Serie B
02.02.2026 - 12:00
Foto Federico Proietti
Bisogna essere onesti, e quindi riconoscere che la prestazione messa in campo dal Frosinone nella gara di sabato pomeriggio sul campo della Virtus Entella non è stata brillante come praticamente da sempre ci ha abituato la “banda” Alvini. I canarini hanno trovato delle difficoltà nel comandare il gioco, come nel loro dna, e fino alla rete del vantaggio da parte dei padroni di casa hanno subìto più del lecito. Ma tutto ciò può essere tranquillamente spiegato. Partiamo innanzitutto dal fatto, che se i liguri stanno costruendo la loro salvezza nelle partite interne dove hanno ottenuto ben diciotto dei ventuno punti che vantano nella graduatoria generale, un motivo ci sarà pure. Se la corazzata Palermo nella trasferta di Chiavari è tornata a casa con un punto e il Monza con zero, non può essere un caso. Questo per dire che sul terreno di gioco amico la formazione di mister Chiappella riesce a esprimersi al massimo delle sue potenzialità. E tutto ciò approfittando in primis di un campo in sintetico dove la palla deve essere trattata in maniera diversa rispetto a quelli in erba naturale. Se sai, molto meglio dell’avversario, come “corre” il pallone o che tipo di rimbalzo può avere, diventa più facile giocare, aggredire e comandare il gioco. Ad esempio non vogliamo certo giustificare Monterisi per l’errore commesso in occasione della rete del vantaggio degli avversari, ma siamo convinti che su un campo in erba naturale il difensore del Frosinone avrebbe calcolato meglio se quel pallone poteva arrivare o meno nei pressi di Palmisani.
Sono mancate alcune risposte
Allo stesso tempo, però, è certo anche che alcuni canarini, e non per una questione legata al terreno di gioco, non hanno risposto alle attese come ci sarebbe aspettato da loro. Francesco Gelli o Marchizza, ad esempio, non sono riusciti a incidere per quelle che sono le loro spiccate qualità tecniche e anche tattiche, oltre che di esperienza, ma anche i vari Cichella, Kvernadze e lo stesso Ghedjemis, non sono riusciti a brillare come quasi sempre è accaduto in questa stagione. Ma può starci. Ecco perchè bisogna continuare a vedere il bicchiere mezzo pieno. Nonostante una prova non brillante e le indubbie capacità degli avversari di sfruttare al massimo un terreno di gioco “infame”, il Frosinone è tornato a casa con un pareggio comunque meritato. Perché se è vero che per un’ora la Virtus Entella ha messo in chiara difficoltà la “banda” Alvini, per il resto i canarini hanno fatto vedere molte più cose importanti rispetto agli avversari. Innanzitutto c’è stata la conferma di quella determinazione unica nel non arrendersi mai, come dimostra il gol di Fiori all’ultimo minuto di recupero, e poi anche sotto il profilo delle occasioni, prima del gol dell’ex Mantova i ciociari hanno creato almeno tre o quattro nitide occasioni per pareggiare. Anzi, per essere precisi, l’1 a 1 la “banda” Alvini lo aveva già realizzato a un quarto d’ora dalla fine con Kvernadze. Un gol regolare, che avrebbe potuto addirittura lanciare i giallazzurri verso il successo pieno, ma annullato in maniera inspiegabile. Ma a questo punto è inutile stare qui a recriminare. Meglio pensare da subito al big match che sabato alle 15 vedrà il Frosinone ospitare allo stadio “Benito Stirpe” quel Venezia che è ora la nuova capolista con un punto di vantaggio nei confronti dei canarini.
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