Centocinquanta anni fa nasceva a Ceccano Aristide Ceccarelli. Sconosciuto ai più, è stato un leader sindacale, anarchico, pacifista, impegnato in prima persona sul fronte antimilitari sta contro la guerra mondiale, capace di radunare in piazza più gente dell'interventista Benito Mussolini. Nasce da Giuseppe Ceccarelli e Giuseppa Bucciarelli il 27 marzo 1872.

Trasferitosi a Roma, resterà sempre legato al suo paese dove, a volte, manderà le figlie dagli zii. Sarà un militante di punta dell'anarchismo e del sindacalismo romano, più volte arrestato e confinato per motivi politici. Fu ingiustamente coinvolto e successivamente assolto dalla Corte d'assise di Teramo nel processo sui complici di Pietro Acciarito per l'attentato a re Umberto nel 1897. Sin da giovanissimo sarà attivo nei circoli libertari. All'interno del circolo "9 Febbraio" viene arrestato, con altri militanti romani, nel luglio del 1894, e poi assolto.

Arrestato nuovamente il mese dopo, finisce nella colonia dei coatti di Porto Ercole (diretta dal delegato Raffaele Santoro, lo stesso che, proprio sugli anarchici si scontrò in aula con il questore di Roma Edoardo Felzani al processo per il 1° maggio 1891) insieme agli anarchici e ai siciliani dei moti del 1893-94. Da lì sarà trasferito alle Isole Tremiti, confinato fino al marzo 1896 (nel corso della sua permanenza ci fu un eccidio e la madre di Aristide morì di crepacuore temendo per il figlio). Rientra a Roma dove sarà uno dei protagonisti del movimento.

Le autorità di pubblica sicurezza lo considerano uno degli esponenti di punta specie dopo il contributo alla rifondazione del primo circolo anarchico romano "La Rivendicazione". È in collegamento con Errico Malatesta. È tra i sostenitori della commissione di corrispondenza per serrare le fila tra i vari gruppi anarchici del Paese. Fa riferimento al gruppo de «L'Agitazione», giornale di Ancona che poi dirigerà.

La prefettura di Roma lo definisce «di carattere risoluto e di intelligenza pronta», corretto nei rapporti familiari e «in apparenza» capace di utilizzare «i dovuti riguardi all'autorità». Sempre la prefettura scriverà: «Non vi è riunione, conferenza, manifestazione anarchica che non abbia il Ceccarelli fra i promotori». Nel settembre del 1898 è arrestato, processato e assolto insieme a 44 anarchici romani accusati di aver espresso solidarietà all'attentatore della principessa Sissi.

L'impegno sindacale si concretizza il 25 agosto 1901 con l'elezione nella commissione esecutiva della Camera del lavoro di Roma, di cui sarà segretario. Fa conferenze nelle Marche, in Emilia-Romagna e in Umbria. Con Luigi Fabbri collabora al Programma socialista anarchico. Iniziano a manifestarsi i primi problemi di salute che ne determineranno la prematura scomparsa. Nel 1903 è ricoverato all'ospedale di Nettuno per tubercolosi.

Ristabilitosi, pubblica l'opuscolo "L'anarchia volgarizzata". Nel gennaio del 1905 emigra con la famiglia in Argentina, dove vive la sorella. Dall'Italia è subito segnalato alle autorità argentina. Infatti, si mette in contatto con gli ambienti libertari. Nel 1907 torna in Italia. Partecipa con Fabbri al congresso anarchico internazionale di Amsterdam in rappresentanza degli anarchici argentini. Il 3 novembre 1910 è eletto nella commissione esecutiva della Camera del lavoro di Roma e l'anno successivo nella commissione esecutiva del congresso anarchico.

