«La prossima settimana, pur non essendo di nostra competenza, daremo il via alla bonifica vegetazionale della zona dell'ex caseificio Cinque e la Asl potrà finalmente effettuare le analisi della copertura in eternit dell'edificio di via Anime Sante». Il sindaco Roberto Caligiore cala la seconda carta del "poker ambientale" annunciato dall'amministrazione, quello che comprende le altre tre aree da bonificare nel Sin "Valle del Sacco": Viscolube e gli ex stabilimenti Annunziata e Snia-Bpd.
La questione-amianto nel lotto dell'ex stabilimento chimico e poi bellico di Bosco Faito era stata trattata nel tavolo tecnico dello scorso 10 marzo, una riunione convocata a Palazzo Antonelli dopo l'esposto dei residenti della vicina via Marittima e il sopralluogo congiunto Asl-Comune. Alla presenza degli amministratori e dei dirigenti regionali e provinciali, il proprietario dell'area Giorgio Paolini ha parlato di precedenti interventi disinquinanti e il Comune ha preteso le caratterizzazioni ambientali. Nel frattempo la Asl preleverà e analizzerà i campioni di eternit e verificherà anche la regolare tenuta dei capi di bestiame che pascolano nei pressi dell'ex Snia-Bpd segnalati giorni fa dal Centro Studi Tolerus.
L'associazione presieduta da Pasquale Pesce è la stessa che nel novembre 2015 informò il Dipartimento prevenzione della Asl del crollo parziale dell'ex caseificio Cinque durante le nevicate dell'inverno 2012 e risollecitò un intervento più di sei mesi fa in considerazione del grave rischio-asbesto a cui è esposta la popolazione, chiedendo e ottenendo anche la corrispondenza intercorsa tra Comune e Azienda sanitaria locale. Leggendola si evince che quest'ultima, pronta a un'ispezione "in tandem" sin dal gennaio 2016, non è riuscita poi «a prendere contatto coi presunti eredi (A. C. e R. C., ndr)» nonostante «diversi tentativi» e ha spinto il sindaco Caligiore ad adottare tutti i provvedimenti necessari. Ora la situazione pare sbloccarsi e la bonifica vegetazione si annuncia come il primo passo verso quella vera.