Nessun verdetto al termine del confronto in video conferenza tra Figc e Comitato Tecnico Scientifico.
Perplessità sulla quantità di tamponi disponibili, il nodo dellaquarantena in casodi positività di un giocatore.
Il tutto in un clima non rasserenato dall'e sterno: dopo il caso Torino, ieri c'è stato il riscontro di sei positività per la Fiorentina (tre giocatorie tre membri dello staff).
Potrebbe tornare in alto mare la data del 18 maggio per ciò che concerne gli allenamenti di squadra e contestualmente si addensano nuove nuvole nere all'orizzonte della ripresa del campionato di Serie A.
Chi sperava che a stretto giro l'Italia calcistica avrebbe potuto allinearsi alla Germania, unica nazione che ha dato il via libera in Europa, è rimasto deluso.

Durante il vertice, la Federcalcio ha proposto di fare come in Germania, una quarantena corta attraverso l'uso del doppio tampone, ma il CTS su questo è stato intransigente: le regole in Italia sono diverse, evidenziando anche il tema della reperibilità dei tamponi, soprattutto in Lombardia dove ci sono quattro squadre in serie A. La Figc ha rilanciato: in parole povere ha chiesto al CTS di proporre un piano al quale adeguarsi, modificando proprio il protocollo presentato ieri, a seconda delle esigenze. Il Comitato tecnico scientifico ha comunicato che farà le proprie valutazioni e nelle prossime ore riferirà al ministro della Salute, Roberto Speranza. La palla potrebbe quindi passare dal campo sportivo/politico a quello sanitario. E il calcio resta in attesa. Sempre con l'obiettivo di ripartire con gli allenamenti collettivi dal 18 maggio. Ma se la risposta sarà negativa la stagione diventerà fortemente a rischio.

Mancano però dieci giorni e quindi c'è il tempo per suggerire altre ricette ed apportare correttivi. Tutte queste cose, sommate, rendono bene l'idea di quanto sia ancora irta di ostacoli non solo la strada che porti alla conclusione del massimo campionato entro luglio, ma persino quanto non sia possibile al momento indicare nemmeno la data per gli allenamenti di squadra. Un po' più ottimista il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora: «Mi auguro siano state risolte le situazione problematiche evidenziate e che quindi il 18 maggio possano riprendere gli allenamenti di squadra».

La decisione presa per la C
La Lega Pro ha deciso per la sospensione del campionato, il blocco delle retrocessioni, il blocco dei ripescaggi dalla Serie D, la promozione Calcio in Serie B di Monza, Vicenza e Reggina (attualmente prime nei rispettivi gironi), quarta promossa nel torneo cadetto in base alla media ponderata gare giocate/punti. Una media che per un soffio premia il Carpi davanti a Reggio Audace e Bari. Il tutto ora dovrà passare attraverso il prossimo Consiglio Federale. «All'inizio abbiamo analizzato il futuro della Lega Pro, abbiamo analizzato quale potrebbe essere il metodo giusto per le fideiussioni, con la Lega che continua a proporsi come garante. Poi siamo passati alle votazioni ha dichiarato il presidente Francesco Ghirelli -. E lì mi ha colpito l'enorme senso di responsabilità, e il grande rispetto verso le ragioni di ognuno e anche verso le posizioni delle altre leghe e della Federazione. La più bella assemblea che abbia mai svolto da quando sono presidente».

Alla fine sarebbe emersa una nettissima maggioranza sulle proposte di sospendere il campionato, promuovere le tre capoliste, bloccare le retrocessioni e i ripescaggi dalla Serie D. Sui playoff la votazione è stata più combattuta ma ha prevalso un notevole senso di ascolto. «Io stesso, in chiusura ha aggiunto Ghirelli -, hofatto notare come serva riflettere sull'alto numero degli astenuti edi chi abbia votato per giocare i playoff.
Ha vinto l'ipotesi di promuovere la quarta tramite il merito sportivo. Che premierebbe Carpi e non Bari? Il metodo sempre utilizzato dalla Lega Pro da sempre: un indice in base alle partite giocate, una media punti insomma. Non abbiamo riflettuto sul nome dei club ma su un dato oggettivo: possono dire tutto meno che il sottoscritto non abbia l'onestà intellettuale di essere il presidente di tutta la Lega Pro. Credo che potremo andare ora al Consiglio Federale con grande tranquillità, la disponibilità a capire il da farsi e le proposte altrui. Cercando di trovare una soluzione condivisa».