Serie B
13.02.2026 - 14:00
L'allenatore del Frosinone Massimiliano Alvini
Il calcio moderno è fatto di certezze effimere e di risultati che cambiano gli scenari nell’arco di poche ore. Ma c'è qualcosa che va oltre il risultato del momento. Qualcosa che si chiama carattere, mentalità, capacità di reazione. E il Frosinone di Massimiliano Alvini ne ha dato ancora una volta dimostrazione nell’arco di pochi giorni. La sconfitta interna di sabato scorso contro il Venezia aveva lasciato tanto amaro in bocca. Non tanto per la battuta d’arresto in sé, quanto per le modalità con cui era maturata. Una partita che il Frosinone aveva dominato per un’ora, creando occasioni e mostrando la solita trama di gioco, ma nella quale due piccole disattenzioni avevano fatto la differenza per i lagunari nei momenti chiave. Il risultato? Lo scivolamento in terza posizione, con il Monza che approfittava del passo falso ciociaro vincendo tra le mura amiche contro l’Avellino e portandosi momentaneamente davanti nella corsa alla promozione diretta.
Erano bastate poche ore per vedere cambiare la classifica, per sentire crescere qualche dubbio, per leggere sui social le prime critiche di chi si era fatto prendere dall’ansia. Ma chi conosce questo Frosinone sa bene che la squadra giallazzurra ha una qualità rara: sa soffrire, sa incassare il colpo e sa soprattutto rialzarsi con la determinazione di chi ha un obiettivo chiaro in testa. La risposta sul campo dell'Avellino: 3-1 e tantissima personalità. Il turno infrasettimanale rappresentava un crocevia importante. Andare ad Avellino, su un campo storicamente ostico, contro una squadra ferita dalla sconfitta di Monza (dove era in vantaggio ed è stata ribaltata nel risultato nel finale di gara) e desiderosa di riscatto, non era certo una passeggiata. Serviva la prestazione della maturità, quella che distingue le squadre vere dalle meteore di un campionato lungo e complicato. E il Frosinone ha risposto presente, con una prova autoritaria che ha spazzato via ogni dubbio.
Il 3-1 finale è lo specchio fedele di una partita dominata dall’inizio alla fine, nella quale la “banda” Alvini ha mostrato quella fame agonistica senza la minima esitazione o timore reverenziale. Solo calcio, intensità, pressing alto e quella qualità tecnica che fa del Frosinone una delle formazioni più complete del campionato. Il primo tempo ha visto i ciociari prendere in mano le redini del gioco sin dalle battute iniziali. L’Avellino non è riuscito a trovare le contromisure tattiche per arginare la manovra avvolgente degli ospiti. Il vantaggio è arrivato al momento giusto, e dopo dieci minuti il raddoppio che ha spezzato definitivamente gli equilibri e permesso ai ciociari di gestire con personalità il resto della frazione, per poi triplicare a metà ripresa e chiudere lì ogni tipo di discorso, con i padroni di casa che hanno realizzato solo nel finale il gol della bandiera.
Dal campo
Ma la grande soddisfazione, per l’ennesima vittoria strameritata di questo campionato, Alvini e i suoi ragazzi l’hanno già messa da parte. Dopodomani, infatti, sono attesi da un’altra trasferta: in casa dello Spezia (fischio d’inizio alle ore 15). Una partita che il Frosinone ha iniziato a preparare già da ieri mattina, quando la squadra si è ritrovata alla “Città dello Sport” di Ferentino per una seduta di scarico dopo le fatiche della sera precedente. Oggi è in programma il primo vero allenamento al mattino, e nel pomeriggio la truppa giallazzurra partirà alla volta della Liguria, dove domani mattina svolgerà la seduta di rifinitura nel pressi di La Spezia. Rispetto alla partita di mercoledì sera ad Avellino, mister Alvini potrà di nuovo contare su Anthony Oyono e Kone, che hanno entrambi scontato la squalifica (di un turno il primo e di ben quattro giornate il secondo), mentre saranno ancora indisponibili per infortunio, Francesco Gelli, Barcella e Monterisi. La speranza è che almeno qualcuno di loro possa recuperare in occasione della gara casalinga contro l’Empoli di venerdì prossimo.
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