Si è avvicinato alla macchina del connazionale, parcheggiata nella zona antistante l'uscita del casello autostradale di Frosinone dove ci sono un ampio parcheggio e il chiosco di un paninaro (si tratta dell'area di sosta del bar "Caterina", in via Tommaso Albinoni). Erano le 23 circa di ieri sera. L'uomo, J.M, un albanese di 37 anni, era a piedi mentre l'altro, anche lui albanese, era seduto sul lato del guidatore del veicolo. Fra i due è nata rapidamente un'accesa discussione, svoltasi davanti ad altre persone, anche loro, a quanto pare, di origine albanese.

Ad un certo punto, al culmine della lite, J.M. ha tirato fuori una pistola (poi risultata rubata in un furto compiuto a Ceccano lo scorso 8 dicembre), si è accostato al finestrino aperto della macchina, ha puntato l'arma verso il viso del connazionale e, a una distanza inferiore ai 20 centimetri, ha esploso un colpo che ha centrato il "rivale" dritto sulla fronte, dove è penetrato e si è conficcato lasciando l'uomo in un lago di sangue e in fin di vita.

Pochi minuti dopo, mentre gli altri componenti del gruppetto che aveva assistito alla scena si erano dileguati, J.M. ha telefonato agli avvocati Giampiero Vellucci e Riccardo Masecchia dicendo loro di aver sparato ad un uomo, di averlo probabilmente ucciso e di volersi costituire. Subito dopo, però, mentre attendeva l'arrivo dei legali, si è disfatto della pistola nascondendola poco distante dal luogo del cruento episodio. 

Giunti sul posto, Vellucci e Masecchia hanno accompagnato J.M. in Questura, dove il 37enne è stato interrogato per due ore dal P.M. di turno, il Sostituto Procuratore dr. Samuel Amari, e, al termine, è stato arrestato con l'accusa di tentato omicidio e, in riferimento alla pistola rubata (di cui ha consentito il ritrovamento da parte degli agenti di polizia), di ricettazione e porto abusivo di arma da fuoco. Subito dopo è stato condotto presso il carcere di Frosinone. 

Dato l'allarme, sul posto sono giunti anche i sanitari del 118 che hanno provveduto a prestare le prime cure al ferito. Quindi, viste le sue gravissime condizioni, hanno fatto intervenire un'eliambulanza che lo ha trasferito al Policlinico "Umberto I" di Roma, dove è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico, che ha permesso l'estrazione del proiettile dal cranio. Attualmente la sua prognosi è riservata ed i medici da ieri sera stanno cercando di strapparlo alla morte. Le sue condizioni sono definite molto gravi, tanto da far disperare sulla sua salvezza. I due stranieri sono entrambi residenti a Frosinone e tutti e due risultano in possesso del permesso di soggiorno.

Intanto, sul fatto stanno indagando gli uomini della squadra mobile di Frosinone. Sembra tuttavia pressoché certo che alla base del litigio, e quindi del tentato omicidio, ci sia la spartizione del ricchissimo mercato della prostituzione, soprattutto di quella su strada che ogni sera e notte va tristemente in scena sull'Asse Attrezzato e sulle vie limitrofe (senza contare la prostituzione in casa, che però risponde a logiche e "padroni" diversi).

Un mercato che negli ultimi anni, e nel 2019 in specie, sembra aver avuto una vera impennata quanto a numero di ragazze e, soprattutto, di clienti, sempre più numerosi e appartenenti alle più svariate classi sociali, di ogni età e ceto socio-economico. Al punto, stando agli ultimi dati statistici, da aver superato, come giro d'affari, l'altrettanto ricco mercato della droga.                                                                           

Sangue, nella notte, al casello autostradale di Frosinone. Per cause ancora tutte da accertare, un albanese ha sparato in faccia ad un suo connazionale con il chiaro intento di ucciderlo e lasciandolo a terra in un lago di sangue. Sul posto, allertate da quanti hanno assistito al cruento episodio, si sono portate le forze dell'ordine. 

L'albanese che ha esploso il colpo di arma da fuoco è stato arrestato, per il momento con l'accusa di tentato omicidio, mentre il ferito è stato trasferito d'urgenza in un ospedale di Roma, dove è stato ricoverato in condizioni gravissime, al punto che i medici disperano di poterlo salvare. 

Come detto, per il momento è mistero fitto sui motivi che hanno innescato il gravissimo episodio, sulle ragioni che hanno portato il cittadino slavo a sparare al connazionale. Tutto è al vaglio degli inquirenti che stanno indagando sull'accaduto, e molto dipenderà dalla sopravvivenza o meno del ferito che potrebbe fornire elementi decisivi a fare luce su tutto. 

SEGUONO AGGIORNAMENTI

di: La Redazione