Politica
29.01.2026 - 08:00
Tanto tuonò che piovve. D’altronde lo avevamo anticipato nei giorni scorsi. La sempre più probabile uscita dell’europarlamentare Roberto Vannacci dalla Lega avrebbe determinato forti problemi nell’area del Carroccio (e perfino in maggioranza) al Comune di Frosinone. Perché al Generale fa riferimento la Lista per Frosinone del vicesindaco Antonio Scaccia, che ha ricoperto il ruolo di presidente regionale dell’associazione Noi con Vannacci. La civica esprime quattro consiglieri. Nessuno di loro è iscritto alla Lega, ma è evidente l’asse di ferro che c’è sempre stato con Nicola Ottaviani, ex sindaco, ora parlamentare e coordinatore provinciale del Carroccio. Il fuoco covava sotto la cenere e la polemica è esplosa sui social. Pasquale Ciacciarelli, assessore regionale della Lega, ha condiviso un articolo sulla “tre giorni” di Roccaraso. Nel quale si riportava il concetto dell’intervento del segretario nazionale Matteo Salvini: «La storia insegna che chi esce dalla Lega finisce nel nulla. La nostra forza è nella truppa». Salvini aveva specificato che con quelle parole «non intendeva riferirsi a Roberto Vannacci». Ma il contesto politico è comunque quello che vede Vannacci ad un passo dall’addio alla Lega. L’europarlamentare ha registrato un simbolo presso l’Ufficio brevetti europei. Si chiama “Futuro Nazionale”. Il Generale ha detto: «È solo un simbolo». Ma la partita a scacchi che si sta giocando è chiara a tutti. In ogni caso Antonio Scaccia non ha condiviso il post di Pasquale Ciacciarelli, «fedelissimo del vicesegretario nazionale Claudio Durigon», ha sottolineato. Esprimendo la «massima solidarietà» a Vannacci. E rilevando: «Non possiamo far altro che dissociarci da tanta irriconoscenza con una sola certezza, stare il più lontano possibile, oggi ed in futuro, da tanta bassezza politica. Questa Lega non ci rappresenta più». Poco da interpretare: parole da “strappo”.
A livello nazionale sono ore decisive per quanto concerne le decisioni di Vannacci. Ma al Comune di Frosinone il dado è tratto. E saranno inevitabili i riflessi sulla “galassia della Lega”. La Lista perFrosinone ha 4 consiglieri: Francesca Chiappini Sergio Verrelli, Corrado Renzi e, da poco, Francesco Pallone. Il Carroccio ne ha 1, la Lista Ottaviani 2. Poi ci sono Marco Sordi (Lista Vicano) e il sindaco Riccardo Mastrangeli. Evidente che nulla potrà più essere come prima. Alla manifestazione di Pontida del settembre scorso sono andati tutti insieme, condividendo un percorso di anni. Difficile dire cosa potrà succedere adesso. Per esempio alle provinciali, dove Ottaviani punta sulla conferma di Andrea Amata come consigliere. Confidando sui voti ponderati di Frosinone, ognuno dei quali vale 306 punti. A questo punto Antonio Scaccia farà le sue valutazioni. Peraltro già nelle scorse settimane Corrado Renzi aveva espresso la volontà di poter concorrere alle provinciali. Inoltre Antonio Scaccia ha costantemente ribadito che a suo giudizio per la scelta del candidato sindaco del 2027 il centrodestra dovrebbe continuare a prevedere le primarie. Ipotesi sulla quale Riccardo Mastrangeli non appare affatto d’accordo. Nei mesi scorsi la Lista per Frosinone ha più volte evidenziato dei malumori: in diverse interrogazioni del consigliere Renzi, in alcune critiche nei confronti della Lista Marzi (in più di un’occasione decisiva per il mantenimento del numero legale nelle sedute ordinarie di prima convocazione). Peraltro all’interno della maggioranza rimane aperto il tema del riassetto di giunta. E la Lista per Frosinone ha rivendicato il secondo assessorato, in virtù del fatto che i consiglieri sono passati da 3 a 4. Nella maggioranza l’intenzione sembra essere quella di affrontare l’argomento dopo l’approvazione del bilancio. Ma il quadro è in continua evoluzione. Di sicuro l’attacco politico di Antonio Scaccia a Pasquale Ciacciarelli segna un punto di non ritorno. Complicato pure per Nicola Ottaviani (fedelissimo di Salvini) gestire una situazione del genere. L’asse della “galassia della Lega” a Frosinone è spezzato. Su questo non ci sono più dubbi.
Per quanto riguarda il consiglio comunale, le sedute sul bilancio di previsione sono state fissate. Per il 9 febbraio alle 18.30 (in prima convocazione) e per il 10 alle 20 (in seconda). È già polemica... sugli emendamenti. Angelo Pizzutelli, capogruppo del Partito Democratico, dice: «Sinceramente non so spiegarmi perchè nella mail di convocazione dell’aula per analizzare il bilancio di previsione non è stato indicato il termine ultimo per presentare gli emendamenti. Cosa che è sempre stata fatta. Mi chiedo per quale motivo il presidente del consiglio comunale Massimiliano Tagliaferri non abbia indicato la data per il termine ultimo. Non capisco se è una forma di protagonismo politico». Il presidente dell’aula Massimiliano Tagliaferri rileva: «Il presidente del consiglio comunale non deve indicare la data del termine ultimo per presentare gli emendamenti. Non sta scritto da nessuna parte. Esiste un regolamento chiarissimo che tutti i consiglieri hanno a disposizione e conoscono. Che problema è?».
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