Comune
21.04.2026 - 08:30
La seduta ordinaria del consiglio comunale non è... all’ordine del giorno. Nessuna riunione dell’ufficio di presidenza e della conferenza dei capigruppo all’orizzonte. L’ultima resta quella del 9 febbraio scorso, quando fu approvato il bilancio di previsione, con 18 voti favorevoli e 11 contrari. Da allora soltanto question time, vale a dire la risposta alle interrogazioni e alle interpellanze. Evidentemente non ci sono argomenti da portare all’attenzione dell’aula. Sul piano politico, inoltre, è evidente come il via libera al documento contabile (dopo mesi di fibrillazioni fortissime all’interno della maggioranza) ha “messo in sicurezza” la consiliatura, che a questo punto volge al termine. D’altronde mancano meno di quindici mesi alle elezioni. Ipotesi come le dimissioni di massa o la mozione di sfiducia (in entrambi i casi bisognerebbe raggiungere quota 17: firme o voti) sono lontane anni luce. Non ci sono i numeri e neppure le condizioni. Fra l’altro Domenico Marzi ha più volte ribadito che la “sua” civica (4 esponenti) mai prenderà in considerazione opzioni finalizzate all’interruzione anticipata della consiliatura.
Ieri si è svolta una riunione della commissione ambiente, alla quale hanno partecipato il presidente Anselmo Pizzutelli (Lista Mastrangeli) e i consiglieri Teresa Petricca (FutuRa), Marco Ferrara (Identità Frusinate) e Claudio Caparrelli (Polo Civico). All’ordine del giorno il parere sul regolamento di igiene urbana e centro raccolta rifiuti. Sono stati chiesti degli approfondimenti e dei chiarimenti, soprattutto dal presidente. Vero che i pareri delle commissioni sono consultivi, ma in ogni caso Anselmo Pizzutelli non scende dalle barricate. Un elemento che andrà valutato anche e soprattutto con riferimento alle elezioni di giugno 2027. I “boatos” circa una sua iniziativa politica si moltiplicano. Il ragionamento è questo: nel 2022 Pizzutelli si è candidato nella Lista Mastrangeli. Rimanendo nella civica pure dopo il clamoroso “strappo” dell’ottobre 2023. Quando il sindaco Mastrangeli revocò le deleghe in precedenza assegnate ai consiglieri Anselmo Pizzutelli (quartiere Scalo) e Giovanni Bortone (rapporti con le università). Rilevò il primo cittadino: «Le deleghe sono state attribuite, un anno fa, per l'esercizio delle funzioni conferite, tenendo conto del rapporto di mutua fiducia esistente. Con la mancata sottoscrizione della mozione di conferma di fiducia al sindaco, la stessa è venuta a essere pregiudicata. Ho assunto quindi la determinazione prendendo atto della situazione e con la serenità di un'attesa di 72 ore dalla conferma della fiducia degli altri consiglieri e assessori». Quella frattura non è stata mai ricomposta e anzi si è perfino allargata. Sul piano amministrativo ma pure politico.
Come sarà il quadro alle elezioni comunali di giugno 2027? Riccardo Mastrangeli punterà sicuramente al mandato bis, confidando nel sostegno della maggioranza che lo sostiene in questo momento. Della quale fanno parte Fratelli d’Italia, Lega, Lista per Frosinone, Identità Frusinate, Lista Ottaviani, Polo Civico. Più il presidente del consiglio comunale Massimiliano Tagliaferri (indipendente). Il Sindaco sta lavorando alla costituzione di altre civiche. Resta un punto interrogativo (grande) relativamente alla ricomposizione con Forza Italia. Non è scontata. Nel campo del centrosinistra, invece, da capire se potrà essere trovato un punto di caduta condiviso e unitario tra Pd e Psi. Anselmo Pizzutelli sta osservando le dinamiche in corso. Ragionando sull’opportunità di dare vita ad una coalizione totalmente civica. Della quale potrebbe essere lui il candidato sindaco? Non è escluso. Ci sono inoltre ulteriori variabili da considerare in un’ottica elettorale. Per esempio le scelte del due volte sindaco Domenico Marzi. Pure lui orientato nell’ambito di una dimensione civica. Quindi Mauro Vicano, che nel 2022 concorse autonomamente per la fascia tricolore. Al primo turno raggiunse il 4,6%. Poi al ballottaggio l’accordo con Riccardo Mastrangeli. Infine, da febbraio scorso, subito dopo l’approvazione del bilancio, la Lista Vicano non è più rappresentata in giunta. Insomma, contorni da definire. Ma una cosa è certa: il centrosinistra, che viene da tre sconfitte consecutive, difficilmente potrà essere competitivo senza strategie unitarie.
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