Sapori & Saperi
14.02.2026 - 09:00
La sede della Regione Lazio
Ventotto nuove eccellenze entrano nell’elenco nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (Pat) e portano il Lazio a quota 520 referenze riconosciute. Con l’ultimo aggiornamento pubblicato dal Ministero dell’Agricoltura, la regione si conferma seconda in Italia per numero di prodotti censiti, rafforzando il proprio posizionamento nel panorama agroalimentare nazionale.
L’inserimento dei nuovi Pat rappresenta un risultato che va oltre il dato numerico. Ogni prodotto riconosciuto è espressione di territori, comunità e saperi artigianali custoditi da almeno venticinque anni, secondo quanto previsto dalla normativa nazionale. Si tratta di lavorazioni tramandate nel tempo, di tecniche consolidate e di un patrimonio immateriale che trova nel riconoscimento ufficiale uno strumento di tutela e valorizzazione.
«Il riconoscimento di ventotto nuovi prodotti agroalimentari tradizionali – dichiara l’assessore regionale all’agricoltura, alla sovranità alimentare e al bilancio Giancarlo Righini – è la conferma di una strategia che punta con decisione sulla valorizzazione delle identità produttive locali. I Pat non sono soltanto prodotti, ma espressione di storia, cultura e lavoro: tutelarli significa rafforzare le nostre filiere, sostenere le imprese agricole e artigianali e rendere più competitivo il sistema agroalimentare regionale, nel segno della qualità e della sovranità alimentare». Un percorso che vede impegnata in prima linea Arsial, incaricata dalla Regione dell’attività di ricognizione e aggiornamento dell’elenco. Per ciascun prodotto vengono analizzati distribuzione territoriale, valenza economica, legame con l’ambiente di produzione e specificità del processo tradizionale, in un lavoro che richiede rigore e approfondimento.
«Ogni nuovo prodotto agroalimentare tradizionale riconosciuto è un pezzo di identità che viene tutelato e valorizzato – dichiara il Presidente di Arsial, Massimiliano Raffa – Dietro questi ventotto nuovi ingressi ci sono comunità, piccoli produttori, famiglie e territori che hanno saputo custodire saperi antichi e trasformarli in valore economico e culturale. Questo risultato è il frutto di un lavoro tecnico rigoroso, ma anche di una visione chiara: sostenere le filiere locali, rafforzare il legame tra prodotto e territorio e dare nuove opportunità alle aree interne».
I Pat si distinguono per metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura consolidate e praticate in modo omogeneo sul territorio, nel rispetto di regole tradizionali. Il riconoscimento consente inoltre di valorizzare specifiche procedure produttive, per le quali sono previste deroghe igienico-sanitarie dedicate: uno strumento fondamentale per preservare ambienti storici, attrezzature tradizionali e microflora tipica, elementi che contribuiscono all’unicità delle produzioni.
Con i nuovi ingressi, il quadro complessivo dei 520 Pat del Lazio si articola in 113 prodotti vegetali; 216 tra paste fresche, dolci e prodotti da forno; 68 carni fresche e salumi; 50 formaggi; 10 preparazioni di pesce; 33 prodotti della gastronomia; 9 oli monovarietali e burro; 8 prodotti di origine animale come miele e ricotte; 9 distillati e bevande analcoliche; 4 condimenti. Una mappa articolata che racconta la biodiversità agricola e gastronomica regionale.
Il riconoscimento delle nuove produzioni si inserisce in un sistema agroalimentare tra i più strutturati del Paese. Il Lazio conta 16 Dop e 14 Igp, 4 Stg nel comparto food, tra cui 4 Dop dell’olio e un’Igp, oltre a un comparto vitivinicolo che comprende 3 Docg, 27 Doc, 6 Igt e 37 vitigni autoctoni censiti. Un patrimonio che testimonia la solidità delle filiere e la capacità di coniugare tradizione e qualità.
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