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Frosinone, ecco la città “senza”

Il paradosso del BRT è servito: sacrifichiamo 80 posti auto per un bus elettrico che, secondo le ultime stime, viaggerà su corsia dedicata solo per il 30% del tragitto

Frosinone, ecco la città “senza”

Se Padova è famosa per essere “la città dei tre senza” (un santo senza nome, un prato senza erba e un caffè senza porte), Frosinone cerca di emularla trasformandosi semplicemente nella città del “senza”. Senza parcheggi, senza multipiano, senza ascensore inclinato, senza chiarezza sulla Tari (tassa comunale su rifiuti). Ma andiamo con ordine.  «Scusi vigile, ma dove parcheggio?». È questa la domanda, ormai quasi un mantra, che ogni giorno ripetono gli automobilisti frusinati intrappolati nelle vie strette della parte alta del capoluogo senza trovare un posto dove lasciare la propria auto. Una domanda che a metà maggio diventerà un grido disperato anche nella parte bassa della città, quando altri 80 posti auto spariranno da via Aldo Moro per far spazio alla corsia del BRT (Bus Rapid Transit). Una cosa sono i progetti presentati dagli amministratori con tanto di rendering, un’altra la cruda realtà di ogni giorno. Frosinone sembra essere diventata, infatti, la città del “senza”. Siamo senza il Multipiano di viale Mazzini (ostaggio di lavori infiniti, contenziosi e vandalismo), siamo senza l’ascensore inclinato (di cui si è persa ogni traccia, lasciando il centro storico isolato come un'isola che non c’è) e ora siamo pronti a restare senza le aree di sosta più ricercate della zona bassa. E non basteranno a rimpiazzarle i nuovi posti-auto ricavati vicino al Sacro Cuore già sempre occupati.

Il paradosso del BRT è servito: sacrifichiamo 80 posti auto per un bus elettrico che, secondo le ultime stime, viaggerà su corsia dedicata solo per il 30% del tragitto. Siamo, inoltre, senza rotatoria tra viale Europa e via Marittima (resta il semaforo, buona fortuna per la fluidità) e niente collegamento con la parte alta. Risultato? Un’opera monca che rischia di non essere né “rapid” né “transit”, ma solo un nuovo fronte di guerra tra il Comune e la società Fms (Frosinone mobilità e servizi). Frosinone senza chiarezza, infine, anche per quanto riguarda la Tari (tassa sui rifiuti), in questi giorni oggetto di una guerra tra il sindaco Mastrangeli e i consiglieri comunali Cirillo e Martino, eletti con la maggioranza di centrodestra ma ormai stabilmente all’opposizione. I due contestano al sindaco mancata chiarezza sui grandi contribuenti morosi. Il primo cittadino ribatte, ma ormai volano gli stracci e le accuse reciproche, anche personali.

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