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Frosinone

Comune, il centrodestra non c’è più

Senza il sostegno delle opposizioni Riccardo Mastrangeli non può avere una maggioranza in aula. E adesso riparte da una coalizione di 16 consiglieri su 33. Si allarga il solco con Massimiliano Tagliaferri

mastrangeli

Un’immagine della seduta consiliare dell’altra sera FOTO MASSIMO SCACCIA

Dipende dai punti di vista, ma una cosa è certa: l’esito della seduta consiliare di venerdì chiude una fase e ne apre un’altra. Adesso è ufficiale che a sostegno di Riccardo Mastrangeli c’è una coalizione profondamente diversa da quella uscita dalle urne due anni e mezzo fa. Una coalizione che può contare su 16 consiglieri su 33. Senza maggioranza quindi. Perché il presidente dell’aula Massimiliano Tagliaferri si è astenuto su quasi tutte le delibere all’ordine del giorno, marcando una distanza politica e amministrativa enorme. Dal canto suo il Sindaco ha dimostrato ancora una volta di saper trovare delle sponde importanti nelle file dell’opposizione. Ma la domanda è: fin quando sarà possibile andare avanti in questo modo?

Alla seduta dell’altra sera hanno partecipato altresì Vincenzo Iacovissi (Psi), Norberto Venturi (Pd), Alessandra Mandarelli e Armando Papetti (Lista Marzi). Per loro il punto di vista è diverso. Vale a dire che se Massimiliano Tagliaferri intende aprire la crisi in maggioranza, allora dovrebbe dirlo ufficialmente. Dal canto suo il presidente dell’aula probabilmente non avrebbe risposto all’appello se al dibattito non avessero partecipato quattro consiglieri delle opposizioni. E a quel punto il numero legale sarebbe mancato. Punti di vista diversi che fanno parte del gioco. Fatto sta che senza le opposizioni Mastrangeli non può avere una maggioranza in aula. In nessun caso.

Per quanto riguarda il centrosinistra, parliamo di una coalizione divisa, che non può accontentarsi del ruolo di “stampella” di un centrodestra a sua volta lacerato. Per i fedelissimi di Mastrangeli è arrivato il momento di porre sul tavolo quello che definiscono il “problema” Massimiliano Tagliaferri. Ma come? Rispolverando il tema di una eventuale mozione di sfiducia come presidente del consiglio comunale? Operazione per altro complicata e difficile considerando il profilo istituzionale del ruolo. Fra l’altro la sensazione forte è che Massimiliano Tagliaferri andrà avanti per la sua strada. Il che vuol dire che in consiglio comunale ogni votazione avverrà sul filo del rasoio. Intanto però ci sono alcuni dati politici assodati.

Della maggioranza fanno parte integrante il Polo Civico (Claudio Caparrelli) e Andrea Turriziani (Lista Marini). Due civiche che nel 2022 sostenevano Domenico Marzi, candidato del centrosinistra. Mentre gli 8 “dissidenti” eletti nel centrodestra non si sono presentati l’altra sera. Dunque significa che Pasquale Cirillo e Maurizio Scaccia (Forza Italia), Anselmo Pizzutelli e Maria Antonietta Mirabella (Lista Mastrangeli), Giovanni Bortone (eletto nella Lega e poi espulso), Giovambattista Martino, Teresa Petricca e Francesco Pallone (FutuRa) non faranno da “stampella”. La frattura politica è insanabile. Per quanto concerne le opposizioni, i consiglieri sono 8: 4 della Lista Marzi, 3 del Pd, 1 del Psi. A questo punto è evidente che a partire dalla prossima volta, tutti dovranno uscire allo scoperto. Specialmente se Massimiliano Tagliaferri dovesse esplicitare ulteriormente la sua posizione di contrarietà all’Amministrazione Mastrangeli.

Nel frattempo il clima politico è, se possibile, ulteriormente in ebollizione. Pasquale Cirillo, commissario cittadino di Forza Italia, attacca: «L’altra sera si è svolto uno di quegli eventi che non si dimenticano facilmente. Una sorta di spettacolo teatrale in consiglio comunale: protagonista indiscusso il sindaco Riccardo Mastrangeli. Il copione? Un tradimento politico che nemmeno il più esperto dei drammaturghi avrebbe potuto prevedere. A quanto pare il centrodestra ha finalmente trovato la sua vera e inaspettata vocazione: il fallimento politico. Il Sindaco ha messo in scena una strategia di vera e propria sopravvivenza, trovando sponde nei consiglieri delle opposizioni. La realtà è che il Sindaco ha distrutto il centrodestra nel capoluogo. Qualcuno finalmente in maggioranza si è accorto che preferisce giocare a carte con gli avversari piuttosto che con loro. La realtà è che la prossima volta i membri del centrodestra andranno alle elezioni ognuno per conto proprio».

Dino Iannarilli, consigliere della Lega, rileva: «Il tradimento politico, quello vero, si è consumato quando un partito come Forza Italia ha deciso di passare all’opposizione cercando di lasciare il sindaco Mastrangeli da solo. E l’altra sera Cirillo e Scaccia hanno cercato di far mancare il numero legale». Lo scontro è totale. E frontale.

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