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Cassino

Muore dopo la dialisi, aperta un’inchiesta

La procura apre un fascicolo a carico di un medico del Santa Scolastica per eseguire le verifiche dovute e capire se vi sia stata negligenza o imprudenza nell’applicazione del protocollo sanitario

Muore dopo la dialisi, aperta un’inchiesta

L’intervento dei carabinieri dopo il malore fatale

Muore per strada di ritorno dall’ospedale dopo aver eseguito la dialisi. La procura apre un fascicolo a carico di un medico del Santa Scolastica per eseguire le verifiche dovute e capire se vi sia stata negligenza o imprudenza nell’applicazione del protocollo sanitario. Se, insomma, ci sia stato un errore medico che potrebbe aver comportato o accelerato l’evento morte.

L’improvviso decesso di P. C., 72 anni di Cervaro, risale allo scorso 21 marzo. Da quanto ricostruito finora il malore sarebbe sopraggiunto mentre il pensionato si trovava in auto, in via Romanelle, con la moglie alla guida, di ritorno dalla dialisi. Un momento di malore, l’auto ferma e la chiamata all’ambulanza. Ma per il pensionato purtroppo non c’è stato nulla da fare. Inutili i soccorsi arrivati da Ceprano e i tentativi di rianimazione. Sconcerto nella comunità di Cervaro per un gran lavoratore e una persona conosciuta. Sul posto erano giunti nell’immediatezza anche il sindaco Ennio Marrocco e la vice Annalisa Bracciale. «Persona perbene, umile. Un gran lavoratore. Esprimo vicinanza alla famiglia a nome della comunità» le prime parole del sindaco.

A poche ore dal prematuro decesso, era intervenuta anche la Asl, evidenziando come il protocollo previsto fosse stato correttamente seguito e che «a seguito delle verifiche effettuate non risultano all’Azienda condotte difformi dagli standard clinico-assistenziali. Il trattamento dialitico rappresenta una procedura terapeutica standardizzata e consolidata, effettuata secondo protocolli chiari, rigorosi e condivisi a livello clinico, che ne garantiscono elevati livelli di sicurezza. Si tratta tuttavia di un trattamento destinato a pazienti caratterizzati da condizioni di particolare fragilità e spesso con più patologie con quadri clinici complessi, nei quali il rischio di eventi avversi, anche improvvisi, non può essere completamente escluso, indipendentemente dalla corretta esecuzione della prestazione sanitaria».

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