Cronaca
11.02.2026 - 21:07
Amalia Colaceci
Un ricorso al tribunale del lavoro di Roma contro Atac è stato presentato dall’ex presidente di Cotral Amalia Colaceci. Al centro della vicenda la procedura di selezione per il ruolo di “direttore corporate”. Colaceci, dopo la fine della sua esperienza in Cotral, aveva deciso di partecipare alla selezione bandita dalla società partecipata del Comune di Roma che gestisce il trasporto pubblico, ma questa è stata infatti esclusa nella fase preliminare.
Nel ricorso vengono contestate presunte violazioni regolamentari e irregolarità procedurali. Con in più la richiesta di annullare l’intera selezione. L’ex presidente Cotral chiede inoltre un risarcimento per “perdita di chance” di circa 500.000 euro, oltre a un indennizzo per danno d’immagine (200.000 euro). Da parte sua, Atac ribadisce la totale correttezza dell’iter, spiegando anche che la selezione si è svolta tramite bando pubblico, con il supporto di un soggetto esterno a garanzia di imparzialità.
La prima valutazione delle candidature è stata affidata alla Heidrick & Struggles, società incaricata di stilare una short list.
L’esclusione di Amalia Colaceci sarebbe avvenuta, sempre secondo quanto sostenuto nel ricorso dai suoi legali, con motivazioni considerate incoerenti rispetto ai requisiti richiesti. In una comunicazione, Atac avrebbe motivato la scelta sostenendo che altri candidati risultavano più in linea con competenze specialistiche e verticali. Una spiegazione che, secondo il ricorso, contrasterebbe con il profilo delineato nel bando, orientato invece a una figura strategica con competenze trasversali in diversi ambiti aziendali.
Il ricorso solleva inoltre dubbi sul rispetto della procedura interna adottata da Atac nel 2017, che prevede criteri analoghi a quelli dei concorsi pubblici, inclusa la trasparenza delle valutazioni e l’attenzione alla parità di genere. In particolare, viene segnalata l’assenza di una graduatoria intermedia e di informazioni sulle modalità di screening. Da qui anche il sospetto di una possibile discriminazione, considerando che solo il 6% dei dirigenti Atac è donna e che non vi sono donne tra i direttori.
Edizione digitale
I più recenti
Ultime dalla sezione