La situazione
22.04.2026 - 11:00
Stellantis
Si fa ogni giorno più cupo il quadro dello stabilimento di Cassino, ormai sospeso in un silenzio produttivo che pesa come un macigno sull’intero territorio. I reparti restano fermi, almeno fino al 27 aprile salvo ulteriori sorprese, mentre la forza lavoro si è progressivamente assottigliata, segno tangibile di una crisi che continua a mordere. E le prospettive sono ancora più cupe. Fioccano indiscrezioni, emerse anche ieri al tavolo permanente dell’automotive con l’assessore e vice presidente della Regione Roberta Angelilli, capaci di configurare solo 14 giorni di lavoro da qui a luglio. Un’autentica disfatta se le voci di corridoio dovessero coincidere con la realtà. «Un trend che fa paura - ha detto Gennaro D’Avino, segretario generale Uilm Frosinone - mentre l’indotto sta pagando il doppio rispetto alla fabbrica. Cassino è la priorità e c’è bisogno di fare pressing sul governo da qui al 21 maggio. Abbiamo sollecitato alla Angelilli di chiedere con forza al Mimit, prima del 21, di avere notizie su Cassino perché i numeri fanno paura». E proprio il 24 ci sarà il vertice al Mimit con il coordinamento delle regioni, sarà quella un’occasione propizia per presentare al ministro le criticità della fabbrica laziale.
Alla riunione, particolarmente operativa, presenti Cgil Cisl, Uil, Ugl unitamente alle associazioni datoriali. «Lo stabilimento di Cassino - ha ribadito Enrico Coppotelli segretario Cisl Lazio - è quello che ha più difficoltà, il più martoriato. Abbiamo sollecitato al presidente Rocca di chiedere un incontro a Filosa per rappresentare le difficoltà di Cassino e abbiamo chiesto un rafforzamento del tavolo regionale per le misure relative all’indotto». Intanto l’Ugl ha espresso apprezzamento per l’impegno e la determinazione dimostrati dall’assessore Angelilli evidenziando la necessità di un confronto continuo e strutturato tra istituzioni, parti sociali e sistema produttivo. Il quadro emerso conferma una situazione estremamente critica: riduzione dei volumi produttivi, ricorso massiccio agli ammortizzatori sociali, oltre 130 licenziamenti recenti nell’indotto e circa 2.000 uscite incentivate già registrate, con un concreto rischio di desertificazione industriale e sociale del territorio. L’Ugl Lazio ha ribadito con forza la necessità di sottoscrivere un Patto per lo Sviluppo dell’Automotive del Lazio, uno strumento operativo e vincolante che coinvolga istituzioni, sindacati e imprese.
Grande e incisivo l’impegno della Regione sul fronte dello sviluppo e della tutela del territorio, in vista dei prossimi appuntamenti.
L’assessore allo Sviluppo economico e vicepresidente Angelilli è da sempre in prima linea: «Un confronto molto ricco in vista dell’incontro con il ministro di venerdì, per poter rappresentare le istanze del territorio, delle imprese, dei lavoratori e delle associazioni datoriali e sindacali. Abbiamo condiviso la necessità di sottolineare la forte criticità della situazione di Cassino: come noto, sono diminuiti i volumi produttivi e sono aumentate le giornate di stop. Rappresenteremo le nostre istanze in vista della presentazione del piano industriale del 21 da parte di Stellantis.
Venerdì sarà l’occasione di condividere con il ministro istanze e preoccupazioni, affinché possa rappresentarle a Stellantis nell’ambito delle interlocuzioni che avrà. Parallelamente attiveremo un tavolo tematico proprio con le parti sociali sui grandi temi dello sviluppo - Zls, zona franca doganale, i bandi previsti - cercando di mettere a terra una sorta di patto per lo sviluppo, per fare sempre di più la nostra parte per la crescita del territorio.
Un tavolo di lavoro permanente, operativo e condiviso. Ci aspettiamo che Stellantis dia delle risposte importanti il 21 maggio».
