È stato operato ieri mattina al policlinico "Umberto I di Roma" il trentatreenne ferito una settimana fa, raggiunto a una mano e a una gamba dal colpo esploso dalla pistola di ordinanza di Daniele Carinci, poliziotto trentasettenne, ex marito della sua attuale compagna. Nelle prossime ore si conoscerà la prognosi.

Intanto, nei prossimi giorni sarà affidato l'incarico a un consulente tecnico per trascrivere i dati contenuti nei telefoni sequestrati all'agente e al ferito dopo quanto accaduto in strada, in via Currivé, alla periferia di Veroli.

Mentre il pubblico ministero, dottoressa Rossella Ricca, con urgenza ha assegnato una consulenza tecnica medica, non ripetibile, al professore Saverio Potenza dell'Università Tor Vergata di Roma per procedere alla verifica sotto il punto di vista medico legale, sull'entità della ferita, sulla tipologia, sulla durata della prognosi e sulla direzione del proiettile, per capire la volontà del poliziotto, se abbia sparato per uccidere o se il colpo sia stato casuale. Il professore Potenza, ha preso 60 giorni di tempo per il deposito del materiale.

Sabato mattina c'è stata la convalida dell'arresto di Carinci, che si è difeso sostenendo di aver tirato fuori la pistola e aver sparato un colpo in modo accidentale solo per una legittima difesa o per quello che viene definito tecnicamente eccesso colposo nella legittima difesa. Ha sostenuto che il trentatreenne avrebbe tirato fuori un coltello, tale da provocare la sua reazione.

Intanto, proseguono le indagini. Il giudice, sabato scorso, ha disposto ulteriori indagini per un periodo di 90 giorni, anche per accertare quanto ricostruito dall'agente durante la convalida. Il poliziotto è difeso dall'avvocato Nicola Ottaviani, mentre il trentatreenne dagli avvocati Giuseppe Spaziani e Claudia Padovani.