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Comune di Frosinone

«Voto sì e nessuna giustificazione per Mastrangeli»

Intervista senza filtri a Domenico Marzi, che ne ha per tutti. Stoccata al suo ex partito

Marzi, ritorno al futuro

«La Lista Marzi sarà presente anche alle prossime elezioni comunali». Firmato Domenico Marzi, leader della civica, due mandati da sindaco di Frosinone (dal 1998 al 2007) e candidato alla carica di primo cittadino nel 2022 alla guida della coalizione di centrosinistra. Dice Domenico Marzi: «Riteniamo (uso la prima persona plurale perché ne abbiamo parlato al nostro interno) che questa esperienza civica faccia parte del patrimonio politico della città. Dal 1998. Poi il 2002 e in altre occasioni. Saremo presenti alle elezioni di giugno 2027. Il sottoscritto candidato sindaco? Non abbiamo ambizioni personali». Chiediamo a Marzi: scusi, in questa consiliatura lei, pur non entrando in maggioranza, in alcune occasioni è stato decisivo per mantenere il numero legale. Lo rifarebbe? Lo chiediamo perché ha una storia politica di centrosinistra e la volta scorsa è stato il principale avversario di Mastrangeli. Risponde Marzi: «Lo rifarei. Abbiamo dato una mano nell’interesse della città. Anzi, lo rifarò se dovessero determinarsi le stesse condizioni. Non è un sostegno al candidato sindaco della coalizione opposta. Siamo stati chiari sempre: non facciamo cadere il governo della città. Non partecipiamo a iniziative finalizzate all’interruzione della consiliatura. Detto questo, certamente non posso condividere l’operato di Amministrazioni comunali che da 14 anni non riescono a far ripartire l’impianto di risalita. In quattordici anni si realizzano tre strutture di alto livello a Courmayeur. Siamo seri. Non possono esserci giustificazioni. D’altronde credo che siano evidenti ad ogni cittadino di Frosinone le lacune amministrative e operative, frutto dell’incapacità di risolvere i veri problemi della città. Penso al traffico. Ma pure alla rotatoria di De Matthaeis. Non c’è alcuna visione. Basta soffermarsi su quanto è successo in questi anni sul progetto del Bus Rapid Transit, sulle piste ciclabili e ciclopedonali, sui cordoli, sui sensi unici cambiati un giorno sì e l’altro pure. Insomma, non posso condividere un modo di governare il capoluogo articolato in questo modo». Aggiunge Domenico Marzi: «Così come non capisco il doppio senso di marcia in via De Gasperi. Nel momento in cui c’è la ristrutturazione dei Piloni, la domanda è: indipendentemente (ma il tema in realtà è importante) da un cambio di destinazione d’uso che ancora non c’è, come è possibile pensare che qualcuno decida di investire in una zona totalmente priva di parcheggi? Il tema è questo. Ci siamo resi conto che il nodo viario che comprende piazza VI Dicembre e l’inizio di viale Mazzini è diventato un ingorgo incredibile? E siamo a questo punto perché manca una visione di insieme. La priorità è bloccare il traffico a Frosinone: togliere le vetture dalla città. Istituendo, per esempio, le Ztl, Zone a traffico limitato. È una misura impopolare? E perché Brt, piste ciclabili e tutto il resto sono state misure popolari?».

Argomenta Domenico Marzi: «Inoltre il ruolo impone anche scelte impopolari. Non è che si esercita il ruolo di Sindaco esclusivamente indossando la fascia tricolore, cavalcando l’onda lunga della squadra di calcio, partecipando al Carnevale oppure puntando su cantanti che facciano il pieno di presenze. L’obiettivo amministrativo e operativo è fondamentale e decisivo. Irrinunciabile». Continua Marzi: «Sono pronto a discutere sulle candidature a sindaco. In quale coalizione? In una coalizione dal profilo civico e operativo. non ho alcun pregiudizio. Nei confronti di nessuno». Facciamo questa domanda a Marzi: ma lei si riconosce ancora nel Partito Democratico? Risponde: «Non posso riconoscermi in un partito schierato sul “no” al referendum sulla giustizia. Ricordo che nella storia del partito le ragioni del “sì” sono sempre state radicate. Magari si poteva pensare a sottrarre le ragioni del “sì” a Giorgia Meloni». E per quanto riguarda il Pd della provincia di Frosinone? Nota Domenico Marzi: «Giudicheranno altri. Dico però una cosa: come può essere trainante un partito che fatica a superare l’11-12% nel capoluogo?». Lei che futuro immaginerebbe per il parcheggio Multipiano di viale Mazzini? Dichiara Domenico Marzi: «In maniera pragmatica. Nel senso che si tratta di un tema che va risolto. Provando a tenere insieme le ragioni di entrambe le partiti. Il centro storico ha bisogno di parcheggi, questo mi pare evidente a tutti». Conclude poi Domenico Marzi: «L’obiettivo è quello di un’ampia coalizione civica. Non escludo convergenze sulla base però di accordi programmatici seri. Non è un problema di interlocutori, ma di progetti per la città? Come valuto l’operato del sindaco Mastrangeli? Mi piacerebbe vederlo più vivace e propositivo. Forse però avrebbe avuto bisogno di altri protagonisti accanto. È anche un problema di squadra».

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