Omicidio Mollicone
24.04.2026 - 09:30
Maria Tuzi, figlia del brigadiere Santino
«Mio padre ha detto la verità. L’ho sempre sostenuto. E continuo a ribadirlo anche oggi». Una posizione ben chiara quella di Maria, figlia del brigadiere Santino Tuzi, che questo pomeriggio renderà note le novità legate alle indagini difensive condotte sulla morte del padre.
Due i momenti principali in cui Tuzi avrebbe parlato con il luogotenente: la prima volta avrebbe riferito a Tersigni che era entrata una ragazza in caserma tra le 10.30 e le 11 del primo giugno e «che lui non l’aveva riconosciuta, pur descrivendo l’abbigliamento». «La seconda volta mi disse che gli avevano fatto vedere una foto, che l’aveva riconosciuta» aveva aggiunto in aula il luogotenente.
Nell’udienza di mercoledì a Roma, durante la quale è stato dato ampio spazio ai consulenti (alla professoressa Cattaneo e al professor D’Aloja) che hanno riferito sulle lesioni riscontrate sul corpo di Serena e sulle cause della morte, è stato annunciato l’ingresso nel processo di un’intercettazione inedita. Un’intercettazione che entrerà in aula il prossimo 22 maggio (data in cui verranno ascoltati l’appuntato Venticinque e Da Fonseca che era la vicina di casa di Torriero, amica del brigadiere): un’intercettazione ambientale e una telefonica proprio tra Venticinque e Da Fonseca. Una conversazione tra i due mai ascoltata, per la quale è stato necessario chiedere la trascrizione, visto che si tratta di registrazioni allora fatte su cassetta. Cruciale, ancora una volta, l’attendibilità di Tuzi.
«Ciò che sta emergendo rafforza quanto ho sempre detto finora. E che continuo a ribadire: mio padre ha detto la verità. Le testimonianze rese stanno portando a sostenere questo. Quella intercettazione che verrà portata in aula il 22 maggio è stata fatta in tempi “non sospetti” e porta dove siamo arrivati dopo - ha detto Maria Tuzi - Continuiamo a credere nella veridicità di quanto detto da papà. E anche che lui non si sia suicidato». Poi aggiunge: «L’esempio di Guglielmo Mollicone, che ha portato avanti senza mai fermarsi la battaglia per la verità sulla morte di Serena, per me è stato fondamentale. E non nego che la sua presenza e la sua forza mi mancano molto».
Durante la conferenza stampa di oggi indetta da Maria, insieme all’avvocato Elisa Castellucci, verranno accesi i riflettori sui tanti dubbi legati alla morte del brigadiere.
Tuzi venne ascoltato in procura in merito a quanto affermato sull’ingresso di Serena in caserma, poi la “ritrattazione” e la “ritrattazione della ritrattazione”, prima di essere stato trovato senza vita in auto, tre giorni dopo essere stato ascoltato. Un suicidio a cui la famiglia non ha mai creduto. Il fascicolo, aperto come omicidio, venne derubricato come istigazione al suicidio. Poi chiuso come suicidio, nonostante le tante incongruenze gridate con forza dalla famiglia del brigadiere. Oggi alle 18 a Pastorano, in provincia di Caserta, nell’incontro “La verità sulla morte del brigadiere Santino Tuzi” è atteso l’intervento del perito balistico Sangermano, consulente tecnico della famiglia Tuzi, che affronterà le incongruenze emerse rispetto alla ricostruzione che ha ipotizzato una dinamica suicidaria.
Edizione digitale
I più recenti
Ultime dalla sezione