestra. Forza Italia all’opposizione è un’anomalia. La Lista Mastrangeli (di diretto riferimento del Sindaco) all’opposizione è un’anomalia. E adesso inevitabilmente i riflettori saranno accesi sulle scelte di Riccardo Mastrangeli nel caso di un eventuale rimpasto. Perché alla Regione Lazio (alla quale i partiti e i referenti del centrodestra locale non possono non guardare) il presidente Francesco Rocca non solo ha tenuto la barra dritta sul risultato elettorale quando ci sono state delle fibrillazioni. Ma ha mostrato massimo rispetto nei confronti dei partiti del centrodestra. Come si pensa che potrà reagire politicamente FdI qualora il sindaco nominasse assessore chi è uscito dal partito? Dopo che Paolo Trancassini (leader regionale del partito) ha ripetuto fino allo sfinimento che i ragionamenti devono essere politici e non parametrati sulle poltrone? Invitando il suo gruppo a confrontarsi sull’arricchimento del programma? Non potrebbe esserci neppure la subordinata dell’appoggio esterno.

C’è ancora domani: la prospettiva che nessuno vede

Indipendentemente dall’approvazione o meno del bilancio e da tutto il resto, la domanda è: la maggioranza vuole andare avanti per fare cosa? Molti per mantenere le poltrone, sicuramente. È umano. Ma la politica? La coalizione per il 2027? Il centrodestra saltato letteralmente in aria? Arriverà un momento nel quale a livello regionale il “caso Frosinone” verrà affrontato. Poi c’è l’aspetto del programma, di una “visione” di città che non si è... vista. Un’ultima considerazione, che vale per tutti (nessuno escluso): prima o poi la parola tornerà al “popolo sovrano”. Quanti degli attuali amministratori saranno confermati? O ricandidati?

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