La distruzione del monumento dedicato ai marocchini continua a infiammare il dibattito. E nelle ultime ore sono arrivate anche le prime rivendicazioni. In particolare è stato il gruppo di "Rivolta Nazionale" a diramare un comunicato stampa con cui ha affermato di aver compiuto l'atto di distruzione del monumento istituito in località Sant'Esdra. E tanto è bastato per riportare in auge un argomento, in realtà, mai sopito.
I fatti
Domenica mattina alcuni residenti di Sant'Edra si sono ritrovati dinanzi alla lapide, costruita in ricordo dei marocchini, completamente distrutta. Il monumento, innalzato nel maggio del 2002, è stato da sempre al centro di fortissime prese di posizione da parte della cittadinanza e delle associazioni pontecorvesi. Tanto è bastato per trasformarlo, di nuovo, nella tematica-principe delle giornate a Pontecorvo.Ma i riflettori sono stati pure nazionali.
Le rivendicazioni
A distanza di pochissimi giorni dal gesto, è arrivata la prima rivendicazione sulla distruzione della stele. In particolare a "pregiarsi" dell'azione compiuta nella notte tra sabato e domenica è stato il gruppo di "Rivoluzione Nazionale". Lo ha fatto con lettera diffusa attraverso il sito "Fascinazione". Nella nota diramata sottolineano come abbiano deciso di distruggere quel monumento che offendeva la memoria delle migliaia di donne, bambini e uomini brutalmente stuprati e uccisi.
Le indagini
La rivendicazione è al vaglio dei carabinieri della compagnia di Pontecorvo. Gli uomini dell'Arma, coordinati dal tenente Tamara Nicolai, stanno analizzando con attenzione la documentazione al fine di valutarne la sua attendibilità. Le indagini sono partite domenica scorsa dopo la segnalazione ricevuta dai residenti di località Sant'Esdra che denunciavano l'accaduto. Dopo aver effettuati tutti i rilievi sono partiti subito gli accertamenti.
Il nuovo monumento
Ma mentre si stanno ricostruendo i fatti, il consiglio comunale di Pontecorvo ha approvato la mozione proposta dal sindaco Rotondo con cui si è deciso di istituire un monumento per ricordare le vittime di quegli efferati crimini. E proprio per questo dal Comune è partita la comunicazione ufficiale indirizzata alle autorità preposte per avviare tutto l'iter.