Frosinone
13.02.2025 - 15:07
Che sarebbe stata una lunga giornata di ordinaria tensione lo si era capito sin dalla riunione dell’ufficio di presidenza, fissata alle 12.30 per convocare la seduta sulla mozione relativa alle “azioni da intraprendere per modificare l’attuale progetto relativo al traffico dell’area di piazzale Kambo”. Un’iniziativa voluta da Anselmo Pizzutelli e sostenuta da diversi consiglieri. Erano presenti il presidente dell’aula Massimiliano Tagliaferri (Lista Ottaviani), Pasquale Cirillo (Forza Italia), Marco Ferrara (Fratelli d’Italia) e Francesca Chiappini (Lista per Frosinone). Un incontro che doveva durare pochi minuti e che invece è andato avanti per diverso tempo e il clima si è fatto immediatamente incandescente.
Il nodo del contendere
Lo scontro si è acceso sulle modalità di fissazione della seduta. Solo in prima convocazione (come volevano Tagliaferri e Cirillo) o anche contestualmente in seconda (come invece chiedevano Ferrara e Chiappini)? Il braccio di ferro è andato avanti senza esclusione di colpi (dialettici). Per Ferrara bisognava sentire anche il sindaco. C’è stata altresì la proposta di rimettere la questione alla conferenza dei capigruppo, visto che la votazione era finita 2-2. Ma a prevalere è stato il fatto che decide il presidente. E per Massimiliano Tagliaferri nessun dubbio: seduta fissata per il 5 marzo alle ore 17. Esclusivamente in prima convocazione. La questione è semplice. Con la prima “chiama” occorre il numero legale, vale a dire la presenza di almeno 17 consiglieri su 33. In “seconda” ne bastano 12. C’è un risvolto politico evidente: la contrapposizione frontale tra il sindaco Riccardo Mastrangeli e il presidente del consiglio comunale Massimiliano Tagliaferri. Una situazione che va avanti ormai da mesi, che ha sancito la frattura della maggioranza.
Il post di Crescenzi
Martedì sera il consigliere Sergio Crescenzi (Fratelli d’Italia) ha pubblicato questo post sulla sua pagina facebook: “A breve verrà affidato lo studio di fattibilità della messa in funzione del forno crematorio. Confermata la voce di bilancio”. Un argomento che Sergio Crescenzi porta avanti da anni. Evidente pure che la conferma di questa voce nel bilancio di previsione fa capire altresì come sia irrecuperabile la spaccatura con la lista FutuRa, che invece è totalmente contraria all’ipotesi di una messa in funzione dell’impianto di cremazione.
Il profilo politico
Domenico Marzi ha ufficializzato nell’aula di Palazzo Munari quanto emerso in questi giorni. Spiegando: «Ho sentito parlare di fazioni, mentre per quello che ci riguarda è emersa l’esigenza di rappresentare la nostra città e dare contributi costruttivi. Non dobbiamo stare nella logica della contrapposizione violenta arrivando anche all’offesa». Quindi, rivolgendosi direttamente al sindaco Riccardo Mastrangeli, Marzi ha aggiunto: «Il sottoscritto nei prossimi mesi sarà a fianco a lei, ma non per sostenerla. Ma soltanto perché lei è il rappresentante della città e se avrà bisogno di un voto per non cadere, da me lo avrà. Come Lista Marzi la nostra proposta è quella di collaborare per alcuni obiettivi. Naturalmente per raggiungerli nei tempi più brevi possibili. Non chiedo nulla: sono disponibile per qualsiasi altro intervento del quale non mi prenderò mai il merito. E confermo che mi metterò a lavorare giorno e notte per far ripartire l’impianto di risalita entro un anno. Dopodiché mi dimetto». Il sindaco Riccardo Mastrangeli ha ringraziato Domenico Marzi. In ogni caso, comunque la si veda, da ieri sera in aula consiliare c’è una maggioranza diversa da quella uscita dalle urne nel giugno 2022. Erano già 3 gli esponenti delle opposizioni che avevano deciso di far parte della coalizione. Adesso c’è comunque il sostegno della Lista Marzi (4). Mentre 8 “dissidenti”, eletti nel centrodestra, sono posizionati altrove: all’opposizione FutuRa (3). Mentre Forza Italia (2) è in completa rotta di collisione. Per non parlare di Anselmo Pizzutelli, Maria Antonietta Mirabella (Lista Mastrangeli), Giovanni Bortone (eletto nella Lega). Il presidente del consiglio comunale Massimiliano Tagliaferri ha preso atto dell’esistenza di una maggioranza differente. Più trasversale e civica. Una stagione del centrodestra si è comunque chiusa. La domanda è: cosa pensa realmente Nicola Ottaviani (ex sindaco, parlamentare e coordinatore provinciale della Lega) dell’asse di ferro tra Mastrangeli e Marzi?
A nervi scoperti
In aula si respirava un nervosismo politico con pochi precedenti. Degli scontri verbali tra Riccardo Mastrangeli e Anselmo Pizzutelli prima e tra Domenico Marzi e Angelo Pizzutelli abbiamo raccontato (vedi servizi a pagina 3). Ma non sono mancati ulteriori polemiche... ad alta voce. Per esempio tra l’assessore Rossella Testa e il consigliere Giovanni Bortone. A dimostrazione di quanto i nervi scoperti siano trasversali. C’è stata altresì la surroga di Alessia Turriziani (Fratelli d’Italia), nel frattempo nominata assessore. Al suo posto come consigliere è entrato Paolo Fanelli, in giunta fino a poche settimane fa. E proprio Fanelli ha “benedetto” l’intesa tra Mastrangeli e Marzi. Confermando quindi il via libera di Fratelli d’Italia. Non è un mistero infatti che Fabio Tagliaferri, referente di FdI nel capoluogo, sia stato l’architetto dell’accordo.
Cosa succede adesso
A questo punto è evidente che la seduta sul bilancio rappresenterà al tempo stesso un bivio e un punto di non ritorno. I numeri avranno un loro peso. Perchè un conto è se il semaforo verde si accende con 17-20 voti e magari in prima convocazione. Altro discorso se invece il documento contabile dovesse essere approvato in “seconda” con 16 voti. Fra l’altro sul bilancio si capirà meglio la natura e il peso dell’intesa tra Mastrangeli e la Lista Marzi. In ogni caso mai come in questo momento nessuno può nascondersi sul piano politico. Non dopo quanto accaduto ieri. Il botta e risposta al vetriolo tra Riccardo Mastrangeli e Anselmo Pizzutelli è la fotografia del tramonto della maggioranza che ha vinto le elezioni. Così come il confronto a muso duro tra Domenico Marzi e Angelo Pizzutelli rappresenta il gap del centrosinistra.
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