Il bicchiere mezzo pieno è sempre un calice più gustoso di quello mezzo vuoto. E la lettura delle immatricolazioni di maggio è una sorsata di entusiasmo moderato. Ad aver abbassato l'indice di calo è stato l'effetto incentivi, una grossa mano dal cielo statale per diminuire le perdite di Stellantis in Italia. Se ad aprile erano scese del 41%, a maggio il ribasso delle immatricolazioni auto è stato del 15,6% a 47.451 unità, contro le 56.213 unità dello stesso mese del 2021. Quindi una percentuale notevolmente inferiore rispetto al mese precedente e pure rispetto allo stesso periodo del 2021. Nei primi cinque mesi dell'anno, le vetture registrate sono state 205.758, in discesa del 30,2% rispetto alle 294.715 dello stesso periodo del 2021.

I pro e i contro
Se gli incentivi auto hanno avuto un effetto immediato sul mercato continuano a rappresentare un vulnus gli effetti della pandemia, la crisi nelle forniture di microchip, le difficoltà dell'economia e i rischi connessi alla guerra in Ucraina. Un pacchetto di incognite che non rende appetibile l'acquisto di una automobile e i tempi di consegna ancora troppo lunghi. E non solo!

Fotografia sugli incentivi
Gli "sconti" più gettonati sono stati quelli per le auto con alimentazione tradizionale e emissioni contenute, meno per le altre: il primo giorno di apertura della piattaforma, che accoglie le prenotazioni dei concessionari per usufruire degli incentivi, il fondo di 170 milioni per le auto con emissioni fino a 135 grammi risultava dimezzato, dopo 6 giorni restano solo 34 milioni. È stato speso invece solo il 14% dei 220 milioni stanziati per le vetture elettriche.

In campo l'Anfia: «Per supportare adeguatamente la diffusione delle vetture elettrificate, accelerando il processo di decarbonizzazione della mobilità, è necessario includere nella misura il comparto del noleggio». E, andando a vedere nel dettaglio i marchi del gruppo Stellantis per quanto riguarda quelli ex Fca, Alfa Romeo a maggio 2022 ha registrato 1.159 immatricolazioni, in rialzo del 3,67% su anno. Dopo i cali delle immatricolazioni nei mesi scorsi, la rotta si è finalmente invertita. Grazie a questo dato, il marchio ha registrato un incremento della quota di mercato dello 0,96 per cento.

Come sempre il grande protagonista della ripresa del Biscione è il suv Stelvio che continua ad essere amato ed apprezzato. Con 1.024 unità vendute in Italia rappresenta la quasi totalità delle immatricolazioni del brand premium di Stellantis in Italia. Eppure ci sono ombre che si muovono insieme alle luci. E non giovano a Cassino Plant. Donato Gatti, segretario provinciale Fiom-Cgil mette in guardia: «Se nello stabilimento dovessero decidere di confluire prevalentemente sul Grecale durante quelle poche giornate in cui si lavora, il marchio Alfa non avrà certo giovamenti. Temo questo fenomeno,che poi andrà a riversarsi pure sui lavoratori. Se ci si dovesse concentrare prevalentemente sul Grecale, i rischi di calo del marchio Alfa sarebbero importanti.

Questo dovremmo chiederlo prossimamente ad Fca. Anche perché a giugno finiranno i contatti di solidarietà e dovremmo chiedere un incontro per capire come si vuole andare avanti, se ci sarà una proroga oppure se si useranno altri ammortizzatori sociali. Bisogna stare molto attenti altrimenti gli operai rischiano di pagare come sempre. I salari si dovrebbero aumentare e non diminuire perché, in questi anni, a farne le spese sono stati solo gli stipendi dei lavoratori mentre ci avevano promesso, nel piano Fca di 7 o 8 anni fa, più occupazione e salari tedeschi! Invece i lavoratori sono diminuiti e gli stipendi sono ai minimi storici. Siamo preoccupati, non vorremmo che a pagare siano sempre i soliti, anche stavolta: i lavoratori di Cassino Plant». E, infatti, oggi era previsto il rientro di tutti gli operai dopo una intera settimana di fermo produttivo. E invece, su chiamata individuale, sia oggi che domani lavoreranno solo lastratura e verniciatura sul Grecale.