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Frosinone, campi di corso Lazio

Il rebus del canone. È annuale?

Nell’atto di aggiudicazione il Comune indica due cifre: 4.392 euro annui e 263.520 nel quinquennio. I diversi valori rischiano di alimentare dubbi e contenziosi come accaduto su altri impianti pubblici

Il rebus del canone. È annuale?

L’affidamento della concessione sui campi di corso Lazio rischia di innescare un contenzioso. L’ennesimo su una gara dell’amministrazione comunale. Il nodo ruota tutto intorno al canone di 3.600 euro. Che sia mensile o annuale? Forse entrambe le cose. Il problema è che il dubbio rischia di esporre l’ente a contenziosi legali, ricorsi e questioni come, peraltro, accaduto di recente sui lavori al tetto dello stadio del nuoto.

Nella determina dirigenziale del settore lavori pubblici e patrimonio, dello scorso 15 gennaio il dirigente ha aggiudicato la gestione dei campi sportivi alla Ll srls di via Marco Tullio Cicerone. Nella determina si legge che «il canone annuo di concessione è pari a 3.600 euro oltre Iva ai sensi di legge». Per cui l’ente accerta un’entrata di «3.600 euro oltre Iva per complessivi 4.392 euro relativa al pagamento del canone annuo da parte della società assegnataria dell’impianto comunale». Poi, però, nella stessa determina, si dà «atto che il valore complessivo della concessione per la durata di anni cinque è di 263.520 euro».

Al che iniziano i primi dubbi. Posto che la durata della concessione è di cinque anni, se il canone annuo fosse di 4.392 euro, in cinque anni la società dovrebbe sborsare 21.960 euro. Invece, se il canone fosse mensile si arriverebbe appunto al totale di 263.520 euro di cui «dà atto» la determina del Comune di Frosinone quando parla del valore complessivo della concessione. Concessione che comprende un campo da calcetto regolamentare in erba sintetica, un campo da calcio regolamentare in erba e terra battuta; due spogliatoi con annessi servizi igienici; un locale bar-ufficio oltre al “Giardino dei 5 sensi”.
Per cercare di risolvere il dubbio viene in soccorso il “capitolato di gestione affidamento in concessione del servizio di gestione dell’impianto sito in corso Lazio Frosinone” sempre del settore Lavori pubblici dell’ente di via del Plebiscito. Tra l’altro, la pagina internet del capitolato riporta la dicitura “Città di Verbania” (lo stesso era anche per lo stadio del nuoto). Il che lascia presumere, forse, la provenienza del documento originario. Andando poi a leggere l’articolo 17 del capitolato si legge: «Il concessionario deve corrispondere al Comune un canone concessorio annuo determinato dall’applicazione del rialzo, sull’importo a base di gara, fissato in 3.600 euro. Il canone dovrà essere versato in 12 rate, di pari importo, con scadenza rispettivamente alla fine del mese di gestione». Dunque anche qui si fa un po’ di confusione: il canone (sempre 3.600 euro) è annuo, tuttavia andrà versato in dodici rate (ma la concessione è quinquennale). Rate la cui scadenza è mensile. Il tutto poteva essere chiarito meglio negli atti con un riferimento espresso al costo mensile.

Del resto, all’articolo 3 si dice che «è previsto in capo al concessione un esplicito canone concessorio al Comune di Frosinone di 300 euro mensili soggetto ad offerta migliorativa». A conferma che il canone annuo è di 3.600 euro. A fronte di «un valore stimato per la concessione del servizio, commisurato alla durata di cinque anni dell’affidamento» che «ammonta a 850.000 euro oltre Iva».
Anche nel piano economico finanziario, peraltro, si parla di un canone annuo di locazione di 3.600 euro con la specifica (finalmente, sarebbe il caso di dire!), tra parentesi, di 300 euro mensili «compatibile con i valori medi di utilizzo di impianti e strutture analoghe sia pubbliche che private e comparabili dei comuni limitrofi».
Come nel precedente dello stadio del nuoto, all’articolo 19 si precisa che «la manutenzione straordinaria dell’immobile e degli impianti tecnologici è a carico del concessionario». Anche se in quel caso vi erano due documenti che prevedevano due cose diverse.

Stando così le cose il Comune dovrà correre ai ripari e correggere se non altro la determina nella perte in cui il valore complessivo della concessione è di 263.520. Altrimenti il rischio è di alimentare dubbi e contenziosi o che qualcuno chieda al Comune di pretendere il pagamento del canone di 4.392 euro non più annuo, ma mensile.
E infatti, il consigliere di minoranza Angelo Pizzutelli osserva: «Risulta un’incongruenza tra l’ammontare totale della concessione e il canone annuo. Quale delle cifre è corretta? Così non si riesce ad avere un riscontro sulla reale portata dell’operazione».

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