Frosinone
26.04.2026 - 14:00
«Non si invochi il rispetto dei conti pubblici solo in alcune circostanze. Lo si metta in pratica sempre». Così il consigliere Anselmo Pizzutelli interviene sul caso della scuola media Luigi Pietrobono che rischia di finire all’asta.
Ma a fare i conti in tasca al Comune, più di qualcosa è stato speso per intraprendere le cause, finora tutte perse dal Comune (con l’unica eccezione del Tar). Il giudice dell’esecuzione, infatti, ha fissato l’udienza per l’ordinanza di vendita del bene al 7 ottobre.
«In questo caso proprio l’attenzione alle finanze - prosegue Anselmo Pizzutelli - avrebbe consentito con i 110.351 euro di acquisizione sanante e meno di quello speso tra consulenze e spese legali, cui siamo stati condannati a 18.000 euro una volta e a 86.000 euro la seconda (nel conto vanno aggiunti gli oltre 15.000 euro per il nuovo avvocato per le fasi di opposizione e reclamo, ndr), di chiudere la questione. In più stiamo pagando 2.000 euro di affitto e, per fortuna con un grosso risparmio, visto che il Ctu ne aveva stabiliti 9.400. Sarebbe bastato un piccolo sforzo nel rispetto della scuola, degli studenti e dei lavoratori della scuola. Tuttavia, continuo a pensare e a sperare che qualcuno possa ribaltare queste sentenze e dare ragione al Comune, ma forse si sarebbe potuto gestire meglio la cosa. Anche con umiltà, nell’ascolto delle persone, compreso il sottoscritto, che suggerivano in passato di raggiungere un accordo. Accordo che, a questo punto, sarà sempre più difficile trovare».
Nel frattempo lo scontro va avanti, sia quello giudiziario che quello politico. La partita è ben lungi dall’essere conclusa e non si escludono nuovi ricorsi da parte del Comune che sta battendo tutte le strade per evitare la vendita all’asta di un bene, edificato negli anni Settanta, su un terreno, però, per il quale la fase di esproprio non si è mai conclusa. Il terreno è così finito al centro di una procedura esecutiva. Il Comune ha tentato di risolvere l’impasse con l’acquisizione sanante che, però, il giudice ha ritenuto non opponibile in quanto trascritta otto anni dopo quella del sequestro conservativo operata dal fallimento Mancini.
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