La richiesta del Pd
Anche il Pd continua a mobilitarsi: nella sede nazionale del partito si è vissuto un momento di confronto con le rappresentanze sindacali regionali e provinciali. All’incontro hanno partecipato anche il sindaco di Cassino, rappresentanti provinciali, regionali e nazionali del Partito, tra cui Marta Bonafoni, coordinatrice della segreteria nazionale e Antonio Misiani, responsabile industria in segreteria nazionale. «La crisi dello stabilimento di Cassino è la cartina di tornasole di una difficoltà più ampia del sistema industriale nazionale, segnata dall’assenza di una chiara strategia di sviluppo», ha dichiarato il segretario regionale del Pd Lazio, Daniele Leodori. Di qui la richiesta: «Chiediamo la convocazione di un Consiglio regionale straordinario e sollecitiamo il presidente Rocca affinché la Regione Lazio metta in campo azioni incisive nei confronti dell’azienda e si attivi con forza anche presso il Governo». Nel corso dell’incontro è stata ribadita la preoccupazione per l’assenza di notizie sul piano industriale di Stellantis, atteso entro il 21 maggio, e per la mancanza di un confronto strutturato con le parti sociali. «La riunione rappresenta un momento di coordinamento fondamentale per garantire che tutti i soggetti istituzionali mantengano alta l’attenzione su una vertenza strategica», ha dichiarato la vicesegretaria regionale con delega al lavoro, Valeria Campagna. «È necessario salvaguardare il sistema automotive del Lazio e garantire un futuro allo stabilimento di Cassino. Da qui parte una mobilitazione permanente del Pd su tutti i livelli. Il caso Stellantis ha una rilevanza che va oltre il territorio: riguarda l’intero basso Lazio e rappresenta una questione chiave per lo sviluppo industriale del Paese. Per questo chiediamo che la vertenza Cassino diventi una vertenza nazionale, con un focus chiaro sul rilancio dello stabilimento». Durante l’incontro, Antonio Misiani si è impegnato a portare anche nelle sedi parlamentari azioni per ottenere risposte certe sul futuro dello stabilimento.
«Nelle prossime settimane promuoveremo ulteriori momenti di confronto coinvolgendo anche il Consorzio industriale del Lazio, il cui ruolo sarà decisivo per il rilancio del territorio. Lo stabilimento di Cassino rappresenta un’eccellenza industriale che deve tornare a essere un volano di sviluppo», conclude la nota del Pd Lazio. Tre le proposte presentate alla riunione dalla consigliera regionale Pd del Lazio, Sara Battisti Prima di tutto, il riconoscimento della vertenza Stellantis come vertenza nazionale, «una richiesta che avevo già avanzato alla segretaria Elly Schlein in occasione della sua prima uscita a Cassino. È fondamentale che il Governo assuma un ruolo diretto in una crisi che ha ricadute occupazionali e industriali ben oltre i confini locali. Poi l’istituzione di un Tavolo regionale per orientare le risorse della Regione Lazio - come già fatto grazie ai miei emendamenti al bilancio regionale - e valutare, se necessario, una revisione delle leggi regionali 46 e 62 in funzione della crisi in corso». Infine, il rafforzamento del ruolo del Consorzio Industriale come punto di raccordo tra forze sindacali, politiche, istituzionali e imprenditoriali, per consolidare gli strumenti di supporto all’indotto.
«La partita Stellantis - prosegue - si gioca su più livelli. Cassino non può affrontarla da sola, e non lo farà. Per questo abbiamo chiesto anche la convocazione di un Consiglio regionale straordinario interamente dedicato alla vertenza, affinché tutte le istituzioni possano assumersi fino in fondo la responsabilità di un confronto serio e concreto. Ringrazio il Partito regionale e il Partito nazionale per l’attenzione dimostrata: è ormai chiaro che questa battaglia deve essere portata avanti a tutti i livelli e non può più essere limitata al solo ambito territoriale. Noi continueremo a fare la nostra parte al fianco dei lavoratori e del territorio»