Cassino
17.03.2026 - 09:33
Avrebbe importunato due ragazze all’interno di un locale a Cassino, palpeggiandone una. Almeno secondo le accuse. E per questo è finito in stato di fermo per violenza sessuale, bloccato poco dopo dagli agenti del Commissariato di Cassino. Ieri la convalida della misura nei confronti di un ventiseienne della città martire che ha chiarito la propria posizione, rilasciando delle dichiarazioni spontanee e negando ogni addebito. Avrebbe parlato di un malinteso: una situazione “mal compresa” - secondo l’indagato - sotto gli occhi di tanti avventori, visto che all’interno del locale c’erano diverse persone. La misura è stata confermata dal gip e il ventiseienne - rappresentato dall’avvocato Pacitti - è finito ai domiciliari, in attesa che la sua posizione possa essere chiarita più approfonditamente nelle sedi opportune.
La ricostruzione
Una serata da dimenticare, di quelle che sembrano essere nate per evadere dalla routine, per “staccare la spina” e che invece si è trasformata in un incubo. In base alle prime informazioni raccolte dagli agenti del Commissariato di Cassino, guidato dal dottor Flavio Genovesi, a lanciare l’allarme sono state due ragazze, due amiche di 15 e 18 anni, che si trovavano in un locale nella zona attigua alla stazione ferroviaria di Cassino. Secondo la denuncia delle giovanissime, il ventiseienne avrebbe avuto atteggiamenti inappropriati prima di “superare il limite”: avrebbe in sostanza mostrato un atteggiamento fastidioso e insistente, per poi all’improvviso palpeggiare una delle due e uscire dall’attività. E poi allontanarsi. Sarebbe stato questo a sostanziare la pesante accusa di violenza sessuale.
Secondo quanto previsto dalla legge, infatti, il palpeggiamento - anche se fugace, repentino o compiuto “per scherzo”, «integra il reato di violenza sessuale (articolo 609-bis Cp), poiché coinvolge la corporeità sessuale della vittima contro la sua volontà. La condotta è punita a prescindere dall’intento di appagamento sessuale, configurandosi come una violazione della libertà di autodeterminazione della persona». Il ventiseienne, rintracciato poco dopo dagli agenti, ha subito negato. Poi è stato posto in stato di fermo in attesa della convalida della misura, avvenuta nella giornata di ieri. Diversi ancora gli aspetti della vicenda da chiarire, che saranno affrontati con alta probabilità nell’ambito di uno specifico procedimento.
Edizione digitale
I più recenti
Ultime dalla sezione