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Calcio serie D

All'inferno e ritorno

Dopo il pareggio in rimonta con il San Marino, i bianconeri attesi dalle sfide decisive

All'inferno e ritorno

Tre gli argomenti da trattare: la partita, il comunicato della società ed il comportamento dei supporters. E' appena ovvio iniziare dalla partita e dalle decisioni prese dall'area tecnica. Ad un certo punto il Sora è sembrato sprofondare all'inferno (ovviamente calcistico) trovandosi sotto di 2 reti contro una diretta concorrente. Poi però ci sono stati dei cambi che hanno dato nuova linfa alla manovra, più concretezza ed anche della garra in più. Molti si sono allora chiesto perchè quei giocatori non sono stati inseriti prima dal Filippo Lancia. La risposta stava tutte nelle condizioni non ottimali di neo entrati e la conseguente autonomia parecchio limitata. E' stato giusto inserirli ad avversari leggermente più stanchi che all'inizio gara, tutto questo però ha potato un certo - diciamo così - scompenso tra la tifoseria. Contestare può apparire giusto ma lasciarsi andare ad insulti e (forse) qualche minaccia non sta bene e, secondo noi è un errore abbandonare la squadra quando è in difficoltà. "You'll never walk alone" è l'inno che SEMPRE accompagna i Reds di Liverpool, come si è visto anche nella loro sfortunata uscita. Il comunicato della società è stata la logica conseguenza che la famiglia Pinto ha dovuto sopportare ed ha reagito con uno scritto che - personalmente e con rispetto - abbiamo definito intempestivo ed inopportuno. Intempestivo perchè, probabilmente, dettato dallo scoramento del momento ed inopportuno perchè ci sono ancora 3 partite da giocare ed in questi 270 minuti la squadra si gioca un bel pezzo di futuro. Pertanto, mentre alla famiglia Pinto chiediamo sommessamente di ripensare a quanto comunicato ai tifosi chiediamo, altrettanto sommessamente, di aiutare i ragazzi di Lancia a dare il meglio di loro stessi.

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