Frosinone
20.04.2026 - 11:00
Il segretario provinciale del Partito democratico Achille Migliorelli
«C’è un prima e un dopo nel Partito democratico». Lo dice il collettivo “Parte da noi”, che cerca di fare il punto dopo la fase congressuale e in vista dei prossimi appuntamenti. A conferma di un dibattito decisamente “vivo” tra i democrat.
Dal voto alla situazione della provincia di Frosinone, reduce dal congresso provinciale e da quello cittadino nel capoluogo. «Abbiamo sostenuto Achille Migliorelli dall’inizio, in un percorso lungo e non privo di difficoltà – sottolinea Parte da noi – Lo abbiamo fatto perché credevamo, e crediamo oggi ancora di più, che rappresentasse la possibilità di portare il partito provinciale nel solco tracciato dalla segreteria nazionale, unendo l’attivismo che l’ha sempre visto protagonista, ad un percorso di innovazione e cambiamento. Riteniamo che la sua guida non debba essere condizionata, perché lo riteniamo capace di costruire una linea politica inclusiva e condivisa capace di coinvolgere tutto il partito. Proprio per questo diciamo con altrettanta chiarezza che è tempo di fare un passo avanti sul piano organizzativo. Il congresso della città capoluogo e l’impegno per le prossime elezioni comunali, grazie ad Achille, hanno messo il Pd nella direzione giusta, ma il segretario non può continuare a lavorare in una condizione in cui ogni decisione politica lo espone personalmente, senza una struttura che lo sostenga e gli consenta di agire a nome dell’intera comunità».
Il collettivo sottolinea che la segreteria politica va nominata e la prima direzione provinciale va convocata e ricorda che si tratta di passaggi necessari e inderogabili affinché il segretario possa lavorare con la squadra che si è costruito, possa distribuire responsabilità e possa affrontare i prossimi mesi con la solidità che la situazione richiede.
Poi un riferimento al caso di Massimiliano Quadrini, sindaco di Isola del Liri: «L’adesione di Massimiliano Quadrini a Fratelli d’Italia non è un fatto civico e chiude ogni prospettiva di collaborazione con il Pd. È una scelta politica precisa, inserita in un disegno che guarda anche oltre i confini comunali: la costruzione di un centrodestra ciociaro che FdI vuole consolidare. Fingere che si tratti di una questione amministrativa locale sarebbe ingenuo. O peggio. L’adesione del sindaco ad un partito connota inevitabilmente un’amministrazione, se questo avviene a Isola del Liri, nella città della manifestazione del 1° Maggio, il Partito Democratico non può che sedersi dall’altra parte. La scelta del campo progressista per le alleanze, che deriva da una chiara politica nazionale, non può essere messa in discussione, deve essere la regola che prescinde da eventuali interessi di parte declinati caso per caso. Lo diciamo con rispetto pieno per le persone coinvolte, che vengono da una storia politica di indiscussa qualità, di specchiabile onestà e indubbia trasparenza. Riteniamo infatti che la scelta del sindaco Quadrini rappresenti un torto per tutti coloro che si sono riconosciuti e hanno sostenuto
un progetto civico e oggi si ritrovano di fronte ad una scelta politica avvenuta a Roma che nulla ha a che vedere con i cittadini di Isola del Liri».
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