Dopo la curiosità per la presentazione delle liste dei partiti che parteciperanno alla prossima tornata elettorale per il rinnovo del Parlamento, esaurita con l'ufficializzazione dei nomi, adesso l'attenzione si sta concentrando sulla campagna elettorale e anche sulle schede elettorali. In tanti ancora non hanno le idee propriamente chiare sul sistema di votazione con il quale l'elettore dovrà misurarsi all'interno della cabina elettorale.

I cittadini che andranno alle urne il 25 settembre si vedranno consegnare due schede, una per la Camera dei deputati e l'altra per il Senato: il fac simile della scheda elettorale 2022 non è ancora disponibile, ma per capire come sarà fatta si può fare riferimento alle consultazioni politiche di 4 anni fa, poiché la legge che indica come si vota (il Rosatellum) non è stata modificata. Ciò che cambia rispetto alle ultime elezioni del Parlamento italiano è il numero dei deputati e dei senatori, diminuito rispettivamente a 400 e 200 rappresentanti per effetto del referendum sul taglio dei parlamentari, e l'età minima per votare al Senato (portata a 18 anni), modificata con un'altra riforma costituzionale.

La scheda
Sarà il Dipartimento per gli Affari interni e territoriali del Ministero dell'Interno, a diffondere il fac simile delle due schede elettorali 2022 per Camera e Senato, in particolare ne deciderà il colore (vista anche la concomitanza con le regionali in Sicilia), ma la struttura della scheda sarà la medesima, molto simile per i due rami del Parlamento. Il fac simile della scheda elettorale 2022, in base al mix del sistema maggioritario e proporzionale previsto dalla legge soprannominata Rosatellum, dovrebbe essere strutturato in questo modo: saranno riportati dei riquadri con in testa il nome del candidato nei collegi uninominali (maggioritario) e sotto i simboli dei partiti della coalizione che lo sostengono con accanto fino a quattro nomi del listino bloccato dei collegi plurinominali (proporzionale). La struttura della scheda elettorale 2022 sarà la stessa per Camera e Senato, cambieranno la dicitura sul frontespizio, i candidati (com'è ovvio) e probabilmente il colore.

Come si vota
Per l'elettore sarà piuttosto semplice. Come si evince dal fac simile della scheda elettorale per la Camera dei deputati e per il Senato della Repubblica, i nomi in alto nel riquadro per i collegi uninominali (che significa solo un candidato per coalizione) sono eletti in base al sistema maggioritario, ossia chi riceve più voti vince. Per quanto riguarda i simboli dei partiti e i collegi plurinominali (con più candidati per ogni lista) invece il sistema è quello proporzionale: i voti saranno divisi in proporzione a quelli ricevuti in quel determinato collegio e distribuiti in base all'ordine di lista. Non ci sarà possibilità di voto disgiunto, come, ad esempio, accade nel sistema elettorale per le amministrative. Non sarà, infatti, possibile esprimere una preferenza per un singolo candidato di un listino bloccato, ma solo tracciare un segno sul simbolo del partito prescelto. In questo modo il voto si estenderà automaticamente anche al candidato del maggioritario di quella coalizione (il nome riportato in testa al riquadro). Se si traccia un segno solo sul nome del candidato nel collegio uninominale, questi voti vengono ripartiti in modo proporzionale alle liste che sostengono quel candidato. C'è anche chi si chiede come rendere il proprio voto nullo per protesta. La scheda è nulla se: presenta segni di riconoscimento, come ad esempio scritte, segni particolari; presenta il nome e cognome o la firma dell'elettore; non viene usata la matita copiativa fornita dal presidente del seggio, ma una penna o un lapis portato da casa; quando si esprimono più voti di quanti previsti (ad esempio votando più candidati per i collegi uninominali o barrando i simboli di più di un partito); quando si esprime il voto disgiunto (un segno su un candidato del collegio uninominale e un segno su un partito di un'altra coalizione), opzione non prevista per le politiche.