Fa diversi interventi in giro per l'Italia, tra cui, nel 1912, a Rosignano Marittimo per commemorare Pietro Gori. Nel 1913 è membro della segreteria del Fascio comunista anarchico di Roma. All'indomani dello scoppio del primo conflitto mondiale, con l'Italia ancora neutrale, Ceccarelli esporrà lucidamente le sue posizioni pacifiste. Interviene il 30 luglio 1914, in un'iniziativa dell'Unione socialista romana. Il ceccanese sarà l'antagonista di Benito Mussolini e Filippo Marinetti in un'altra manifestazione contro la guerra, sempre a Roma, l'11 aprile 1915. In realtà, entrambe le manifestazioni saranno vietate dalla questura di Roma.

Ci saranno dei tafferugli con le forze dell'ordine ed arresti. Ceccarelli, dopo il corteo, riesce ad arringare la folla davanti a circa tremila uditori in piazza dei Campani contro le poche centinaia radunate da Mussolini. Alla manifestazione, organizzata dalla Camera del lavoro, il ceccanese si esprime in rappresentanza del Fascio comunista anarchico del Lazio. "Tutta la piazza è gremita…Mai il quartiere di San Lorenzo aveva risposto con tanto entusiasmo in una manifestazione neutralista", scriverà l'Avanti il 12 aprile 1915. Sarà l'ultima grande manifestazione della sinistra internazionalista. Nel dicembre del 1916 altro intervento di Ceccarelli contro il "carnaio europeo".

Cerca di serrare le fila del movimento, indebolite dalle partenze per il fronte di diversi attivisti. Si moltiplicano così le iniziative: in occasione del 1° maggio al comizio promosso dalla Camera del lavoro, tra gli oratori c'è sempre Ceccarelli. Lo stesso darà vita a un giornale, la Favilla, "rivista quindicinale comunista-anarchica di propaganda spiccia", pubblicata dall'ottobre 1917. Emblematico l'editoriale del primo numero dal titolo "Bandiera al vento": «riunire in una sola armoniosa famiglia tutta l'umanità sotto il glorioso stendardo dell'Inter nazionale, senza tiranni e senza tirannie che fomentano odii e provocano guerre fratricide».

Con la fine della guerra la Favilla cesserà le pubblicazioni. Le sue condizioni di salute peggiorano notevolmente ed è costretto a ritirarsi dall'impegno politico attivo. Continua ancora l'attività giornalistica (a Roma peraltro gestirà anche un'edicola). Lascia il gruppo anarchico romano "I Martiri di Chicago"di cui fu anima e fondatore. Muore di tubercolosi, a Roma, il 5 agosto 1919. L'8 il quotidiano socialista «l'Avanti!» scriverà sui funerali: «Il Ceccarelli, che per oltre un ventennio ha lottato con fermezza per le sue idee, meritava queste grandi onoranze dei lavoratori. Sono intervenute tutte le leghe della Confederale, i gruppi anarchici ed i circoli socialisti. I vessilli sovversivi erano numerosissimi: circa 200. La folla immensa che ha sfilato lungo il percorso si calcola in alcune migliaia».

Interverranno tanti oratori. Il 14 settembre sarà commemorato alla Casa del popolo da Virgilio Mazzoni per il circolo "I Martiri di Chicago" (lo definirà "apostolo insuperabile, nella sua lucida e schietta semplicità") e gli sarà intitolato un circolo a Tivoli. La figlia Bianca, avuta dal matrimonio con Adele Bottini, scriverà un libro di memorie ("Mio padre l'anarchico"). Nota al grande pubblico dell'epoca come Bianca Star, fu attrice e cantante. Morirà nel 1985 a 87 anni. L'altra figlia Fernanda sposerà il principe Marcantonio Brancaccio. Morta a 107 anni nel suo testamento farà un lascito in favore del Comune di Ceccano, circa 30.000 euro per 20 conferenze annuali di commemorazione del genitore nella sala del mosaico romano.

Ma il testamento sarà impugnato e oggetto di una causa legale. Fatto sta che Ceccano non solo non ha intitolato una strada al suo concittadino, non lo ha ricordato per i 150 anni della nascita. Nemo propheta in patria, dicevano gli antichi.