Cerca

Frosinone, una crisi infinita

Comune, giochi senza frontiere

Lo stravolgimento dei gruppi consiliari non ha portato stabilità alla maggioranza. Effetto boomerang. Bilancio di previsione, strategie per le provinciali e riassetto di giunta: sul tavolo adesso c’è tutto

Comune, giochi senza frontiere

La fotografia della mattina è superata da quella del primo pomeriggio. Poi in serata muta ancora. Perfino durante la notte lo scenario è suscettibile di un capovolgimento. Parliamo naturalmente della situazione all’interno della maggioranza che sostiene il sindaco Riccardo Mastrangeli. In quasi quattro anni di consiliatura è successo di tutto. Negli ultimi giorni di più. Sergio Crescenzi e Marco Ferrara hanno lasciato Fratelli d’Italia per aderire a Identità Frusinate, già rappresentata in aula da Christian Alviani (capogruppo). Marco Sordi ha salutato la Lista Vicano per passare alla Lega, della quale diventerà capogruppo. Tutte situazioni ampiamente annunciate, anche se accompagnate spesso da smentite dovute (che potevano essere risparmiate).

Sempre negli ultimi giorni c’era stato l’attacco politico del vicesindaco Antonio Scaccia (Lista per Frosinone) all’assessore regionale della Lega Pasquale Ciacciarelli. Tutto è avvenuto sui social, relativamente alle possibili scelte dell’europarlamentare Roberto Vannacci. Del quale Scaccia è un fedelissimo. Vale la pena ricordare che il coordinatore provinciale del Carroccio è Nicola Ottaviani, parlamentare ed ex sindaco. L’asse di ferro tra Ottaviani e Scaccia è noto. Sulle ultime vicende ci sono due narrazioni. La prima: in realtà l’intesa tra i due è rimasta intatta e si è trattato di strategie studiate a tavolino proprio per rinsaldare la “galassia della Lega”. La seconda: in realtà le frizioni ci sono e la prova del nove sarà rappresentata dalle indicazioni per le provinciali. Nicola Ottaviani punta sulla conferma di Andrea Amata e chiederà il “pieno” di voti ponderati. Nella Lista per Frosinone il consigliere Corrado Renzi non ha fatto mistero di nutrire delle ambizioni di candidatura. Peraltro si parla molto in questi giorni di un’intesa forte tra la Lista per Frosinone (4 consiglieri) e Identità Frusinate (3).

Gli appuntamenti all’orizzonte faranno la differenza. Intanto il bilancio di previsione che, se non approvato, porterebbe dritti alle elezioni anticipate. Quindi le strategie per le provinciali, che rischiano di rappresentare benzina su un fuoco già incandescente. Infine, il possibile riassetto di giunta. Un’operazione politica delicata, complicata, probabilmente decisiva. Partiamo dai numeri: in questo momento gli assessori sono 8. Si può arrivare fino a quota 9. La Lista per Frosinone ha rivendicato da tempo un secondo seggio in giunta. Potrebbe indicare una donna per i meccanismi di rispetto delle percentuali delle “quote rosa”. Poi bisognerà capire quali saranno le decisioni di Identità Frusinate. Il nome potrebbe essere quello di Sergio Crescenzi. Al di là di ogni considerazione di carattere locale c’è un tema di rapporti politici tra il sindaco Riccardo Mastrangeli e Fratelli d’Italia. La linea indicata dal deputato e coordinatore regionale Paolo Trancassini è stata chiara: «Mi dispiace che i due consiglieri abbiano deciso di scegliere altre strade. Ma è evidente che prima di tutto c’è la linea del partito. Al di là delle persone, al di là di ognuno di noi, la linea del partito è la bussola irrinunciabile. Fratelli d’Italia dall’inizio ha concentrato l’attenzione esclusivamente sul piano politico. Non delle poltrone. Detto questo, c’è sempre un tempo per tutte le cose. E chi milita in un partito lo sa. La nostra apertura a Mastrangeli è stata parametrata su un chiaro “tagliando” di natura programmatica e su questo ci confronteremo. Sul programma. Mai sulle poltrone».

Inutile girarci troppo intorno. Mastrangeli sa che difficilmente (è un eufemismo) FdI potrà accettare nomine in giunta di chi ha lasciato il gruppo. Ecco perché sul tavolo della crisi non c’è soltanto “l’attimo fuggente” del presente. Ma anche la prospettiva del futuro. In primis delle elezioni del 2027, da inquadrare in un contesto nazionale e regionale nel quale il centrodestra tenderà a salvaguardare l’unità. Però ogni regola può avere le sue eccezioni, perfino in una logica di scacchiera e di “caselle”. Perfino se si parla di un Comune capoluogo. Nel quale gli assetti della coalizione sono già stati incrinati: Forza Italia è all’opposizione. È una questione di scelte. La partita a scacchi è giunta al momento decisivo.

Edizione digitale

Sfoglia il giornale

Acquista l'edizione

Ultime dalla sezione